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"Il nuovo lavoro 4.0: contrattualistica, controllo, libertà e produttività"

04/12/2017 - 31/03/2018

Le dinamiche del lavoro nel 2018, che dal nostro legislatore vengono ancora interpretate come strumenti normativi del secolo scorso, stanno cambiando costantemente.

Uno dei motivi principali di questo cambiamento è la rivoluzione tecnologica e digitale in atto.

Una rivoluzione che ha modificato le nostre vite, il nostro modo di concepire il consumo, la produzione e di conseguenza la concezione dell'organizzazione degli ambienti dove il lavoro si svolge.

Ma dove si svolge il lavoro oggi?

L'Ottocento ed il Novecento sono gli anni delle "fabbriche", delle "catene di montaggio" e della produzione nei luoghi fisici, l'intero impianto delle norme giuslavoristiche si basa su questo scenario.

Ora questi luoghi del lavoro sono radicalmente cambiati, sopra il lavoro ci sono "le nuvole dei dati" le connessioni, le interazioni globali slegate dai luoghi tradizionalmente concepiti.

Cambiando l'ambiente vi è la necessità di differenti impianti normativi.

Ha ancora senso parlare di paghe orarie?

Probabilmente per alcuni lavori ancora si. Per alcuni. Non per tutti.

Alcuni lavoratori quelli apparentemente più slegati dalla prestazione manuale sono in realtà i nuovi schiavi della connessione, legati da obiettivi di produttività ma con contrattualistica non legata al risultato, o non nella misura che tale continua interconnessione necessiterebbe.

Il loro lavoro è misurato ancora da contrattualistica oraria.

Il piano presentanto ormai un anno fa dal governo denominato industria 4.0 è un tentativo non risolutivo di interpretare questi cambiamenti.

La iperconnetività dei nuovi lavoratori digitali, perennemente connessi apre nell'ambito delle tematiche del lavoro nuovi scenari relativi alla privacy ed al costante controllo del lavoratore per il tramite degli stessi dispositivi e della messaggistica a lui rivolta.

Per quanto tempo ancora si potrà far finta che questa nuova realtà del lavoro non sia da normare?

L'industria 4.0 nel 2018:

- supera i vecchi concetti del lavoro e della produzione

- introduce nuovi criteri di efficenza e produttività

- pone problemi di controllo e privacy 

Vi è anche da considerare che il lavoratore chiede anche maggior qualità della vita e libertà di movimento pertanto, almeno per una volta, aziende e lavoratori sono uniti da una volontà comune:

- maggiore libertà SIGNIFICA maggiore produttività

- ore lavorate VS risultati raggiunti.