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I parchi tematici italiani, un modello da ripensare

05/04/2021 - 05/04/2023

Il settore dei parchi tematici italiani, come tutti gli attori della filiera del turismo, è stato messo in ginocchio dalla crisi, una crisi che ha costretto le aziende a fermare le loro operazioni in attesa di un ritorno alla normalità.

 

I parchi tematici si trovano da oltre un anno senza ricavi e senza nessun tipo di ristoro, visto che il limite del fatturato inserito nei provvedimenti, ha escluso questo tipo di aziende.

 

Notevole anche l'impatto sulla occupazione, costituita da  oltre 25.000 lavoratori diretti.

 

La struttura del parco tematico ha il limite della alta incidenza dei costi fissi, situazione  insostenibile in assenza prolungata di ricavi; al pari del comparto alberghiero il settore è fra quelli maggiormente a rischio per il futuro.

 

Il parco tematico genera ricavi oltre che dagli ingressi e dall'uso delle attrattive, dalla ristorazione, dal merchandising, dalla vendita di altri servizi; l'obiettivo è vendere una esperienza di divertimento a 360 gradi; ma una struttura cosi concepita non può avere un senso in tempo di pandemia dove il distanziamento sociale è un obbligo di legge. 

 

In questo articolo approfondiremo alcune criticità, che già da prima del Covid, erano presenti nel comparto dei parchi a tema.

 

L'ultimo dato, il 2019 segnava per tutti i parchi a tema italiani un fatturato di circa 400 milioni di euro ( fonte il Sole 24 ore ) , il numero di parchi presente nel nostro paese è pari ad 230, con 25.000 lavoratori diretti ed altri 35.000 a carattere stagionale.

 

Mediamente un parco in Italia fattura poco meno di 2.000.000 di euro, ovviamente questa è una media ed accanto a parchi molto grandi troviamo appunto parchi di più ridotte dimensioni; la sintesi tuttavia ci dà una chiara dimensione del fenomeno parchi in Italia.

 

Attualmente i più importanti parchi tematici italiani sono 

 

- GARDALAND - LAGO DI GADA 

- MAGICLAND ( Già Rainbow Magicland ) - VALMONTONE - RM 

- MIRABILANDIA - RAVENNA

- MOVIELAND - LAGO DI GARDA 

- CINECITTA' WORLD - ROMA 

- ETNALAND - CATANIA 

- CAVALLINO MATTO - MARINA DI CASTAGNETO CARDUCCI 

- LEOLANDIA - CAPRIATE 

- FIABILANDIA - RIMINI 

- FASANOLANDIA - FASANO 

 

Nel 2019 i parchi hanno accolto 20 milioni di visitatori italiani ed 1,5 milioni di stranieri, e qui una ulteriore criticità: il parco divertimenti è qualcosa che non attira clientela straniera visto che il 93 % dei suoi ricavi sono generati dai nostri concittadini. 

 

C'e' di più: stando ai dati ufficiali 400.000.000 di euro di fatturato per circa 20.000.000 di presenze, determinano che la spesa pro capite del visitatore è pari 20 euro; decisamente un dato a bassa contribuzione per il conto economico.

 

Un settore che si presenta molto disomogeneo, basti pensare che solo Gardaland, fra i parchi più noti in Italia, ha ricavi tra 115 e 130 milioni di Euro, comprensivi della componente hotel quindi quasi un terzo dei ricavi dell'intero settore.

 

Altri, come il romano Rainbow Magicland ( ora solo Magicland ), hanno ricavi compresi fra 25 e 30 miloni; un parco che ha avuto alterne fortune, toccando il punto più basso della gestione nel 2018, prima di passare nelle mani del fondo di private equity KKR che lo controlla con una società veicolo.

 

L'altro parco romano, Cinecittà world, ha un fatturato inferiore ai 15 milioni di euro ed ancora lontano dall'essere ottimizzato in termini gestionali e con una esposizione sul mercato interno di oltre il 93%.

 

E' evidente che anche passata la crisi Covid i parchi a tema dovranno avere una ampia riorganizzazione della loro offerta, dei loro processi commerciali, delle loro attrattive, impietoso ad esempio il confronto con il primatista europeo Disneyland Paris , un parco in grado di fare destinazione a se, e con ricavi per quasi 1,3 miliardi di Euro.

 

Disneylan Parigi è in grado di generare da solo ricavi pari a quasi 4 volte tutti i parchi tematici italiani. 

 

L' altro campione europeo è il tedesco Europa Park, l'unico controllato da una famiglia, ed in grado di contrastare i colossi finanziari che controllano la concorrenza.

 

Europa Park sfrutta una invidiabile posizione al centro dell'Europa, confermando come le  infrastrutture di accesso risultano fondamentali nei parchi a tema e ne condizionano la commercializzazione.

 

i principali parchi a tema europei 

 

1 Disneyland Parigi - Francia

2 Europa Park - Germania 

3 Phantasialand - Germania 

4 Portventura - Spagna 

5 Efteling - Olanda

6 Alton towes - UK 

7 Liseberg - Svezia 

8 Walibi - Olanda

9 Pak sterix - Francia 

10 Walt Disney studios - Francia 

 

I principali parchi a tema mondiali 

 

1 Walt Disney World - USA 

2 Beto Carrero - Brasile 

3 Universal Studio - Singapore 

4 Lotte World - Corea del Sud.

5 Seaworld - Stati Uniti.

6 Nagashima Resort, Giappone.

 

Purtroppo spesso nel nostro paese gli investimenti sono stati guidati più da logiche speculative immobiliari che da analisi sul mercato potenziale dell'investimento.

 

Una situazion simile a quella del comparto alberghiero: quanto vale un parco divertimenti? Per i mq di estesione? O da quanto è in grado di generare ricavi? 

 

Il successo dei parchi europei insegna inoltre che organizzazione interna, i parchi italiani agli occhi dei visitatori stranieri appaiono disorganizzati e sporchi, infrastrutture di accesso, fantasia nella creazione dell'offerta dei divertimenti, operazioni di co-marketing in grado di attrarre sempre più target di visitatori, sono gli asset su cui puntare per avere successo.

 

Discorso a parte merita l'offerta ricettiva interna che se ben organizzata è funzionale all'aumento di visitatori del parco e quindi utile all'aumento dei ricavi, purtroppo anche questo aspetto nel nostro paese è stato carente e non adeguatamente organizzato.

 

E' evidente che il Covid abbia accelerato la necessità di cambiamenti nell'offerta dei parchi a tema italiani che dovranno ripensare la loro offerta, il loro posizionamento commerciale aumentando il posizionamento sui mercati esteri e rivedere la politica dei loro investimenti, che dovrà essere sostenibile in funzione dei ricavi e non solo dell'aspetto patrimoniale.

 

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