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Una crisi che viene da lontano

05/04/2021 - 05/04/2023

Il Covid ha messo in ginocchio l'industria alberghiera, un anno di chiusura per assenza di clienti ha eroso la liquidità aziendale ed ha reso incerto sia il futuro quanto la continuità delle imprese.

 

Tuttavia gli addetti ai lavori sono coscienti del fatto che la crisi, per l'industria alberghiera, ha radici molto più antiche e per comprendere bene la situazione dobbiamo tornare indietro di almeno un decennio.

 

E' il fallimento della Lehman brothers lo spartiacque fra il vecchio ed il nuovo mondo alberghiero.

 

La crisi dei subprime prima e la successiva crisi finanziaria poi hanno contribuito ad inasprire i rapporti con il mondo delle banche che, come noto, nel nostro paese sono l'unico canale che assiste l'industria alberghiera.

 

Successivamente al crack Lehman sono cambiati i criteri di valutazione delle aziende alberghiere visto che le banche non hanno più tenuto conto esclusivamente dell'aspetto patrimoniale     ( immobiliare ) quanto piuttosto della capacità della gestione ordinaria di produrre reddito.

 

E' proprio il reddito la base di partenza per la valutazione dell'intero complesso e delle relative capacità di accesso al credito.

 

Sono cosi cominciate ad essere difficoltose le operazioni di rifinanziamento e si è cominciata a drenare la liquidità aziendale; alcune aziende che avevano il controllo della proprietà immobiliare, si sono sostenute non remunerando quest'ultima, ovvero evitando di percepire un reddito immobiliare e continuando quindi l'attività con gli utili, spesso presunti, della sola gestione ordinaria.

 

Un aspetto non di poco conto quello di non remunerare la gestione immobiliare, visto che quando se ne detiene la proprietà la si penalizza a discapito dello sviluppo e degli ammodernamenti.

 

Tutto ciò ha reso nel lungo periodo non più idoneo il prodotto. 

 

Vi è stata poi la concomitanza di ulteriori fattori: un forte aumento della tassazione, diretta ed indiretta sia sugli immobili che sull'attività di impresa ed una minor tolleranza sul ritardo delle imposte da parte degli enti preposti al recupero.

 

A tutto questo va aggiunta la ulteriore restrizione del credito bancario a seguito degli accordi di Basilea 2 e tutte le successive evoluzioni, che hanno imposto alle banche criteri ancor più stringenti per l'erogazione del credito. 

 

La mancanza di adeguati modelli gestionali in capo alle imprese, alcune ancora legate a conduzioni del secolo scorso e spesso senza nessun passaggio generazionale organizzato sono gli ulteriori elementi che hanno aggravato alcune situazioni.

 

La mancanza di inserimenti manageriali da parte di aziende perlopiù a carattere famigliare ne ha reso antiquati i modelli gestionali e commerciali con conseguente predominio da parte delle OTA che hanno a loro volta generato due ulteriori criticità: la cannibalizzazione dell'avviamento e l'aumento dei costi di distribuzione fattori che hanno minato un conto economico già fragile.

 

Infine, l'inserimento da parte dei comuni italiani del contributo di soggiorno, che accorpato alla tariffa di vendita ha eroso ulteriormente la marginalità nonchè l'aumento dell'offerta extra alberghiera, che ha fatto letteralmente esplodere l'offerta di posti letto, in particolar modo nelle città d'arte, hanno ulteriormente reso fragile il settore.

 

Analizzare questi elementi significa capire l'origine di quei problemi che il Covid ha fatto rapidamente esplodere, ma se l'industria alberghiera dovrà ripartire non potrà non tener conto dei fatti del decennio precedente.

 

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