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Il progetto Super League in Europa

19/04/2021 - 19/04/2023

E' per certi aspetti la notizia del giorno.

 

Una notizia che dopo molto tempo non riguarda il Covid, la pandemia ed i vaccini ma il calcio.

 

Il calcio, lo sport più amato al mondo, è da tempo un grande malato.

 

Il Covid, come già accaduto per altri settori della società, ne ha accentuato la malattia.

 

Quali sono i problemi del calcio? 

 

Costi di gestione insostenibili, disinteresse del pubblico, ingaggi di calciatori divenuti dei divi più interessati a contratti milionari che ai risultati sul campo, dipendenza dai diritti TV e dalle regole UEFA, insomma un mix esplosivo di situazioni che ha fatto letteralmente " scoppiare il pallone "

 

Dodici fra i principali club di calcio europei, tra cui tre italiani, Juventus, Inter e Milan hanno annunciato una creazione di una "Super Lega" autonoma dalla Uefa e presumibilmente dai campionati nazionali, che potrà gestire autonomamente i diritti generati principalmente dai diritti TV.

 

Visto il calibro delle partecipanti, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Tottenham oltre alle già citate italiane, si delinea una sorta di perenne Champions League, che toglie sia ai campionati che alla Uefa le principali squadre su cui puntare in termini di incassi e diritti di varia natura.

 

Non sono mancate le risposte della UEFA che ha annunciato che le squadre partecipanti non potranno concorrere ai campionati nazionali ne fornire giocatori alle rispettive nazionali.

 

La creazione di una Super Lega era nell'aria da tempo ma l'impatto economico della pandemia sui bilanci dei club e la prospettiva di maggiori guadagni per i club che maggiormente hanno investito, ha sicuramente accellerato il tutto.

 

Il presidente della Super League è Florentino Perez, presidente del Real Madrid,  i vice presidenti  Andrea Agnelli della Juventus ed uno degli azionisti del Manchester United, Malcom Glazer.

 

Insomma si fà davvero sul serio, gli unici assenti i club tedeschi Bayern Monaco, anche sei si vocifera sia in procinto di entrare ed i francesi del Paris St. Germain.

 

Non è escluso tuttavia che a breve altri club potranno unirsi.

 

Non sono mancati gli sponsor finanziari per un progetto del genere , tra cui JP Morgan, fra le principali banche d'affari al mondo.

 

Che futuro avrà la Super Lega ? Che ne sarà dei campionati nazionali ? Quanto costerà assistere alle partite? Chi gestirà i diritti TV e su quali piattaforme verranno trasmessi gli incontri?

 

Sono queste le domande più ricorrenti in queste ore dove il mondo sembra essersi diviso esattamente in due fazioni: chi è contrario alla nascita del super torneo, sostenendo che è solo un modo per salvare club che accanto ai trofei in bacheca hanno anche esposizioni debitorie spaventose e tentano di salvarsi spogliando i campionati nazionali, e chi è a favore portando avanti la tesi che questa nuova competizione possa essere più affascinante per gli appassionati.

 

La notizia è troppo recente e l'organizzazione ancora embrionale per capire come andrà a finire, non è escluso che tutto questo possa portare ad un nuovo tavolo di negoziazione fra Uefa e promotori della Super Lega dove si negozieranno principalmente aspetti economici.

 

Di goal, tattica, giocatori, allenatori è un discorso a questi livelli secondario, peccato sia l'interesse principali di milioni di appassionati nel mondo che vogliono vedere solo il loro idolo gonfiare la porta avversaria.

 

L'occasione della Super Lega è utile per comprendere anche come il turismo debba analizzare alcune sue dinamiche relativamente alla rappresentanza.

 

I principali attori del nostro sistema turistico sono tutti all'interno dell'associazionismo di categoria che è riuscito ad amalgamarne le esigenze e farsi portavoce verso gli interlocutori istituzionali di istanze comuni.

 

Certo è che, come nel caso del della Super League, ci sono attori ed esigenze molto diverse, in Italia abbiamo una struttura alberghiera frammentata, con hotel mediamento di 30 camere, ma accanto a questi abbiamo anche colossi con numeri molto importanti in termini di dimensioni e forza lavoro impiegata. 

 

Le esigenze di queste realtà sono molto diverse: per alcuni il fondo perduto può essere una via per altri vi è necessità di stimoli fiscali, tanto per fare degli esempi.

 

Le strutture di più ridotte dimensioni, che già da prima del Covid lottavano fra la vita e la morte, non potendo competere non avendo dalla loro le economie di scala, possono essere portati a pensare che le strutture più grandi possano aver con maggior facilità, accolte le loro richieste.

 

Ma in seno alle rappresentanze di categoria, i medio piccoli sono i maggiori contributori ed hanno maggior radicamento sul territorio. Sono perlopiù famiglie radicate sui territori che hanno contribuito spesso alla loro crescita.  

 

Il Covid ha reso la situazione difficile per tutti a prescindere dalle dimensioni, il compito della rappresentanza associativa sarà quello di comprendere e rappresentare esigenze oggettivamente molto diverse ma utili all'intero comparto ed a prescindere dalle dimensioni per evitare che i soggetti, grandi o piccoli che siano, si aggreghino con forme autonome che non sempe possono essere la via giusta.

 

La Super Lega sarà anche molto affascinante ma alla lunga dovrà tener conto che la rappresentanza di pochi club potrebbe non garantire una corretta interlocuzione visto che in questo ambito si ha necessità di basi rappresentative molto più ampie e che spesso i trofei non sono utili ad accreditare l'interlocutore in determinati ambienti politici e legislativi.

 

E' convizione di chi scrive che la base della rappresentanza deve sempre essere la più ampia possibile per essere agli occhi dell'interlocutore di turno il rappresentante di tutti e non di una sola parte; il cambiamento di scenario, politico, economico, sociale potrebbe compromettere, tanto per dirne una, le rappresentanze elitarie.

 

Difficile da rappresentante della Super Lega definire il calcio " lo sport di tutti " o l'importanza del calcio come fenomeno aggregativo sociale.

 

Lo stesso varrebbe per rappresentanze associative troppo incentrate su interessi particolari. 

 

Il turismo ovviamente ha anche un altro interesse da monitorare visto che deve tener conto anche dell'indotto generato da questo tipo di competizioni sulle città ospitanti.

 

Alla riapertura degli stadi è innegabile altresi che un campionato parallelo potrebbe portare alle città ospitanti i match importanti ricadute in termini di affluenza turistica e quindi di fatturato.

 

All' interno di questo blog continueremo a seguire la vicenda e le sue evoluzioni.

 

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