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Cosa serve all'Italia per crescere?

28/03/2021 - 28/03/2023

Il problema della crescita attanaglia l'Italia da molto prima del Covid; la pandemia ha contribuito ad evidenziare in misura maggiori problemi irrisolti che venivano trascinati da anni.

 

In un mondo che vedeva alcuni Paesi crescere in maniera poderosa, l'Italia risultava essere sempre fra i fanalini di coda, una crescita di questo tipo, presto o tardi, avrebbe reso insostenibile l'alto debito pubblico.

 

In un paese che non cresce inutile inasprire la politica fiscale per far fronte agli interessi sul debito, poichè queste politiche portano a soffocare le economie ed i risultati, ben prima della pandemia, sono stati piuttosto evidenti. 

 

Oggi risolvere i problemi del passato risulta fondamentale, come fondamentale è comprendere che le misure poste in atto sino a qui sono state totalmente inefficaci.

 

Un interessante articolo a firma Andrea Garnero e Stefano Scarpetta apparso su Il Sole 24 ore di domenica 28 aprile proponeva una via da seguire per accompagnare le imprese ed i lavoratori e più in generale l'economia italiana fuori dalla crisi:

 

1 MODIFICA DELLA CASSA INTEGRAZIONE 

Il nostro paese oltre a fornire uno fra i sussidi più bassi in europa si dimentica totalmente della formazione dei lavoratori, in Olanda, paese portato ad esempio, la formazione è una condizione necessaria per accedere alla cassa integrazione, in Francia è fortemente incentivata. 

Il sistema di sussidi del nostro paese oltre ad aumentare il debito pubblico non permette ai lavoratori di essere pronti alla ripresa delle attività e neanche li riqualifica, un sistema antiquato, non al passo con i tempi che il Covid ha fatto emergere in tutta la sua inadeguatezza. 

 

2 MISURE DI SOSTEGNO AL CREDITO 

Le misure di sostegno al credito vanno estese ancora per molto tempo poichè senza queste si potrebbe assistere a fallimenti in blocco. E' vero che i critici di queste misure denunciano che possono sostenersi in questo modo imprese decotte e non più competitive sul mercato ma è anche vero che questa situazione è migliore rispetto alla prima ovvero la scomparsa di milioni di imprese. Uno scenario di fallimenti di massa avrebbe ripercussioni difficili da valutare ed aumenterebbe il costo per la collettività.

 

3 RIFORME 

L'articolo sollecita le riforme da attuare nel paese, riforme sollecitate da anni ma ancora ferme al palo: sistema fiscale, burocrazia, formazione della cultura di impresa nonchè un sostegno ai neo imprenditori che dovrebbero essere sollecitati nel fare. Va riconosciuto che nel nostro paese a mancare è la cultura di impresa, i giovani sono spaventati dall'intraprendere e i sistemi scolastici inadeguati a diffondere la cultura del business.

 

4 AGEVOLAZIONE PER ENTRARE NEL MONDO DEL LAVORO 

L'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro è l'altra nota dolente. I vari programmi che si sono messi in atto non sono mai realmente decollati e i vari incentivi spesso abusati anche da parte delle aziende. La scuola è lontana dalle dinamiche del lavoro e la formazione piuttosto teorica e lontana dalle dinamiche del lavoro. 

 

Il nostro settore, il turismo, necessiterebbe dei medesimi interventi con l'aggiunta che l'aspetto della formazione del personale in CIG risulta essere fondamentale. Innanzitutto la riqualificazione della forza lavoro alberghiera era uno dei temi già noti prima della pandemia.

La pandemia ne ha imposto una risoluzione immediata; la forza lavoro attualmente in CIG potrebbe avere difficoltà nell'inserimento all'interno di uno scenario aziendale totalmente cambiato. Alcune funzioni aziendali si sono modificate, la tecnologia ha invaso le nostre vite ed di conseguenza i modelli di lavoro.

 

Le aziende hanno bisogno di competività e forza lavoro adeguatamente formata specialmente per la ripartenza, è del resto impensabile richiamare dalla CIG personale fermo oramai da un anno senza una adeguata formazione sui nuovi sistemi o funzionale ad adeguare le nuove strategie.

 

Molte aziende hanno perso il contatto con il capitale umano vanificando anni di lavoro e formazione, accanto all'avviamento è la perdita principale. 

 

Il sistema sicuramente non ha aiutato, ma una certa mentalità tipica del nostro paese ha fatto il resto, ora c'e' da ripartire presto e bene e la sfida non è sicuramente semplice. 

 

 



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