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La rivalutazione dei beni di impresa. la nuova normativa

01/04/2021 - 01/04/2023

In questo articolo a cura del dott. Maurizio Fantaccione, fiscalista di fiducia del nostro gruppo, trattiamo il tema della rivalutazione dei beni di impresa; il legislatore tenuto conto dell'evento pandemico è intervenuto su una disciplina fiscale che per essere adottata ha bisogno però di una approfondita analisi della situazione attuale e prospettica.

 

Il nostro gruppo opera da anni nella consulenza multidisciplinare alle imprese, ogni operazioni da porre in atto va analizzata secondo una visione più ampia degli obiettivi e degli scopi della attività economica.

 

LA RIVALUTAZIONE DEI BENI DI IMPRESA

La disciplina della rivalutazione ha confermato con modifica, per i soggetti IRPEF e IRES residenti nel territorio dello Stato e che operano in regime di reddito d’impresa e che non adottino i principi contabili internazionali, la possibilità di effettuare il riallineamento tra i valori civilistici e fiscali su:

 

  1. beni materiali e immateriali sia ammortizzabili che non ammortizzabili, iscritti nelle immobilizzazioni dello stato patrimoniale;
  2. partecipazioni in società controllate e collegate, classificate tra le immobilizzazioni finanziarie.

 

Rispetto alle precedenti edizioni le modifiche apportate rendono la disciplina della rivalutazione molto appetibile. Infatti le novità introdotte, giustificate dall’eccezionalità del momento storico, hanno reso l’ultima versione della rivalutazione dei beni di impresa particolarmente conveniente in termini di: entità del pagamento, tempi di pagamento, decorrenza temporale degli effetti fiscali, possibile rivalutazione dei piccoli beni, rivalutazione effettuabile anche solo civilisticamente.

 

La normativa ha avuto una evoluzione molto repentina infatti, con la Legge di bilancio 2020 (L. 160/2019 art. 1 commi da 696 a 704) è stata reintrodotta la cosidetta rivalutazione ordinaria. Essa, per i soggetti indicati nell’art. 73 comma 1 lettere a) e b) del T.U.I.R. del D.P.R. 917/1986 che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio, in deroga all’art. 2426 c.c.  e ad ogni altra disposizione di legge vigente in materia, prevedeva la possibilitá di rivalutare i beni di impresa e le partecipazioni con le modalitá di cui alla sez. II del capo I della L. 342/2000, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio era diretta l'attività di impresa, risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31/12/2018.

 

Detta rivalutazione doveva essere eseguita nel bilancio o rendiconto dell'esercizio successivo a quello per il quale il termine di approvazione scadeva successivamente alla data di entrata in vigore della legge e doveva riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea di beni.

 

Affinché fosse riconosciuta la rivalutazione anche a fini fiscali, occorreva versare un'imposta sostitutiva pari al:

 

  • 12% per cento del maggior valore attribuito ai beni ammortizzabili
  • 10% per cento del maggior valore attribuito ai beni non ammortizzabili.

 

Inoltre, era possibile affrancare fiscalmente, in tutto o in parte, anche il saldo attivo di rivalutazione generato dalla rivalutazione dei beni e costituente specifica voce di patrimonio netto. Per operare detto affrancamento, occorreva versare un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’IRAP e di eventuali addizionali, pari al 10% del predetto saldo attivo.

 

Da osservare che, nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci o di destinazione a finalità estranee all'esercizio dell'impresa ovvero al consumo personale o familiare dell'imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione fosse stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si doveva fare riferimento al costo del bene prima della rivalutazione.

 

Il versamento delle imposte sostitutive doveva avvenire in unica soluzione o in 3 rate, ovvero 6 rate se gli importi complessivi superavano i 3 milioni di euro.

 

Con l’acuirsi della crisi pandemica, il Governo ha emanato il Decreto Liquidità dove, con l’articolo 6 bis D.L. 23/2020, ha previsto una specifica forma di rivalutazione per le categorie omogenee di beni beni materiali e immateriali immobilizzati e le partecipazioni in imprese controllate e collegate risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019 delle imprese operanti nel settore alberghiero e termali. Detta rivalutazione, puó essere eseguita in uno o in entrambi i bilanci o rendiconti relativi ai due esercizi successivi (2020 -2021, per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare) e si presenta estremamente favorevole in quanto gratuita: non è infatti previsto il pagamento di imposte sostitutive, eccezione fatta per il saldo attivo di rivalutazione; infatti, quest’ultimo, può essere affrancato solo con il pagamento di un’imposta sostitutiva pari al 10% del saldo attivo stesso.

 

Con il proseguire della crisi pandemica il Decreto Agosto e, nello specifico, l’articolo 110 D.L. 104/2020 ha introdotto la possibilità di effettuare la rivalutazione dei beni d’impresa, anche singolarmente considerati, a fini civilistici e, attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva di appena il 3%, anche a fini fiscali, per tutte le aziende operanti in settori diverso da quello turistico e termale.

 

La Legge di bilancio 2021, con il comma 8-bis ha esteso l’ambito di applicazione dell’art. 110 del D.L. n. 104/2020, ha esteso il riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti in bilancio anche all’avviamento ed alle altre attivit’ immateriali risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019.

 

Si evidenzia che l’art. 2 del D.M. 13 aprile 2001, n. 16 statuisce che:

  • i beni oggetto di riscatto da leasing, si considerano acquisiti alla data del trasferimento della proprietà, o della consegna con clausola di riserva della proprietà;
  • i beni pervenuti da società fuse, incorporate o scisse, si si considerano acquisiti alla data in cui i beni sono stati acquisiti da tali società;
  • i beni completamente ammortizzati si intendono posseduti solo se risultano dal bilancio.

 

La tabella che segue offre un quadro di sintesi della ora citata evoluzione normativa e quindi delle normative vigenti in tema di rivalutazione dei beni.

 

Regime

Rivalutazione ex Legge di Bilancio 2020 prolungata

Rivalutazione beni settore alberghiero e termale

Rivalutazione ex Decreto Agosto

Norma di riferimento

Articolo 12 ter D.L. 23/2020

Articolo 6 bis D.L. 23/2020

Articolo 110 D.L. 104/2020

Soggetti ammessi

Spa, Sapa, Srl, Sas, Snc, imprenditori individuali, società cooperative e di mutua assicurazione, enti non commerciali per i beni d’impresa, ecc., che non adottano i principi contabili internazionali

Solo le imprese operanti nel settore alberghiero e termale che non adottano i principi contabili internazionali

Spa, Sapa, Srl, Sas, Snc, imprenditori individuali, società cooperative e di mutua assicurazione, enti non commerciali per i beni d’impresa, ecc., che non adottano i principi contabili internazionali

Beni rivalutabili

Beni materiali, beni immateriali giuridicamente tutelati, partecipazioni di controllo e di collegamento immobilizzate

Beni materiali, beni immateriali giuridicamente tutelati, partecipazioni di controllo e di collegamento immobilizzate

Beni materiali, beni immateriali giuridicamente tutelati, partecipazioni di controllo e di collegamento immobilizzate

Esercizio di rivalutazione

2020, 2021, 2022

2020/2020 e 2021

2020

Modalità di rivalutazione

Categorie omogenee

Categorie omogenee

Singolo bene

Riconoscimento fiscale maggior valore

Automatico e oneroso

Automatico e Gratuito

Facoltativo e oneroso

Imposta sostitutiva

12% beni ammortizzabili/10 % beni non ammortizzabili

Non dovuta

3%

Decorrenza effetti fiscali

Terzo esercizio successivo

Immediato

Esercizio successivo a quello di rivalutazione

 

Allegato: documento-interpretativo-7-rivalutazioni.pdf

 

 

Articolo a cura del

Dott. Maurizio Fantaccione,

commercialista e revisore contabile 

 

 

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