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Il contributo di soggiorno a Roma, facciamo chiarezza

20/07/2023 - 20/07/2029

Il contributo di soggiorno a Roma: origine emergenziale e funzione reale

 

Il contributo di soggiorno a Roma è stato introdotto a decorrere dal 1° gennaio 2011 con Deliberazione n. 38 dell’Assemblea Capitolina del 22 dicembre 2010.
Il presupposto del contributo è il pernottamento di cittadini non residenti in strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere situate nel territorio di Roma Capitale.

 

In cale la delibera dell’epoca, Amministrazione Alemanno.

 


La cornice normativa: un caso unico nel panorama nazionale

 

All’interno della delibera emerge un passaggio fondamentale per comprendere la genesi del contributo di soggiorno a Roma, che rappresenta un unicum nel panorama nazionale.

 

Premesso che il Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, all’articolo 14, comma 16, dispone che in ragione della specificità di Roma quale Capitale della Repubblica […] il Comune di Roma concorda con il Ministero dell’Economia e delle Finanze […] le modalità e l’entità del proprio concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica.

 

Che nel rispetto delle modalità disposte dal su menzionato Decreto Legge n. 78 del 2010, per garantire l’equilibrio economico-finanziario della gestione ordinaria, il Comune di Roma può adottare apposite misure, tra le quali […] l’introduzione di un contributo di soggiorno […] fino all’importo massimo di 10,00 euro per notte di soggiorno.

 

In calce la LEGGE PROMULGATA – Gazzetta Ufficiale


 

Perché questa premessa è essenziale

 

Questa premessa è necessaria per chiarire, una volta per tutte, che il contributo di soggiorno a Roma non nasce come strumento di promozione turistica, né come leva di miglioramento dei servizi urbani, ma come misura straordinaria di equilibrio economico-finanziario della gestione ordinaria di Roma Capitale.

 

A differenza di quanto avviene in altri comuni italiani, dove l’imposta di soggiorno viene spesso giustificata come contributo per viabilità, decoro urbano, trasporti o promozione della destinazione, a Roma la finalità originaria è esclusivamente finanziaria.


 

La situazione dei conti del Comune di Roma nel 2010

 

Nel 2010, durante il Governo Berlusconi e la Giunta Alemanno, la situazione dei conti del Comune di Roma era drammatica.
Mancavano all’appello almeno 500.000.000 di euro, una cifra insostenibile per la gestione ordinaria dell’ente.

 

Qui un articolo apparso sul Corriere della Sera dell’epoca (9 giugno 2010), nel quale l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi descrive chiaramente il contesto:

 

Parla di «estrema ratio», di «decisione presa alle mie spalle» […] «Dovevamo dare al Comune 500 milioni, ma poi ne abbiamo potuti dare solo 300. Alemanno era disperato… Quella tassa non deve essere copiata da nessun altro».

L’articolo evidenzia un passaggio chiave:
il Governo centrale contribuì con 300 milioni di euro, lasciando però a Roma Capitale la facoltà di introdurre il contributo di soggiorno per colmare, almeno in parte, il fabbisogno residuo.


 

Il debito strutturale e la Gestione Commissariale

Comprendere il contributo di soggiorno significa necessariamente affrontare il tema del debito pubblico di Roma.

 

La Gestione Commissariale per il Piano di Rientro del debito pregresso del Comune di Roma è stata istituita con il Decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133.

 

Tra i suoi compiti rientrano:

 

  • la ricognizione della situazione economico-finanziaria del Comune di Roma e delle società partecipate (con esclusione di quelle quotate);

  • la predisposizione e l’attuazione del Piano di rientro dall’indebitamento pregresso.

 

In calce Link alla gestione commissariale del debito di Roma Capitale

 

Le cause del debito sono molteplici e stratificate nel tempo. Tuttavia, è innegabile che le municipalizzate (ATAC, AMA e altri enti partecipati) abbiano rappresentato e continuino a rappresentare un buco nero finanziario, aggravato da inefficienze strutturali e scarsa razionalizzazione della spesa.


 

La vera natura del contributo di soggiorno

 

Alla luce di quanto sopra, emerge con chiarezza che il contributo di soggiorno a Roma nasce con carattere emergenziale, come strumento necessario a evitare il dissesto finanziario del Comune, e non come imposta di scopo per lo sviluppo turistico della città.

 

Gli incassi del contributo di soggiorno sono, infatti, interamente “destinati” alla copertura delle esigenze di cassa legate al debito e alla gestione ordinaria.


 

L’evoluzione nel tempo e l’aumento progressivo

In assenza di una reale razionalizzazione della spesa pubblica e di un efficace efficientamento organizzativo, il debito del Comune di Roma non si è ridotto in modo significativo negli anni.

 

La normativa nazionale ha consentito a Roma Capitale di applicare il contributo di soggiorno fino a un massimo di 10 euro a persona per notte, soglia che nel tempo è stata progressivamente avvicinata attraverso aumenti successivi.

 

Con l’ultimo aumento imminente, si è sostanzialmente raggiunto il tetto massimo previsto dalla legge, in particolare per le strutture alberghiere di fascia alta.

 

Il contributo di soggiorno a Roma non è una tassa “turistica” nel senso comune del termine.
È uno strumento nato per far fronte a una crisi finanziaria strutturale, figlia di decenni di squilibri di bilancio, e continua a essere utilizzato con questa finalità.

 

Il resto è cronaca e schermaglia politica, nella quale questo blog, per scelta editoriale, non entra, attenendosi esclusivamente a una analisi tecnica, storica e finanziaria dei fatti.


APPROFONDIMENTI

 

delibera_38_assemblea_capitolina.pdf

 

LEGGE PROMULGATA - Gazzetta Ufficiale

 

Link alla gestione commissariale del debito di Roma Capitale

 

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