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Morto a 112 anni Vitantonio Lovallo, era l'uomo più longevo d'Italia: lutto ad Avigliano


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09/16/2026 10:46 AM

(Adnkronos) - All'età di 112 anni, ad Avigliano, in provincia di Potenza, è morto Vitantonio Lovallo, detto Zitòn, l'uomo più longevo d'Italia. Nancque il 25 marzo 1914 nella frazione rurale di Sarnelli, dove ha sempre vissuto, anche se fu registrato soltanto tre ...

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(Adnkronos) - All'età di 112 anni, ad Avigliano, in provincia di Potenza, è morto Vitantonio Lovallo, detto Zitòn, l'uomo più longevo d'Italia. Nancque il 25 marzo 1914 nella frazione rurale di Sarnelli, dove ha sempre vissuto, anche se fu registrato soltanto tre giorni dopo, il 28 marzo. Uomo di grande tempra, ha lavorato fino a 106 anni in campagna.  

Era il secondo in Italia per età anziana, più grande di lui solo una donna, Lucia Sangenito, 115 anni, di Sturno (Avellino), che è la persona più longeva vivente d'Italia e terza al mondo.  

''Oggi Avigliano perde una parte della sua storia - ha dichiarato il sindaco di Avigliano Giuseppe Mecca -. La scomparsa del caro Vitantonio Lovallo, per tutti noi Ziton, mi addolora profondamente. I suoi 112 anni non sono stati soltanto il traguardo straordinario di una lunga esistenza: dentro quella vita c'erano più di cento anni della nostra Avigliano, i sacrifici e i valori di intere generazioni, l'attaccamento alla famiglia, alla terra e alle nostre radici. Ho avuto il privilegio di condividere con lui alcuni momenti, soprattutto in occasione dei suoi compleanni, e conserverò il ricordo del suo sorriso, della sua semplicità e di quella forza autentica che appartiene agli uomini della nostra terra. Oggi non salutiamo soltanto l'uomo più anziano d'Italia - ha aggiunto il sindaco di Avigliano -. Salutiamo uno di noi. Un aviglianese che, con la sua presenza, era diventato un simbolo e una memoria viva della nostra comunità. A nome dell'amministrazione comunale, di tutta la città di Avigliano e mio personale, mi stringo con sincero affetto alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene''.  


Conai premia Buonfiglio ad Eco per l'impegno ambientale


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09/16/2026 10:42 AM

(Adnkronos) - "Per aver contribuito a rafforzare il ruolo dello sport italiano come motore di partecipazione e di responsabilità ambientale. Con la firma del protocollo d'intesa tra Conai e Coni del febbraio 2026, il mondo dello sport italiano ha scelto ...

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(Adnkronos) - "Per aver contribuito a rafforzare il ruolo dello sport italiano come motore di partecipazione e di responsabilità ambientale. Con la firma del protocollo d'intesa tra Conai e Coni del febbraio 2026, il mondo dello sport italiano ha scelto di fare un passo concreto per diffondere i valori della tutela delle risorse del pianeta. Un impegno che riconosce grande capacità che ha lo sport di raggiungere e coinvolgere milioni di persone e trasformare valori come rispetto delle regole, responsabilità e spirito di squadra in comportamenti quotidiani. Un premio dunque alla visione e all'impegno nel fare dello sport italiano un esempio concreto di sostenibilità". Con questa motivazione, Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, è stato premiato dal Conai.  

Il riconoscimento è stato consegnato da Fabio Costarella, vicedirettore generale del Consorzio Nazionale Imballaggi, durante Eco, il Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in corso a Roma, in cui è stato anche proiettato il video della campagna di sensibilizzazione frutto del protocollo Coni-Conai con protagonista la campionessa di tuffi Chiara Pellacani. "La campagna richiama ad alcuni valori fondamentali che sono poi quelli di un atleta: l'impegno, la costanza, la responsabilità, l'efficienza. Per raggiungere dei grandi risultati bisogna rispettare in maniera molto forte questi valori, gli stessi che noi nella quotidianità chiediamo a tutti i cittadini nel rispettare il corretto smaltimento degli imballaggi", ha sottolineato Costarella.  

Da parte sua, Buonfiglio, nel ritirare il premio Conai, ha invitato i giovani presenti tra il pubblico ad "essere protagonisti del futuro con gesti quotidiani" richiamando al "coraggio, coerenza, senso di responsabilità e di appartenza" alla comunità.  


Conai premia Buonfiglio ad Eco per l'impegno ambientale


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09/16/2026 10:42 AM

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(Adnkronos) - "Per aver contribuito a rafforzare il ruolo dello sport italiano come motore di partecipazione e di responsabilità ambientale. Con la firma del protocollo d'intesa tra Conai e Coni del febbraio 2026, il mondo dello sport italiano ha scelto di fare un passo concreto per diffondere i valori della tutela delle risorse del pianeta. Un impegno che riconosce grande capacità che ha lo sport di raggiungere e coinvolgere milioni di persone e trasformare valori come rispetto delle regole, responsabilità e spirito di squadra in comportamenti quotidiani. Un premio dunque alla visione e all'impegno nel fare dello sport italiano un esempio concreto di sostenibilità". Con questa motivazione, Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, è stato premiato dal Conai.  

Il riconoscimento è stato consegnato da Fabio Costarella, vicedirettore generale del Consorzio Nazionale Imballaggi, durante Eco, il Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in corso a Roma, in cui è stato anche proiettato il video della campagna di sensibilizzazione frutto del protocollo Coni-Conai con protagonista la campionessa di tuffi Chiara Pellacani. "La campagna richiama ad alcuni valori fondamentali che sono poi quelli di un atleta: l'impegno, la costanza, la responsabilità, l'efficienza. Per raggiungere dei grandi risultati bisogna rispettare in maniera molto forte questi valori, gli stessi che noi nella quotidianità chiediamo a tutti i cittadini nel rispettare il corretto smaltimento degli imballaggi", ha sottolineato Costarella.  

Da parte sua, Buonfiglio, nel ritirare il premio Conai, ha invitato i giovani presenti tra il pubblico ad "essere protagonisti del futuro con gesti quotidiani" richiamando al "coraggio, coerenza, senso di responsabilità e di appartenza" alla comunità.  


Scotto (Aci): "Nel futuro non saremo più noi a guidare l'auto"


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09/16/2026 10:40 AM

(Adnkronos) - “Oggi parliamo delle prospettive che l’intelligenza artificiale offre nel campo della mobilità. Significa unire due settori di sviluppo tecnologico: l'elettrificazione e l'automazione che fino a oggi si sono mossi in modo indipendente. Il vero salto quantico, ...

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(Adnkronos) - “Oggi parliamo delle prospettive che l’intelligenza artificiale offre nel campo della mobilità. Significa unire due settori di sviluppo tecnologico: l'elettrificazione e l'automazione che fino a oggi si sono mossi in modo indipendente. Il vero salto quantico, il vero cambio di passo è legato proprio all'interazione di queste due tecnologie che ci apre a nuovi scenari di mobilità nel quale non saremo più noi a guidare l'auto. E forse non guideremo neppure più un'auto di proprietà, ma useremo un'auto di altri”. Lo spiega Francesco Scotto, direttore studi della Fondazione Caracciolo, Centro studi Aci, nel corso della nuova edizione di Eco - Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in programma a Roma il 15 e 16 settembre nella Settimana Europea della Mobilità 2026. 

“Queste novità permettono innanzitutto abbattere le emissioni, perché parliamo di auto sostenibili, ma anche di diminuire il numero di incidenti perché le auto hanno dimostrato degli standard di sicurezza inimmaginabili. Possiamo pensare di salvare 9 vite su 10 che oggi perdiamo sulla strada. Cambia anche lo stile di vita perché l'idea di poter disporre di un'auto nel momento in cui ci occorre a costi simili o paragonabili a quelli che abbiamo con l’auto di proprietà significa avere una maggiore libertà e non vedere aumentare la nostra spesa dei trasporti”, conclude. 


Scotto (Aci): "Nel futuro non saremo più noi a guidare l'auto"


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09/16/2026 10:40 AM

(Adnkronos) - “Oggi parliamo delle prospettive che l’intelligenza artificiale offre nel campo della mobilità. Significa unire due settori di sviluppo tecnologico: l'elettrificazione e l'automazione che fino a oggi si sono mossi in modo indipendente. Il vero salto quantico, ...

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(Adnkronos) - “Oggi parliamo delle prospettive che l’intelligenza artificiale offre nel campo della mobilità. Significa unire due settori di sviluppo tecnologico: l'elettrificazione e l'automazione che fino a oggi si sono mossi in modo indipendente. Il vero salto quantico, il vero cambio di passo è legato proprio all'interazione di queste due tecnologie che ci apre a nuovi scenari di mobilità nel quale non saremo più noi a guidare l'auto. E forse non guideremo neppure più un'auto di proprietà, ma useremo un'auto di altri”. Lo spiega Francesco Scotto, direttore studi della Fondazione Caracciolo, Centro studi Aci, nel corso della nuova edizione di Eco - Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in programma a Roma il 15 e 16 settembre nella Settimana Europea della Mobilità 2026. 

“Queste novità permettono innanzitutto abbattere le emissioni, perché parliamo di auto sostenibili, ma anche di diminuire il numero di incidenti perché le auto hanno dimostrato degli standard di sicurezza inimmaginabili. Possiamo pensare di salvare 9 vite su 10 che oggi perdiamo sulla strada. Cambia anche lo stile di vita perché l'idea di poter disporre di un'auto nel momento in cui ci occorre a costi simili o paragonabili a quelli che abbiamo con l’auto di proprietà significa avere una maggiore libertà e non vedere aumentare la nostra spesa dei trasporti”, conclude. 


Papa: "Mai delegare ad algoritmi decisioni che spettano solo all’uomo"


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09/16/2026 10:37 AM

(Adnkronos) - Mai delegare ad “algoritmi decisioni che spettano solo alla coscienza umana”. Lo ha ribadito Papa Leone XIV all’udienza generale in piazza San Pietro. Il Pontefice, riprendendo il ciclo di catechesi su ‘I Documenti del Concilio Vaticano ...

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(Adnkronos) - Mai delegare ad “algoritmi decisioni che spettano solo alla coscienza umana”. Lo ha ribadito Papa Leone XIV all’udienza generale in piazza San Pietro. Il Pontefice, riprendendo il ciclo di catechesi su ‘I Documenti del Concilio Vaticano II’, ha incentrato la sua meditazione sul tema: ‘Costituzione pastorale Gaudium et spes. La comunità umana’. “Da una parte lo sviluppo tecnologico, la diffusione dei mass media e dei social media, il sempre crescente ricorso all’intelligenza artificiale aprono nuove possibilità, abbattendo barriere e distanze; dall’altra, - ha messo in guardia - le relazioni tendono a diventare sempre meno personali, più virtuali, e si rischia di abituarsi a delegare agli algoritmi decisioni che spettano solo alla coscienza umana”. “Fare in modo che i rapporti sociali abbiano spessore reale e profondità personale è, a tale riguardo, il contributo che la comunità cristiana si propone di offrire”, ha osservato. 

Il Papa è tornato anche a condannare aborto ed eutanasia e le pratiche che violano l’integrità umana. Citando i Padri conciliari che indicano alcune ‘conseguenze pratiche di maggiore urgenza’, anzitutto il rispetto della persona umana. Dice Gaudium et spes: “‘Tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario; tutto ciò che viola l’integrità della persona umana, come le mutilazioni, le torture inflitte al corpo e alla mente, le costrizioni psicologiche; tutto ciò che offende la dignità umana, come le condizioni di vita subumana, le incarcerazioni arbitrarie, le deportazioni, la schiavitù, la prostituzione, il mercato delle donne e dei giovani, o ancora le ignominiose condizioni di lavoro, con le quali i lavoratori sono trattati come semplici strumenti di guadagno, e non come persone libere e responsabili: tutte queste cose, e altre simili, sono certamente vergognose’”. 

Quindi ha rinnovato il suo appello per la pace. Salutando i fedeli di lingua slovacca in udienza generale osserva: “Rinnovate sempre la vostra fede mediante la venerazione alla Madre di Gesù. Supplicate con fiducia il suo aiuto per testimoniare nella vita di ogni giorno i valori cristiani e invocate la sua materna intercessione per l’avvento di un mondo di giustizia, di fraternità e di pace”. 


Kosovo, ex presidente Thaci condannato a 25 anni all'Aia per crimini di guerra


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09/16/2026 10:31 AM

(Adnkronos) - L'ex presidente del Kosovo, Hashim Thaci, è stato condannato a 25 anni di carcere dopo essere stato riconosciuto responsabile di crimini di guerra dal tribunale speciale per il Kosovo con sede all'Aia. Thaci, 58 anni, si era dimesso dalla presidenza ...

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(Adnkronos) - L'ex presidente del Kosovo, Hashim Thaci, è stato condannato a 25 anni di carcere dopo essere stato riconosciuto responsabile di crimini di guerra dal tribunale speciale per il Kosovo con sede all'Aia. Thaci, 58 anni, si era dimesso dalla presidenza quasi sei anni fa per affrontare il processo. 

I giudici lo hanno giudicato colpevole di omicidio, tortura e detenzione arbitraria. Thaci era a processo insieme ad altri tre ex comandanti di alto livello dell'Esercito di liberazione del Kosovo (Uck), un'organizzazione paramilitare di etnia albanese che combatté contro le forze serbe durante la guerra del 1998-99. Anche Kadri Veseli, Rexhep Selimi e Jakup Krasniqi erano imputati per diversi crimini di guerra e contro l'umanità, tra cui omicidio, tortura e persecuzione. 

La sentenza era particolarmente attesa in Kosovo, dove i quattro ex comandanti sono considerati da molti eroi nazionali. Migliaia di persone si sono radunate a Pristina per manifestare il loro sostegno agli imputati. La folla ha riempito una piazza centrale della capitale, con numerose bandiere albanesi rosse e nere. Su uno striscione si leggeva: "In nome del popolo, dichiarateli innocenti".  

I procuratori dell'Aia avevano chiesto per Thaci e gli altri imputati una pena massima di 45 anni di carcere. Al termine del processo, durato quasi tre anni, Thaci aveva dichiarato ai giudici: "Per tutta la mia vita sono stato al fianco del popolo del Kosovo, difendendo libertà, vita e dignità. Sono sempre stato guidato dagli ideali occidentali di democrazia, uguaglianza e giustizia". 


Sub trovato morto ad Alghero: attesa per i risultati dell'autopsia sul corpo di Francesco Pagni


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09/16/2026 10:26 AM

(Adnkronos) - Non sarebbe ancora stata fissata la data dell'esame autoptico disposto dalla Procura di Sassari sul corpo dell'apneista ligure Francesco Pagni, 48enne di Sarzana (Sp) morto ad Alghero (Ss) due giorni fa. Sull'inchiesta aperta dalla Procura c'è il ...

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(Adnkronos) - Non sarebbe ancora stata fissata la data dell'esame autoptico disposto dalla Procura di Sassari sul corpo dell'apneista ligure Francesco Pagni, 48enne di Sarzana (Sp) morto ad Alghero (Ss) due giorni fa. Sull'inchiesta aperta dalla Procura c'è il massimo riserbo da parte degli inquirenti.  

Pagni, insieme ad altri colleghi, stava effettuando delle verifiche sui fondali e le caratteristiche del campo di gara per il Campionato Italiano di Qualificazione di Pesca in Apnea nelle acque comprese tra Villanova Monteleone e Alghero, manifestazione curata dal GS Corallo Sub sotto l’egida della Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee. Pagni svolgeva il ruolo di assistente, come previsto dai regolamenti, di un sub che avrebbe dovuto partecipare alla gara in programma venerdì 18 e sabato 19 settembre prossimi. 

Emergono alcuni particolari in merito all'incidente avvenuto precisamente in località Rocce Bianche, in comune di Villanova Monteleone. La tragedia è accaduta ad una profondità di circa 15 metri intorno alle 13,50 del 14 settembre. Appena accortisi dell'incidente, i sub che stavano con Pagni, lo hanno immediatamente issato a bordo di un gommone che ha fatto rotta a tutta velocità verso il porto di Alghero, dove ad attenderlo c'era un equipaggio del 118 e i militari della Guardia Costiera, entrambi tempestivamente allertati. Purtroppo, nonostante la distanza dal punto dell'incidente al porto catalano, coperta in circa 15 minuti, le manovre di rianimazione praticate dai sanitari del 118 si sono rivelate inutili. C'è sgomento tra gli organizzatori della manifestazione che, contattati dall'Adnkronos, non rilasciano dichiarazioni. 


Messi convocato dall'Argentina, il 6 ottobre a Buenos Aires l'ultima volta con la maglia albiceleste


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09/16/2026 10:24 AM

(Adnkronos) - Lionel Messi torna a vestire la maglia dell’Argentina per l’ultima volta. Dopo aver annunciato il ritiro dalla Nazionale lo scorso 31 agosto, il fuoriclasse è stato inserito da Lionel Scaloni nella lista dei convocati. L’appuntamento è fissato ...

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(Adnkronos) - Lionel Messi torna a vestire la maglia dell’Argentina per l’ultima volta. Dopo aver annunciato il ritiro dalla Nazionale lo scorso 31 agosto, il fuoriclasse è stato inserito da Lionel Scaloni nella lista dei convocati. L’appuntamento è fissato per il 6 ottobre al Monumental di Buenos Aires, contro il Benin. Sarà l’occasione per salutare definitivamente i tifosi dell’Albiceleste dopo oltre vent’anni di storia. Messi, che ha guidato l’Argentina alla conquista del Mondiale 2022 in Qatar e di due Coppe America nel 2021 e 2024, chiuderà così il suo percorso internazionale.  

Per lui si prospetta una serata speciale, pensata come una vera celebrazione della sua carriera con l'albiceleste. Insieme al numero 10 sono stati convocati anche Rodrigo De Paul e Giovani Lo Celso, esclusivamente per questa partita. Prima del Benin, l’Argentina affronterà Bolivia e Burkina Faso nelle altre amichevoli della finestra internazionale. 

Ma tutti gli occhi saranno inevitabilmente puntati sulla partita con il Benin e sulla sua ultima apparizione con la maglia albiceleste del capitano. Per Messi sarà l’ultimo ballo con l’Argentina: un addio destinato a entrare nella storia del calcio. 


"Il numero di Meghan trapelato dalla chat delle mamme": la possibile causa del ritiro dei figli da scuola dopo soli due giorni


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09/16/2026 10:15 AM

(Adnkronos) - I rischi legati alla sicurezza della famiglia, per il troppo tempo impiegato per arrivare a scuola, oppure il numero di Meghan trapelato dalla chat WhatsApp della classe: sono le possibili ragioni del ritiro dei figli dei Sussex ...

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(Adnkronos) - I rischi legati alla sicurezza della famiglia, per il troppo tempo impiegato per arrivare a scuola, oppure il numero di Meghan trapelato dalla chat WhatsApp della classe: sono le possibili ragioni del ritiro dei figli dei Sussex dopo soli due giorni dall'inizio delle lezioni, mentre la coppia è in attesa della decisione del Comitato esecutivo per la protezione della famiglia reale e delle figure pubbliche sull'assegnazione della sicurezza pubblica. 

A inizio mese - racconta l'Express - Meghan Markle ha fatto scattare un allarme sicurezza dopo che il suo numero personale di cellulare è trapelato in un gruppo WhatsApp tra genitori di alunni di una scuola. In uno screenshot condiviso dal The Sun, si vede una mamma dare il benvenuto alla Duchessa di Sussex nella chat, 'Anno 3' e contrassegnata dall'emoji dei libri. Ha detto: "Benvenuta a Meghan, che domani avrà Archie in famiglia". Un'altra mamma ha aggiunto: "Benvenuta!". La Duchessa di Sussex ha risposto, accompagnando il proprio messaggio con un cuoricino: "Ciao mamme! Grazie per il caloroso benvenuto. Sono felicissima di far parte di questa comunità xx". Meghan si era unita alla chat di gruppo poco prima che i suoi figli, il principe Archie e la principessa Lilibet, iniziassero il loro primo giorno di scuola nel Regno Unito. Lo screenshot della chat è stato condiviso più volte. 

'Ufficialmente', i figli dei Sussex hanno cambiato scuola a causa di problemi di sicurezza legati al traffico. Molto il tempo per arrivare a scuola e quindi troppo alti i rischi per la loro incolumità. Archie, di sette anni, e Lilibet, di cinque, sono stati trasferiti in un altro istituto, secondo quanto riportato dalla rivista Hello!. Il cambio della scuola fa seguito a una riunione, avvenuta la scorsa settimana, del Comitato esecutivo per la protezione della famiglia reale e delle figure pubbliche (Ravec), responsabile delle decisioni in materia di sicurezza reale. Harry è in attesa di conoscere la conclusione della valutazione delle minacce da parte del Risk Management Board e si prevede che Ravec deciderà durante la riunione se i Sussex abbiano diritto alla sicurezza finanziata dai contribuenti, ora che vivono nel Regno Unito. Secondo quanto riportato dal Telegraph, il presidente del comitato ha scritto al duca la scorsa settimana, confermando che, alla luce delle mutate circostanze, era stata commissionata una nuova valutazione del rischio per lui e una separata per Meghan. 


Usa, amministrazione Trump approva vendita armi a Israele per 2,8 miliardi


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09/16/2026 10:14 AM

(Adnkronos) - L’amministrazione Trump ha approvato la vendita di bombe pesanti a Israele per un valore di 2,8 miliardi di dollari, in quello che si annuncia come uno dei più imponenti approvvigionamenti di armi a Israele da parte americana. ...

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(Adnkronos) - L’amministrazione Trump ha approvato la vendita di bombe pesanti a Israele per un valore di 2,8 miliardi di dollari, in quello che si annuncia come uno dei più imponenti approvvigionamenti di armi a Israele da parte americana. A scriverne è il New York Times citando un funzionario statunitense. 

La vendita includerebbe 40mila bombe da una tonnellata, il cui impiego da parte di Israele a Gaza e in Libano ha suscitato indignazione a livello internazionale a causa dei danni causati alla popolazione civile. Le organizzazioni per i diritti umani e alcuni governi stranieri hanno condannato Israele per aver sganciato queste munizioni giganti in aree densamente popolate.  

L'accordo includerebbe 20mila esemplari di bombe MK-84 e di Blu-117 da una tonnellata circa. Fornirebbe inoltre a Israele 20mila testate I-2000 anti-bunker, che esplodono a tempo dopo aver sfondato una superficie esterna come terra, roccia o cemento.  

Il Dipartimento di Stato ha recentemente inviato la proposta di accordo a due commissioni del Congresso per ottenere un’approvazione informale, ha affermato il funzionario. La produzione e la consegna delle munizioni richiedono solitamente mesi o anni, ma esistono modi per accelerare il processo, sottolinea il New York Times.  

A metà del 2024, l’amministrazione Biden ha sospeso una spedizione di bombe da una tonnellata destinate a Israele a causa dei timori relativi al loro impiego in aree civili densamente popolate.  

Il presidente Trump ha autorizzato la spedizione pochi giorni dopo il suo insediamento, lo scorso gennaio. Sebbene i leader del Congresso possono comunicare all’amministrazione la loro opposizione all’accordo, il segretario di Stato Marco Rubio può esercitare i poteri di emergenza per procedere comunque con la vendita, come ha già fatto più volte, oppure limitarsi a dichiarare che intende portarla avanti. L’amministrazione potrebbe quindi aggirare la necessità di ottenere l’approvazione informale del Congresso e annunciare formalmente che la vendita sta avvenendo. 

In tali casi, per bloccare l'accordo sia la Camera che il Senato dovrebbero approvare una risoluzione che richiederebbe il sostegno dei due terzi di ciascun organo.  

 


Temporary Management, quote rosa fanno ancora fatica a decollare


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09/16/2026 10:13 AM

(Adnkronos) - Il tema delle quote rosa è tornato recentemente di attualità anche a seguito dell’entrata in vigore, lo scorso 30 giugno, della Direttiva (EU) 2022/2381 che richiede alle società quotate il rispetto dei seguenti parametri: almeno il 40% di tutte le ...

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(Adnkronos) - Il tema delle quote rosa è tornato recentemente di attualità anche a seguito dell’entrata in vigore, lo scorso 30 giugno, della Direttiva (EU) 2022/2381 che richiede alle società quotate il rispetto dei seguenti parametri: almeno il 40% di tutte le posizioni di non executive director o almeno il 33% di tutte le posizioni di board member devono essere coperti da donne. 

Nel temporary management cosa succede?  

Adnkronos/Labitalia lo ha chiesto a Maurizio Quarta, Managing Partner di Temporary Management & Capital Advisors e co-fondatore del gruppo internazionale IMW Interim Management Worldwide, e a Jonathan Selby, presidente di INIMA, rete internazionale delle associazioni di temporary manager. 

Secondo Quarta: “Le quote rosa fanno ancora fatica a decollare. Una recente indagine internazionale realizzata da IMW Interim Management Worldwide su una popolazione di oltre 13.000 manager in 12 paesi (Austria, Germania, Belgio, Svizzera, UK, Danimarca, Svezia, Polonia, Ungheria, Francia, Cina e ovviamente Italia, che ha fornito una delle redemption più alte) aveva evidenziato come la componente femminile si assestasse a poco meno del 15% a livello internazionale e tra 8% e 10% a livello Italia. Esistono certamente dei casi super virtuosi, come l’Australia, dove la componente femminile è presente al 36% nei Board, mentre nel Bacino dei temporary manager le donne sono rappresentate al 39.5% a fronte del 34.1% nel 2025 (fonte: Watermak). Incidentalmente, le donne sono in maggioranza nelle aree HR e Marketing. 

Come si spiega questo fatto?  

Continua Quarta: “la prima e più ovvia spiegazione, secondo gli esperti del settore, va forse collegata direttamente all’elemento anagrafico. Il grosso dei temporary manager si colloca in una fascia d’età attorno ai 50 anni, il che fa capire che si tratta di figure professionali diventate dirigenti almeno una ventina d'anni prima, quando ancora la presenza femminile a livello apicale nelle aziende italiane era piuttosto rara. All’epoca ricordo che incontravo donne collocate e inquadrate come quadri in grosse realtà aziendali anche se in realtà svolgevano mansioni da dirigenti, per le quali va riconosciuto che erano correttamente pagate. La dirigenza però era loro preclusa perché l’ambiente era troppo maschilista e fortemente segnato dal pregiudizio: si pensava, infatti, che un capo donna avrebbe potuto creare dei problemi ai collaboratori maschi, e così restavano dei quadri pur svolgendo mansioni manageriali a tutti gli effetti”.  

Situazione in evoluzione?  

Sempre secondo Quarta, “piano piano però le cose si sono sviluppate e ora, grazie anche alla legge Golfo-Mosca, l'approccio culturale è differente, e nelle aziende (non solo quelle quotate in borsa) le donne hanno iniziato a salire i gradini della catena di comando e a essere riconosciute come top manager. Tuttavia per le 'manager a tempo' si procede ancora con fatica. Si assiste a una lenta inversione di tendenza, grazie anche al significativo aumento di donne dirigenti nelle aziende italiane, ma sono ancora pochissime”. 

E negli altri paesi europei cosa succede?  

Secondo Selby, “in Europa, le donne occupano circa il 35% delle posizioni manageriali, secondo Eurostat. In confronto, solo il 16% degli interim manager è donna, secondo Inima. Questo dimostra che, in termini di equilibrio di genere, l’interim management è ancora molto indietro rispetto alle carriere manageriali permanenti. L’interim management non sta seguendo il ritmo di evoluzione del più ampio bacino di dirigenti”. 

Questo perché?  

Selby ricorda tre delle caratteristiche fondamentali del temporary management: “Competenza: devono essere in grado di apportare esperienza e risultati fin dal primo giorno; disponibilità: devono poter iniziare rapidamente, spesso assumendo carichi di lavoro particolarmente elevati. Mobilità: devono frequentemente trasferirsi o viaggiare in modo esteso”. 

Questo genera barriere alla partecipazione femminile?  

“Certamente - continua Selby - gli incarichi di interim management richiedono spesso di raggiungere rapidamente nuove sedi, talvolta con un preavviso minimo.Le donne continuano a sostenere una quota sproporzionata delle responsabilità familiari e di cura, inclusa l’assistenza ai figli e ai genitori anziani. Questo rende più difficile garantire il livello di flessibilità richiesto. Il passaggio tipico da una carriera manageriale permanente all’interim management avviene intorno ai 49 anni. In questa fase della vita, molte donne sono ancora fortemente coinvolte nelle responsabilità di cura. La tempistica rende quindi particolarmente difficile la transizione verso questa professione”. 

Secondo Quarta, “non va dimenticato che la flessibilità del temporary management è molto particolare, in quanto vede l’alternanza di periodi di intensissimo impegno con periodi di non attività. In questo senso, l’aumento degli incarichi su base part time o fractional parrebbe favorire una magggiore partecipazione di manager al femminile. Selby aggiunge alcuni aspetti legati alla percezione della vulnerabilità: “Viaggi, trasferimenti e spostamenti con breve preavviso possono essere percepiti come più rischiosi per le donne. Inoltre, le preoccupazioni relative alla sicurezza negli spazi pubblici e durante i viaggi sono reali, soprattutto quando gli incarichi comportano località sconosciute, trasferte frequenti o attività al di fuori degli orari di lavoro tradizionali”. 

Un altro ostacolo è rappresentato dal tipo di competenze spesso richieste. Secondo Selby, “molti incarichi di interim management, come turnaround, ristrutturazioni operative e trasformazioni tecnologiche, richiedono competenze tecniche. Poiché un numero inferiore di donne studia discipline STEM di tipo tecnico - solo un laureato su tre è donna - o progredisce all’interno di ruoli tecnici, il bacino di candidate disponibili è più limitato”. 

Puntualizza: “esiste anche un problema legato alla concentrazione settoriale. Le donne sono infatti sovrarappresentate in settori che generano un numero inferiore di incarichi di interim management, come sanità e istruzione. Sono invece sottorappresentate nei settori in cui le opportunità sono più numerose, tra cui manifattura, macchinari, industria e ingegneria”. 

Esiste secondo voi una qualche forma di sessismo?  

Secondo Selby “le aziende e i provider di interim management possono, spesso inconsapevolmente, favorire candidati uomini. Tuttavia, non esistono evidenze oggettive che giustifichino questa preferenza. Gli incarichi vengono spesso assegnati attraverso reti di contatti professionali. Network prevalentemente maschili possono quindi limitare la visibilità delle donne. Gli uomini tendono inoltre a promuoversi in modo più aggressivo per ottenere incarichi di interim management, mentre le donne possono sottovalutare il proprio livello di preparazione”. 

Quarta afferma che “negli oltre vent’anni di gestione di progetti a livello Italiano e internazionale, non abbiamo mai riscontrato esplicite, ma neppure “sotterranee”, indicazioni tendenti ad escludere manager al femminile. Va d’altra parte citato che un’indagine UK di qualche anno fa riportava come le temporary manager avessere compensi più bassi di un 7% rispetto ai colleghi maschi, con il sessismo quale unica spiegazione fornita (il fenomeno non ha però riscontri in Italia)”. 

Sul tema si esprime Marei Strack, presidente di Ddim, l’associazione tedesca degli interim manager: “nell’interim management, sia gli uomini sia le donne continuano ad attribuire maggiore competenza ai manager uomini rispetto alle donne. Persino la maggior parte degli uomini ritiene che una donna debba fare molto di più per ottenere lo stesso riconoscimento di un uomo. Per le interim manager questo significa dover ‘vendere’ attivamente le proprie competenze ancora più dei colleghi uomini, cosa che molte donne trovano difficile.” 

Esistono differenze significative tra un paese e l’altro?  

Riprende Selby: “la partecipazione femminile nei ruoli dirigenziali permanenti è aumentata gradualmente, mentre nell’interim management è rimasta sostanzialmente stabile. Esiste un effetto ritardato: l’offerta di interim manager donne dipende dal numero di donne presenti oggi nel bacino dei dirigenti permanenti.Alcuni Paesi, come Francia e Polonia, presentano percentuali più elevate di dirigenti donne, rispettivamente il 29% e il 36%, secondo l’Inima survey 2025. Questo risultato è dovuto in larga parte agli interventi normativi riguardanti le nomine nei ruoli dirigenziali permanenti.” 

Secondo Jean-Philippe Ménétret, presidente di IFMT Alumni, l’associazione francese degli interim manager: “nel 2021, la legge francese Rixain ha introdotto l’obbligo di raggiungere una quota del 30% di donne entro il 2027 negli organi direttivi delle aziende con più di 1.000 dipendenti, che rappresentano circa un terzo degli incarichi di interim management. Il marchio ‘Indice di uguaglianza di genere’ è oggi un elemento di riconoscimento per le aziende che integrano la parità professionale nelle proprie attività di responsabilità sociale. Un’ulteriore spiegazione può essere la diversità delle funzioni ricoperte nell’interim management in Francia. Gli incarichi in ambito finanziario e risorse umane rappresentano rispettivamente il 27% e il 15% del totale, quindi il 42% complessivo, e sono ricoperti da donne rispettivamente nel 60% e nel 64% dei casi”. 

Stanislaw Wojnicki, membro del consiglio direttivo di SIM, l’associazione polacca degli interim manager, aggiunge: “durante i primi decenni successivi al 1945, il governo promosse politiche volte a incoraggiare le donne a proseguire gli studi e a ricoprire ruoli che fino ad allora erano considerati maschili. Questo contribuì ad aumentare la presenza femminile nei diversi livelli della forza lavoro.Inoltre, la percentuale di donne varia a seconda della professione. La rappresentanza femminile è sensibilmente maggiore nelle funzioni finanziarie e nelle risorse umane, che rappresentano il 16% della forza lavoro interim.” 

Quale futuro?  

Secondo Selby, “l’interim management richiede una disponibilità e una mobilità ancora maggiori rispetto ai ruoli dirigenziali permanenti. Questo spiega in parte perché la partecipazione femminile si fermi al 16%. La parità può essere un’aspirazione di lungo periodo, ma nel breve termine non rappresenta un obiettivo realistico. Un parametro più concreto sarebbe allineare la rappresentanza femminile nell’interim management alla percentuale di donne presenti nei ruoli manageriali permanenti di ciascun Paese. Il cambiamento sarà lento e si verificherà soprattutto come conseguenza indiretta dell’evoluzione del mercato: un numero maggiore di donne in ruoli dirigenziali permanenti oggi aumenterà progressivamente il bacino di donne disponibili per gli incarichi di interim management domani. Questo processo è già visibile in Francia e in Polonia”. 

Continua Selby: “è necessario lavorare su alcuni fattori strutturali: mobilità, disponibilità, reti professionali e dimensioni del bacino di dirigenti. Con l’aumento del numero di donne in posizioni manageriali senior permanenti, la sfida per il settore sarà fare in modo che l’interim management diventi un percorso professionale realistico e attrattivo. Gli stili di leadership femminili sono spesso più trasformazionali e maggiormente orientati alle relazioni, secondo Eagly e Carli. Negli incarichi interim legati al cambiamento, l’attenzione alla cura delle persone, alla comunicazione e alla visione rappresenta un punto di forza distintivo che le aziende e i provider dovrebbero riconoscere e valorizzare”. 

Continua: “ridurre il divario dipende anche da cambiamenti sociali più ampi: servizi per l’infanzia economicamente accessibili, soluzioni per l’assistenza agli anziani, incentivi alla condivisione del congedo parentale e normalizzazione di modelli familiari più flessibili. Soprattutto, è necessario un cambiamento culturale nel quale uomini e donne condividano in modo equilibrato le responsabilità di cura e nel quale l’idea di un marito che rimane a casa non sia considerata né insolita né stigmatizzante. Questi aspetti sono fondamentali per le dirigenti in generale, ma diventano ancora più determinanti per le donne nell’interim management, dove disponibilità e mobilità rappresentano elementi centrali della professione”. 

Conclude Quarta: “anche la composizione della domanda sta man mano portando ad un sia pur non velocissimo cambio di passo: cresce costantemente la quota di pmi anche molto piccole (sotto i 5 milioni) che vede nel temporary lo strumento ideale per portare in casa le competenze manageriali necessarie a gestire le numerose e complesse sfide che si trovano di fronte. Per molte di queste aziende, un classico progetto full time rischia di essere eccessivamente oneroso dal punto di vista economico, ma anche organizzativo: da qui, un sempre maggiore interesse verso progetti part time o fractional, che per molte donne, specie nella fascia d’età 40-45, rappresenterebbero un’ottima soluzione per meglio bilanciare vita personale e vita lavorativa”. 


Quando torna in campo Sinner? Il numero uno si allena a Montecarlo


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09/16/2026 10:02 AM

(Adnkronos) - Il conto alla rovescia è cominciato. Jannik Sinner è tornato ad allenarsi a Montecarlo dopo le settimane di stop imposte dal problema al ginocchio destro e guarda alla tournée asiatica come possibile punto di ripartenza della sua stagione. ...

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(Adnkronos) - Il conto alla rovescia è cominciato. Jannik Sinner è tornato ad allenarsi a Montecarlo dopo le settimane di stop imposte dal problema al ginocchio destro e guarda alla tournée asiatica come possibile punto di ripartenza della sua stagione. Il numero uno del mondo ha concluso il ciclo di terapie al J Medical di Torino e ha ripreso progressivamente il lavoro sul campo. Le indicazioni arrivate negli ultimi giorni sono incoraggianti ma il ginocchio, fermato da un'infiammazione tendinea, resta sotto osservazione. Niente corse contro il tempo: la parola d'ordine è prudenza. La prima finestra per il rientro porta in Cina, al torneo di Pechino: l'appuntamento è fissato dal 30 settembre al 6 ottobre. Sinner è regolarmente iscritto, ma la sua presenza non è ancora una certezza assoluta. Saranno gli allenamenti dei prossimi giorni a dare le risposte più importanti. Il ritorno in campo, insomma, è vicino ma dovrà essere costruito passo dopo passo. Dopo lo stop e le rinunce forzate, l'obiettivo è ritrovare fiducia e ritmo senza rischiare ricadute. 


Omicidio di Rob Reiner e della moglie, il figlio Nick non sarà condannato a morte: il ruolo dei fratelli


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09/16/2026 09:55 AM

(Adnkronos) - Niente pena di morte per Nick Reiner, accusato del duplice omicidio dei genitori, Michele e Rob Reiner. E' quanto hanno deciso i procuratori della California, pare - secondo quanto riporta la stampa locale - in considerazione delle ...

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(Adnkronos) - Niente pena di morte per Nick Reiner, accusato del duplice omicidio dei genitori, Michele e Rob Reiner. E' quanto hanno deciso i procuratori della California, pare - secondo quanto riporta la stampa locale - in considerazione delle opinioni dei familiari e delle convinzioni storiche del regista contro la pena capitale. 

Nick Reiner, 33 anni, deve rispondere di due capi d'accusa per omicidio di primo grado, con l'aggravante della premeditazione . Si è sempre dichiarato non colpevole. Il procuratore distrettuale della contea di Los Angeles, Nathan Hochman, ha dichiarato nelle scorse ore che la pena massima prevista per lui sarà l'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. La decisione di rinunciare alla pena di morte è stata presa dopo essersi consultato con la famiglia di Nick, tra cui il fratello Jake Reiner, 35 anni, e la sorella Romy, 28. "Abbiamo parlato con i fratelli di Nick ed hanno espresso chiaramente la loro posizione", ha confermato Hochman parlando ieri ai giornalisti. "Ne abbiamo tenuto conto nel decidere, in ultima analisi, di non richiedere la pena di morte". 

Era il 14 dicembre scorso quando il regista Rob Reiner e la moglie Michele Singer Reiner furono accoltellati a morte nella loro casa di Brentwood, in California. Poche ore dopo, le autorità arrestarono il figlio Nick, che pare soffra di schizofrenia, incriminandolo per gli omicidi. 


Torna Fragile, a Parma la terza edizione del festival delle arti e discipline sostenibili


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09/16/2026 09:54 AM

(Adnkronos) - Al via la terza edizione di Fragile, il Festival delle Arti e Discipline sostenibili, evento ideato e curato da Santeria S.p.A. Società Benefit, che si terrà a Parma da venerdì 9 a domenica 11 ottobre prossimi. Per ...

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(Adnkronos) - Al via la terza edizione di Fragile, il Festival delle Arti e Discipline sostenibili, evento ideato e curato da Santeria S.p.A. Società Benefit, che si terrà a Parma da venerdì 9 a domenica 11 ottobre prossimi. Per tre giorni, la città ospiterà un workshop nazionale sulla sostenibilità in grado di coinvolgere, attraverso un dialogo aperto e partecipato, cittadinanza, istituzioni, imprese e professionisti. Il programma è molto vario: prevede 15 talk, 2 proiezioni, 10 concerti, 4 show cooking, una biciclettata e una camminata urbana, 2 lezioni di yoga, una lezione di pilates, un’attività running, un’azione di clean up collettivo e 4 degustazioni. Confermate le quattro location diffuse in città che ospiteranno gli appuntamenti: Colonne 28, Casa della Musica, Sala Show Cooking, Italia Veloce. A queste si aggiungono quest’anno: Manzini Off (ex Wopa, Via Catania, 3 ), Parco della Cittadella (Viale Delle Rimembranze, 5/A), Parco Vilma Preti (Via Verona), ufficio di Mingori Engineering & Building (Vicolo Sant’Alessandro, 1) e Borgo 35 (Borgo delle Colonne 35), tutte sempre raggiungibili a piedi o in bicicletta, distanti a meno di 10 minuti l’una dall’altra. “Con Fragile chiamiamo la cittadinanza a parlare di soluzioni. Lo facciamo tutti insieme perché è così che ci si sente meglio, con il supporto professionisti/e di tutte le arti e discipline” – Andrea Pontiroli, ceo & Management Santeria S.p.A. 

Fragile prenderà vita venerdì 9 ottobre presso Colonne 28 con l’intervento dell’economista Elsa Fornero che, intervistata da Federica Magistro di pmi.it, affronterà i temi della previdenza e della crescita in Italia. A seguire, sempre nella stessa location, si terrà l’incontro 'Le tracce dei pensieri' dove Dargen D’Amico dialogherà con Emma Lo Conte, giornalista di Rassegnally. Presso Italia Veloce avrà invece luogo un intervento a cura di Scintille Book Club che vedrà la partecipazione di Raffaella Silvestri con Carlotta Sisti, la tematica affrontata sarà la complessità delle relazioni contemporanee. Alla Casa della Musica, invece, il primo intervento avrà come protagonista l’ambientalista Sofia Pasotto, in dialogo con Simone Fontana di A Fuoco. Quello successivo vedrà dialogare Irene Priolo, Assessora a Pianificazione Territoriale, Ambiente, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna, e Giovanni De Nardis, giornalista di Rassegnally. In serata, spazio per gli speciali momenti musicali: a Colonne 28 si esibiranno Sandrino e Laila Al Habash, il cui live è organizzato da Liveurope; a Italia Veloce si svolgerà il concerto di Amalfitano, mentre Angelo Trabace omaggerà Emahoy Tsegué-Maryam Guebrou a Casa della Musica.  

Durante la seconda giornata del festival, sabato 10 ottobre, nella cornice di Colonne 28, avverrà la proiezione del documentario 'LatiUmani', un viaggio visivo e narrativo a 600 metri di profondità per esplorare le vita, la fatica e la fine imminente dell’industria mineraria in Europa. In seguito, Francesco Santino, fondatore di LatiUmani, dialogherà con Erica Vailati, giornalista di Futoora. A seguire, il talk in cui la giornalista e presentatrice televisiva Licia Colò rifletterà sull’evoluzione del linguaggio mediatico legato alla natura. L'intervento successivo vedrà invece dialogare Nico Acampora, fondatore di PizzAut, e Giovanni Castaldi, volto di GialloZafferano, a proposito del tema dell’inclusione nel mondo della ristorazione. L’ultimo talk della giornata, infine, vedrà come protagonista Paolo Ventura, che, intervistato da Andrea Batilla (WunderCamera), parlerà del cambiamento dell’immagine nel passaggio dall’analogico al digitale. Presso Italia Veloce, invece, si svolgerà in diretta la registrazione di una puntata del podcast 'Pausa Live' di Federico Graziani, che incontrerà Matteo Montan, Founder di [humans/AI] Advisor Lab, insieme metteranno a confronto la creatività umana e gli automatismi dell’intelligenza artificiale.  

 

La giornata proseguirà con gli interventi della scrittrice Virginia Veludo e di Serena Mazzini, esperta di social media strategy e critica dei mass media, entrambi curati da Scintille Book Club e in particolare dall’antropologa Tifany Berluzzi e dalla giornalista Carlotta Sisti. Il primo talk sarà un momento di riflessione condivisa dedicato alla salute emotiva, mentre il secondo intervento, sarà un’ analisi critica sull’impatto social e tecnologico nelle dinamiche umane. Nel contesto di Manzini Off, in collaborazione con il Dipartimenti di Salute Mentale dell’ASL di Parma, e in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, si terrà invece un interessante talk dedicato all’ansia, all'identità e alla crescita moderato da Roberto Bovaia, Micaela Castiglioni e Giordana Gazza. A seguire il dialogo “Il peso e la grazia, La letteratura di fronte al malessere adulto” con Roberta Bovaia, Micaela Castiglioni, Giordana Gazza. A chiudere la serata ci saranno due performance live: presso Colonne 28 e a cura di Liveurope si esibirà Birthh, preceduta dall’opening di Ven’Nus, mentre a Italia Veloce avrà luogo il concerto di Zara Colombo.  

Per l’ultimo giorno di festival, domenica 11 ottobre, Colonne 28 ospiterà la proiezione del documentario 'The Sea', un focus sugli impatti ambientali, etici ed ecologici degli allevamenti intensivi e sullo sfruttamento delle risorse umane, seguirà l’intervento di Giulia Innocenzi in dialogo con Benny Mirko Procopio di Wall Street Italia. Di seguito, si svolgeranno altri due interventi: il primo talk vedrà lo chef Cesare Battisti insieme a CookwithFez affrontare il tema della sostenibilità in cucina, mentre il secondo metterà in dialogo Sara Sozzani Maino e Ilenia Durazzi sul tema dei nuovi talenti della moda; l’incontro, a cura di Wundercamera, sarà moderato da Giuliana Matarrese. La giornata si concluderà con due momenti musicali a cura di Liveurope presso Colonne 28: il live di Marta del Grandi, preceduta dall’opening di Nevin, e l’esibizione di Giula. Per coinvolgere la comunità e le persone cercando di svolgere un ruolo attivo su questioni molto importanti e urgenti come la pulizia delle nostre città, Fragile festival ha organizzato per sabato 10 ottobre uno speciale momento di clean up, in collaborazione con Legambiente e Gaia Ballarin. Presso Sala Show Cooking, "curati da GialloZafferano in collaborazione con Zenzero Talent Agency e Power Talent Agency", avranno luogo quattro show cooking divisi nelle mattinate di sabato 10 ottobre e domenica 11 ottobre e che vedranno come protagonisti: Manu Cook & Rock, Giovanni Castaldi, La Mentha Piperita con Marta di Muro, Nicky Brian. 

Previste inoltre diverse attività sportive: nella mattinata di sabato 10 ottobre si svolgeranno: una camminata per i luoghi della cura di Parma; la “Fragile Run”, un momento dedicato alla corsa con Eva’s Food Addiction; una sessione di pilates con Silvia Fascians presso il Parco Vilma Preti. Presso Colonne 28, invece, avrà luogo una sessione di yoga con Cristina Bosi di InStudio, che porterà in città momenti di svago e di relax e che si ripeterà anche nella mattinata di domenica 11 ottobre. Previsto anche un giro in bici dal Palazzo Ducale di Parma al Monastero di San Giovanni Evangelista con Roberta Bovaia de i Dintorni. Presso l’ufficio di Mingori Engineering & Building (Vicolo Sant’Alessandro, 1) ci sarà spazio anche per la scoperta dei sapori, con un ricco programma di degustazioni che arricchiranno il festival nelle giornate di sabato 10 ottobre e domenica 11 ottobre. Latticini, cereali e zafferano, legumi e salsa pomodoro, miele saranno i protagonisti delle degustazioni a cura di Parma Bio Valley. Durante i 3 giorni di Festival, infine, a Colonne 28 sarà esposta una mostra di fotografie di Paolo Ventura dal titolo 'L'artista come funambolo', che raccoglierà opere provenienti da diversi progetti, andando a ripercorrere il percorso creativo dell’artista. Alcuni dei talk che si svolgeranno durante il Festival diventeranno i protagonisti del podcast audio Fragile, distribuito su tutte le principali piattaforme di streaming. 


Vino: Champagne Nicolas Feuillatte festeggia 50 anni di storie condivise


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09/16/2026 09:45 AM

(Adnkronos) - Alcuni oggetti hanno il potere di riportarci istantaneamente indietro nel tempo, a un ricordo, a un’emozione. Un Walkman, un telefono con filo, gli albori di Internet o l’arrivo delle cuffie wireless… Dal 1976, anche lo Champagne ...

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(Adnkronos) - Alcuni oggetti hanno il potere di riportarci istantaneamente indietro nel tempo, a un ricordo, a un’emozione. Un Walkman, un telefono con filo, gli albori di Internet o l’arrivo delle cuffie wireless… Dal 1976, anche lo Champagne Nicolas Feuillatte accompagna questi momenti che scandiscono le nostre vite. In occasione del suo 50° anniversario, il marchio festeggia cinque decenni all’insegna della sua cuvée emblematica, la Réserve Exclusive Brut, dal caratteristico colore blu. Una collezione gioiosa e intergenerazionale che rivisita i grandi simboli culturali dagli anni ’70 ad oggi. 

Faro di questo anniversario, l’etichetta che abbraccia diversi decenni riunisce i simboli di ogni epoca: la palla a specchi, il giradischi, il Tamagotchi, l’hashtag o il fiore retrò. Tante icone che raccontano l’evoluzione dei nostri stili di vita e fanno riaffiorare ricordi familiari. I collezionisti scopriranno inoltre altre cinque grafiche esclusive, ciascuna dedicata a un decennio, trasformando ogni bottiglia in una vera e propria capsula del tempo. 

Infine, un cofanetto conclude i festeggiamenti riunendo le diverse icone che attingono ai ricordi della vita quotidiana. 


M5S, da venerdì a domenica voto online su proposte per programma coalizione


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09/16/2026 09:44 AM

(Adnkronos) - Da venerdì 18 settembre, alle 14, fino a domenica 20, alla stessa ora, la base del Movimento 5 stelle potrà dare il via libera al programma che il presidente Giuseppe Conte porterà al tavolo della coalizione progressista per scrivere insieme le ...

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(Adnkronos) - Da venerdì 18 settembre, alle 14, fino a domenica 20, alla stessa ora, la base del Movimento 5 stelle potrà dare il via libera al programma che il presidente Giuseppe Conte porterà al tavolo della coalizione progressista per scrivere insieme le proposte e, dunque, candidarsi al governo del Paese. Con un messaggio sul sito ufficiale, i pentastellati convocano infatti l'assemblea che concluderà Nova: Parola all'Italia, il percorso deliberativo e di ascolto che li ha impegnati in questi ultimi mesi.  

"Care iscritte, cari iscritti - scrivono - è stato un percorso lungo e impegnativo: oltre 17mila persone hanno partecipato agli incontri sui territori, poi è arrivato il confronto deliberativo e fra qualche giorno ci ritroveremo a Milano per la fase conclusiva. Tutto è nato da una domanda: 'Cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani?'. Da lì è nato un insieme di proposte, che porteremo al tavolo della coalizione. Alcune rispondono alle urgenze che pesano ogni giorno sulla vita delle famiglie; altre guardano più lontano e proiettano il Paese nel futuro. Tutte nascono dalle indicazioni emerse durante il percorso partecipato. Adesso tocca a voi: sarete voi, con il vostro voto, a decidere quali saranno le proposte che porremo al centro della nostra azione politica. Questi contributi vengono dal basso, dal confronto tra migliaia di persone che si sono incontrate e hanno liberamente discusso soluzioni per il bene del Paese. Ora siamo nella condizione di poter scrivere un programma che risponde a bisogni veri, concretamente avvertiti dai cittadini, dalle famiglie, dalle imprese. È esattamente questa grande partecipazione civica che ci garantisce il carattere autenticamente progressista del programma di governo". 

E quindi "è convocata l’assemblea degli iscritti mediante lo strumento della consultazione in rete per deliberare sui seguenti argomenti: 'Cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani. Proposte per il programma della coalizione progressista'. Il dettaglio delle proposte sarà pubblicato nei prossimi giorni". 


Al Bano si esibisce a Tel Aviv, è polemica: "In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte"


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09/16/2026 09:35 AM

(Adnkronos) - "In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte". Così Al Bano risponde alle critiche ricevute sui social dopo la sua esibizione a Tel Aviv, dove il cantautore di Cellino San Marco si è esibito lo ...

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(Adnkronos) - "In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte". Così Al Bano risponde alle critiche ricevute sui social dopo la sua esibizione a Tel Aviv, dove il cantautore di Cellino San Marco si è esibito lo scorso 13 settembre sul palco Charles Bronfman Auditorium in occasione dei festeggiamenti per il Capodanno ebraico.  

L'artista è finito al centro di una bufera social sotto al video dell'esibizione condiviso sul suo profilo Facebook. Tra i commenti c'è chi ha contestato la scelta di esibirsi in Israele mentre è in corso il conflitto. "Ci dica Al Bano, com’è stato cantare Felicità mentre a poche decine di chilometri si consuma un massacro di bambini?", ha scritto un utente tra i commenti.  

A queste accuse il cantautore ha replicato rivendicando il valore della musica: "Da orgoglioso italiano e cittadino del mondo, credo che la musica non conosca confini. Parla un linguaggio universale, capace di unire persone di ogni nazionalità, cultura e credo. Per tutta la mia vita, la musica è stata il mio modo di condividere emozioni, costruire amicizie e creare legami con gli altri. Quando salgo su un palco, lo faccio con questo spirito: con rispetto per il mio pubblico e con fiducia nella nostra umanità. Comprendo le preoccupazioni legate alla mia esibizione".  

 

 

"La mia presenza - aggiunge Al Bano - vuole essere un gesto di vicinanza umana, ispirato dalla pace e dalla compassione. In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte. Il mio desiderio è mantenerlo aperto, usando la mia voce per ispirare comprensione, amicizia e speranza, oggi e per le generazioni che verranno".  

 


Aldo Cazzullo: "Michelangelo come Messi e Leonardo come Maradona"


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09/16/2026 09:32 AM

(Adnkronos) - Aldo Cazzullo tornain libreria con ‘Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento’, (HarperCollins) un viaggio nell’epoca che ha posto l’uomo “al centro del mondo” e che, come spiega il giornalista e scrittore, rappresenta ancora oggi ...

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(Adnkronos) - Aldo Cazzullo tornain libreria con ‘Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento’, (HarperCollins) un viaggio nell’epoca che ha posto l’uomo “al centro del mondo” e che, come spiega il giornalista e scrittore, rappresenta ancora oggi la radice più profonda della nostra identità. Nel dialogo con l’Adnkronos, Cazzullo non solo ripercorre le grandi figure del Rinascimento, ma si concede anche un parallelo calcistico che sintetizza la potenza dei suoi protagonisti: Michelangelo come Messi, Leonardo come Maradona. 

"Messi - dice - è il calciatore più grande, perché è solo un calciatore. Maradona non è paragonabile perché non è stato soltanto un calciatore, è stato anche un capopopolo, un ribelle, un personaggio. Analogamente, e lo dico sorridendo, Michelangelo è stato l'artista più grande, perché era un artista, mentre Leonardo è fuori classifica perché non era soltanto un artista, era un genio, un visionario, uno stregone". 

Lei racconta il Rinascimento, un periodo in cui l’Italia 'fu al centro del mondo'. E' un invito a riscoprire l’identità del nostro Paese, che troppo spesso dimentica la sua storia?  

"Sì, assolutamente sì. In tutti i miei libri ho cercato di ricostruire un tassello dell’identità italiana. Ho scritto sull’antica Roma, su San Francesco, su Dante, sul Risorgimento, sulla Prima Guerra Mondiale, sul Fascismo, sulla ricostruzione. Indagando la storia italiana ho trovato tantissime storie e tantissimi esempi in cui noi tendiamo un po’ a denigrarci. Ma non è vero: ci sono stati milioni di italiani per cui l’Italia era una cosa seria, un valore che valeva la vita. E nel Rinascimento l’Italia era davvero al centro del mondo, la cultura italiana aveva un respiro universale e parlava agli uomini di ogni luogo ed epoca, anche a noi". 

Ai suoi lettori ha raccontato la Bibbia, Roma e il 'suo impero infinito', San Francesco 'il primo italiano'. Cosa l’ha portata ora al Rinascimento?  

"Intanto l’orgoglio di essere italiano. E poi la consapevolezza che il Rinascimento e l’umanesimo non spuntano dal nulla: sono la conseguenza di un percorso che comincia con San Francesco e prosegue con Dante e Giotto. L’umanesimo cristiano nasce con Francesco: l’idea che ogni uomo è unico e irripetibile, che davanti a Dio tutti sono uguali. Dante trova in Francesco la lingua, il disprezzo per il denaro male guadagnato, il rispetto per la donna. Il Rinascimento porta tutto questo alle estreme conseguenze: nell’arte, nella scienza, nel pensiero. È un’idea modernissima e urgente, soprattutto oggi che l’intelligenza artificiale rischia di sostituire l’uomo". 

Quali personaggi ha amato di più raccontare?  

"Michelangelo. Secondo me è stato il più grande artista che l’umanità abbia mai avuto. A 22 anni la Pietà, a 26 il David, a 33 la volta della Cappella Sistina. Se un artista avesse fatto anche solo una di queste opere sarebbe passato alla storia: Michelangelo le ha fatte tutte e molte di più. È da stupirsi che un essere simile abbia respirato la nostra aria, camminato per le nostre strade. E dobbiamo ricordarci che questi giganti – Michelangelo, Raffaello, Leonardo, Ariosto, Colombo – erano italiani come noi, parlavano la nostra lingua". 

Nel suo affresco dà spazio anche alle grandi figure femminili dell’epoca.  

"Le donne hanno un ruolo molto importante nel Rinascimento. L'Orlando Furioso comincia con la parola 'donne', e il primo personaggio che entra in scena è Angelica. Poi c’è Bradamante, guerriera che sconfigge gli uomini in duello. E, uscendo dal poema per entrare nella vita reale, Vittoria Colonna, l’unica donna che Michelangelo abbia mai amato, che gli suggeriva come rappresentare Dio, Gesù, la Madonna. E, ancora, Lucrezia Borgia, calunniata dalla leggenda nera: era una donna buonissima, terziaria francescana, usata come pedina dal padre e dal fratello". 

Cosa manca all’Italia di oggi per un nuovo Rinascimento?  

"Nuovi Rinascimenti non ce ne saranno, le cose non tornano mai allo stesso modo. Ma dobbiamo cambiare alcune cose. Dobbiamo investire di più nelle cose in cui siamo forti: arte, insegnamento, ricerca, cultura, spettacolo. E dobbiamo tornare ad attrarre cervelli. Nel Rinascimento venire in Italia era obbligatorio per chi voleva essere considerato un artista. Oggi i migliori se ne vanno. Va bene che i ragazzi vadano all’estero, ma dobbiamo creare le condizioni perché possano tornare. E oggi questo non succede". 

Dopo il Rinascimento, ha in programma un’incursione in un’altra epoca più o meno recente?  

"Un’idea ce l’ho, ma ora devo concentrarmi nel girare l’Italia. Farò un monologo tratto dal libro nei teatri, una puntata di 'Una giornata particolare' dedicata a Raffaello e una puntata speciale sul Rinascimento. Adesso cercherò di raccontare un po’ quello che ho scritto, poi tornerò a scrivere". 

Oltre al giornale e ai libri, lei è anche un volto di successo della divulgazione storica in tv. Qual è il segreto di 'Una giornata particolare', che su La7 ottiene ascolti molto alti?  

"Il merito va diviso tra molte persone. La tv è una macchina complessa: c’è stata l’idea di Urbano Cairo, la forma è stata data dal direttore di rete Andrea Salerno, poi c'è la produzione di Stand By Me e il regista Claudio Pisano. Ma io non amo la parola divulgatore: nella parola stessa c’è l’idea del dotto che spiega al volgo. Io non sono un dotto. Mi considero un narratore. Mi sono dato una regola: nessuna storia senza un’idea, nessuna idea senza una storia". 

Torna in onda il 30 settembre con la nuova stagione, in un mercoledì televisivo sempre più affollato: 'Tale e quale Show', il 'Tavolo' di Fazio, 'È sempre Cartabianca' e 'Chi l'ha visto?'. È preoccupato?  

"Parliamo di professionisti della tv: Carlo Conti, Fabio Fazio, Bianca Berlinguer. Io non sono degno di sciogliere i loro calzari. Io racconto storie. Sono convinto che qualcuno vorrà ascoltarle, leggerle, seguirle. E poi ovviamente cediamo lo spazio dovuto ai veri grandi professionisti della tv". 

Ci può anticipare alcune delle “giornate particolari” che racconterà?  

"Il 30 settembre partiremo con una puntata sull’8 settembre. Poi, oltre a quelle su Raffaello e sul Rinascimento, che dicevo prima, ci sarà una puntata sul Piave il 4 novembre. Ma ho detto anche troppo. Faremo una presentazione la prossima settimana". 

Enrico Mentana ha detto che il palinsesto di La7 è orientato a “senso unico”, ovvero che tutti i programmi sono contro il governo. Che ne pensa?  

"Su questo rispondo solo che ho un’enorme stima per Enrico Mentana, che mi auguro che resti a La7, e che le mie trasmissioni, come mi pare tutte le altre de La7, si rivolgono a tutti". (di Carlo Roma) 


Bologna, Tedesco esonerato: panchina affidata a Palladino


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09/16/2026 09:25 AM

(Adnkronos) - Il Bologna cambia allenatore. Oggi, 16 mercoledì 16 settembre, il club rossoblù ha esonerato il tecnico Domenico Tedesco e affidato la panchina a Raffaele Palladino. A dare l'annuncio ufficiale la società felsinea con una nota sul proprio sito web. "...

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(Adnkronos) - Il Bologna cambia allenatore. Oggi, 16 mercoledì 16 settembre, il club rossoblù ha esonerato il tecnico Domenico Tedesco e affidato la panchina a Raffaele Palladino. A dare l'annuncio ufficiale la società felsinea con una nota sul proprio sito web. "Il Bologna FC 1909 comunica di avere sollevato dall’incarico di allenatore della Prima squadra Domenico Tedesco, cui va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e competenza. A lui e ai suoi collaboratori il Club augura le migliori fortune professionali. La guida tecnica della squadra è affidata a Raffaele Palladino, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029, e che oggi dirigerà il primo allenamento alle 16 al centro tecnico". Tedesco paga il negativo avvio di campionato con un solo punto conquistato in quattro partite.  


Caso Roggero, il gioielliere in aula: "Ogni vita merita rispetto, dovevo essere meno impulsivo"


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09/16/2026 09:22 AM

(Adnkronos) - “Ogni vita merita rispetto secondo la metafora che siamo tutte gocce in un oceano. Avrei dovuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo”. È la riflessione critica che Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 ...

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(Adnkronos) - “Ogni vita merita rispetto secondo la metafora che siamo tutte gocce in un oceano. Avrei dovuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo”. È la riflessione critica che Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio nell'aprile 2021, ha reso davanti ai giudici del Tribunale della Sorveglianza di Milano - presieduto da Marcello Bertolato - per discutere sulla richiesta di differimento della pena vista la proposta della domanda di grazia. 

Ad assistere Roggero il suo legale, l’avvocato Stefano Marcolini, che ha presentato una memoria di 15 pagine. "Sta prendendo coscienza di quanto è accaduto. Dopo due mesi di carcere ha avuto tempo per pensare e per iniziare una rivalutazione critica di quanto accaduto. Per Roggero ogni vita merita rispetto e quindi quel fatidico giorno avrebbe potuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo. Pentimento e scuse sono parole che Roggero non ha pronunciato, siamo all'inizio di un percorso di revisione critica", ha sottolineato Marcolini. 

I giudici si sono riservati - hanno cinque giorni per decidere - sulla richiesta della rappresentante della Procura generale Emma Gambardella di dichiarare inammissibile la richiesta - visto che sul tema si è già pronunciata (con un rigetto) la Sorveglianza di Torino - e su quella della difesa che ha spiegato "perché Milano può e deve decidere" e ha rinnovato la richiesta di differimento pena. "Roggero è dimagrito, ma mantiene il suo animo battagliero, crede che la giustizia possa dargli qualcosa" ha sottolineato il legale, pronto a ricorrere in Cassazione per difetto di motivazione rispetto alla decisione della Sorveglianza di Torino. 

Lunedì il tribunale di sorveglianza di Torino aveva rigettato la richiesta di differimento pena per grazia presentata da Marcolini. Il legale, nell’udienza dello scorso 9 settembre, aveva avanzato la richiesta di differimento della pena in attesa della decisione del capo dello Stato sulla grazia e in subordine la detenzione domiciliare sempre in attesa della decisione del presidente della Repubblica.  

Sottolineando che il differimento della pena previsto quando è stata presentata una domanda di grazia è “un’ipotesi residuale con pochissimi precedenti giurisprudenziali”, il tribunale di sorveglianza torinese evidenzia, poi, che per concederlo sarebbe necessario un ‘fumus boni iuris’ talmente evidente e incontestabile da suggerire una “quasi irrispettosa intrusione” un intervento della magistratura di sorveglianza in un ambito che costituisce “prerogativa esclusiva del Capo dello Stato”. Il tribunale rileva poi che se è esclusa la legittima difesa, dall’altro non si può misurare “con la precisione di un bilancino da farmacista” la reazione di una persona ingiustamente aggredita. 


Kim Kardashian riceverà un euro di risarcimento per la rapina subita nel 2016: "Non cerco soldi"


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09/16/2026 09:12 AM

(Adnkronos) - Kim Kardashian riceverà un euro (pari a 1,15 dollari) di risarcimento per la rapina subita nel 2016 a Parigi. È questa la cifra chiesta dall'imprenditrice chiudendo così il processo civile in corso da dieci anni, quando la notte tra il 2 ...

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(Adnkronos) - Kim Kardashian riceverà un euro (pari a 1,15 dollari) di risarcimento per la rapina subita nel 2016 a Parigi. È questa la cifra chiesta dall'imprenditrice chiudendo così il processo civile in corso da dieci anni, quando la notte tra il 2 e il 3 ottobre del 2016, durante la fashion week, dei criminali coperti col passamontagna e travestiti da poliziotti la legarono minacciandola con una pistola nella sua camera d'hotel. Kardashian ha più volte raccontato di aver temuto per la propria vita in quei drammatici momenti.  

Il risarcimento è puramente simbolico nonostante la star statunitense venne privata di gioielli ed effetti personali per un valore di circa 10 milioni di dollari. "La decisione odierna non riguarda il risarcimento, ma la responsabilità e il riconoscimento", si legge in una nota di Kardashian.  


Dall'energia ai giovani, l’agenda di lavoro per governo e opposizione secondo Asvis


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09/16/2026 09:10 AM

(Adnkronos) - Dall’energia ai giovani, poi clima, occupazione e innovazione. Sono alcuni dei temi e delle sfide aperte sulle quali il governo, da qui a fine legislatura, dovrebbe concentrarsi secondo l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Enrico ...

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(Adnkronos) - Dall’energia ai giovani, poi clima, occupazione e innovazione. Sono alcuni dei temi e delle sfide aperte sulle quali il governo, da qui a fine legislatura, dovrebbe concentrarsi secondo l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Enrico Giovannini, direttore scientifico di Asvis, rete di oltre 300 soggetti impegnati per l’attuazione dell’Agenda 2030 dell’Onu, illustra all’Adnkronos i target ‘sostenibili’ su cui lavorare nei prossimi mesi e che “dovrebbero diventare il centro della futura campagna elettorale”, all’attenzione, dunque, dell’esecutivo ma anche dell’opposizione.  

“Abbiamo bisogno di fare come hanno fatto altri paesi europei e cioè un vero e proprio salto verso le rinnovabili - spiega - Il processo di investimento verso le rinnovabili sta procedendo, ma abbiamo enormi problemi procedurali che allungano i tempi della realizzazione degli impianti. Noi crediamo che ci siano gli strumenti per accelerare al massimo gli investimenti nelle rinnovabili, che non vuol dire soltanto impianti fotovoltaici o eolici, ma anche il rilancio dell'idroelettrico, stoccaggi e potenziamento delle reti”. A tal fine “occorre dare una prospettiva certa agli imprenditori che vogliono investire in questa direzione. E invece le incertezze procedurali, ma anche alcune dichiarazioni politiche che ascoltiamo rendono il mercato molto prudente in termini di tempistiche e di ritorni futuri”, spiega Giovannini ricordando che Asvis pubblicherà il 28 ottobre il Rapporto annuale con le raccomandazioni alle forze politiche in vista della campagna elettorale.  

“Abbiamo assoluto bisogno di adattarci a quello che gli scienziati ormai considerano inevitabile, cioè l'accelerazione della crisi climatica con l'aumento delle temperature, ma anche tutti i fenomeni collegati, come le piogge violente e gli altri eventi meteorologici estremi. E dunque si tratta di attuare rapidamente il Piano nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici, creando una cabina di regia interministeriale guidata dal presidente del Consiglio, inserendo nella prossima Legge di bilancio fondi appositi, ma anche sfruttando i fondi europei, sia quelli 2021-27 che i futuri 2028-34, perché il nostro Paese è particolarmente esposto alla crisi climatica e i danni che essa provocherà saranno ingenti”, avverte.  

“L'Italia ha una spesa in ricerca e sviluppo nettamente inferiore a quella degli altri Paesi europei. Abbiamo tante imprese estremamente innovative, e questo si vede anche nella capacità di esportare sui mercati internazionali, ma ne abbiamo altre che invece sono inefficienti e poco innovative, o preferiscono competere evadendo tasse e contributi, cioè danneggiando quelle corrette. Abbiamo bisogno di accompagnare tutto il sistema industriale verso un'innovazione a tutto campo (non solo digitale) che richiede, però, competenze e capacità. Dunque, l'investimento in tecnologie deve essere necessariamente accompagnato da un forte investimento in educazione e formazione continua, per evitare che il processo di innovazione faccia cadere l'occupazione e quindi determini problemi sociali”, chiarisce.  

“E’ un tema molto rilevante che non si combatte certo in pochi anni e soprattutto con misure tipo i bonus. Abbiamo bisogno di contrastare la 'fuga dei cervelli' - sappiamo quanto del nostro capitale umano qualificato va all'estero, le forze più giovani - ma anche di attirare forza lavoro qualificata dall'esterno. Servono poi investimenti e servizi per assicurare una buona vita a chi invecchia. E qui c'è tutto il tema dell'accompagnamento a chi è in condizione di non autosufficienza: abbiamo su questo un'ottima legge non finanziata adeguatamente”, osserva Giovannini.  

“È vero, siamo al massimo storico di numero di occupati ma abbiamo bisogno di occupazione di qualità, sia in termini di tipo di contratti, sia in termini di salari, sia in termini di prospettive lavorative. Abbiamo ancora troppe persone impegnate su attività a basso valore aggiunto, mentre dobbiamo spostarci su attività più innovative, a medio-alto valore aggiunto - è l’analisi di Giovannini - E da questo punto di vista abbiamo un problema che è anche una risorsa: una struttura soprattutto industriale, economica, fatta molto di piccole imprese, che avendo produttività più bassa delle medie e grandi, pagano anche salari più bassi. Quindi il tema della struttura occupazionale diventa un tema salariale, da affrontare anche rafforzando la politica industriale per migliorare performance, produttività e salari. Non solo. Siamo alle soglie di un potenziale grande ricambio generazionale nella conduzione delle imprese per l'elevata età degli imprenditori: c'è una grande opportunità di portare alla ribalta giovani imprenditori e innovatori, aiutandoli a realizzare qui i loro sogni”.  

“Il Pnrr ha aiutato a ridurre alcuni divari tra il Nord e il Sud, anche sul fronte delle infrastrutture. Qui abbiamo una grande opportunità, sono i fondi di coesione 2021-27, che sono stati messi un po' in stand by per accelerare sul Piano di ripresa e resilienza. Ora si tratta di spenderli con lo stesso metodo del Pnrr ma bisogna evitare la frammentazione che abbiamo avuto nel passato. E poi arriveranno i fondi 2028-34”, osserva Giovannini evidenziando che “al momento la discussione nel Paese, non solo nelle singole Regioni, su dove vadano orientati questi fondi è praticamente inesistente”. 

“Abbiamo bisogno di un salto culturale molto forte in termini di coinvolgimento delle giovani generazioni. I decreti sicurezza approvati durante questi quattro anni sono stati percepiti, e forse anche a ragione, come punitivi di chi, magari, voleva manifestare in piazza, ovviamente in modo pacifico, e hanno dunque passato il messaggio che i giovani devono stare tranquilli e non far sentire la loro voce sulla direzione futura del nostro Paese o impegnarsi per cambiarlo. Su questo l'iniziativa Ecosistema Futuro (www.ecosistemafuturo.it) che abbiamo lanciato come Asvis, anche con la nascita di un'Assemblea Nazionale sul Futuro, una sorta di Parlamento parallelo che guardi in avanti e dia molto più peso ai giovani, è un esempio di come il nostro Paese può cambiare nel dare prospettive a chi ha idee sulla direzione da prendere. Ovviamente, un tema ineludibile, e poco considerato, riguarda la valorizzazione delle seconde generazioni di immigrati, su cui continuiamo ad avere pregiudizi fortissimi, salvo quando gareggiano e vincono con la maglia dell'Italia. Dobbiamo assolutamente definire un modello efficace di integrazione, basato sui nostri valori costituzionali: queste ragazze e questi ragazzi sono un'opportunità straordinaria per sviluppare la nostra economia e la nostra società in una logica di integrazione”, conclude. 


Ex Ilva, incontro governo-sindacati. Mantovano: "Porteremo decreto con misure per lavoratori oggi in Cdm"


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09/16/2026 09:08 AM

(Adnkronos) - Il governo intende portare oggi in Consiglio dei ministri un decreto con misure a sostegno dei lavoratori dell’ex Ilva. Lo avrebbe detto, a quanto si apprende, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nel corso ...

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(Adnkronos) - Il governo intende portare oggi in Consiglio dei ministri un decreto con misure a sostegno dei lavoratori dell’ex Ilva. Lo avrebbe detto, a quanto si apprende, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nel corso dell’incontro con i sindacati a Palazzo Chigi. 

La tutela dei lavoratori, sia delle acciaierie che dell’indotto dell'ex Ilva, sarà portata avanti attraverso un modello di cassa integrazione che non corrisponda alla cig per cessazione delle attività. Questo, a quanto si apprende, è uno dei punti della strategia del governo illustrata ai sindacati dal sottosegretario Mantovano. Si tratterebbe, viene spiegato da fonti presenti al tavolo, di uno strumento ad hoc - una cig in deroga - libera dai paletti della cassa ordinaria e capace di maggiore tempestività. 

Tra gli altri punti della strategia governativa ci sono poi l’impegno per un futuro green dell’acciaio, con forni elettrici alimentati a Dri; la prosecuzione della gara per la vendita degli impianti sulla base delle offerte presentate e l’avvio immediato dei progetti di reindustrializzazione dell’area di Taranto. 

Il blocco dei licenziamenti dell’indotto, garanzie per i lavoratori diretti e continuità produttiva sono le priorità che i sindacati mettono sul tavolo del governo, hanno spiegato, arrivando a Palazzo Chigi, i leader di Fim, Fiom e Uilm. 

“La priorità assoluta è parlare del blocco dei licenziamenti dei lavoratori degli appalti che sono i più esposti da 14 anni di questa vergognosa vicenda”, ha detto infatti il segretario generale della Uilm, Davide Sperti, affermando che le tute blu chiedono anche “risposte sulle soluzioni straordinarie di carattere salariale ma anche sociale e occupazionale anche attraverso strumenti di risarcimento per i lavoratori diretti. Il baricentro della discussione deve essere focalizzato sul destino dei lavoratori”. 

Anche il numero uno della Fim, Ferdinando Uliano, ha evidenziato che lo stop agli esuberi (2500 annunciati da Aigi e altri 1700 prospettati da Confapi) è “fondamentale” ma “si deve anche capire come rispondere al tema della continuità produttiva. Se non si trova una soluzione la prospettiva per i diretti di Ilva è tutti in cassa integrazione tranne 5-600 persone. Vogliamo comprendere il piano industriale del governo: non basta dire che c’è un bando aperto che ha i problemi che sappiamo. È fondamentale che ci sia una presa di responsabilità da parte del governo nel dire come si disegnerà il futuro: quanti forni, quanti preridotti, quante tonnellate si prospettano. Rimandare la palla ai privati, che finora non hanno presentato un piano chiaro, non è il modo di gestire” il dossier. 

“Il punto è salvaguardare i lavoratori e la decarbonizzazione, quindi la salute dei cittadini e dall’altro lato la produzione e l’occupazione. O rischiamo di fermare la produzione di acciaio del Paese”, ha avvertito il leader Fiom, Michele De Palma. “Il Paese deve rispondere ad una domanda: vogliamo continuare a produrre acciaio o diventare dipendenti da altri Paesi? Vogliamo avere 10mila persone in cassa integrazione a zero ore o avere persone che lavorano per garantire la sovranità industriale del Paese? Senza il lavoro non c’è nemmeno la garanzia di salute e sicurezza. I lavoratori 15 anni fa hanno manifestato per la transizione di quegli impianti e garantire la salute e il lavoro. Ci devono dare delle risposte, bisogna fermare i licenziamenti”, ha concluso. 

Quello di oggi è il quarto incontro a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali dall’inizio dell’anno, dopo quelli del 5 marzo, del 28 luglio e dell’8 settembre (in totale una ventina da inizio legislatura), presieduto dal sottosegretario Mantovano.  

Dopo il rigetto da parte della Corte d’Appello di Milano dell’istanza di sospensiva presentata dalle società Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria – la prima proprietaria e la seconda gestore degli impianti – la fermata dell’area a caldo è stata confermata, ed è ripreso di conseguenza l’iter dei licenziamenti collettivi annunciati da Aigi per i 2500 lavoratori dell’indotto. 


Ravenna, false certificazioni mediche per stranieri nei Cpr: in corso perquisizioni


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09/16/2026 09:07 AM

(Adnkronos) - La Polizia di Stato, tramite il Servizio Centrale Operativo e la Squadra Mobile di Ravenna, è impegnata in un'attività di polizia giudiziaria finalizzata all’esecuzione di plurimi decreti di perquisizione locale, personale e informatica emessi dalla Procura di ...

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(Adnkronos) - La Polizia di Stato, tramite il Servizio Centrale Operativo e la Squadra Mobile di Ravenna, è impegnata in un'attività di polizia giudiziaria finalizzata all’esecuzione di plurimi decreti di perquisizione locale, personale e informatica emessi dalla Procura di Ravenna nell’ambito di un procedimento concernente la presunta formazione e il rilascio di certificazioni mediche false, presumibilmente destinate a impedire il trattenimento di cittadini stranieri irregolari presso i Centri di permanenza per i rimpatri. 

Destinatari dei decreti di perquisizione sono, a eccezione di un solo caso, medici non iscritti nel registro delle persone nei cui confronti si svolgono le indagini preliminari. L’attività giudiziaria interesserà oltre venti professionisti e sarà eseguita nelle città di Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese, con il concorso delle Squadre Mobili territorialmente competenti.  

"Quanto sta emergendo è molto grave. Se riconosciuti colpevoli, radiazione dall’albo dei medici e pagamento dei danni, di tasca propria, per le mancate espulsioni di tutti i clandestini che avrebbero protetto. Altro che giuramento di Ippocrate, se fosse confermata l’accusa questi avrebbero 'giurato' in un centro sociale". Così in un post su 'X' Matteo Salvini, vicepremier e segretario della Lega commentando la notizia sui falsi certificati medici per i migranti. 

 


Kalie McCrystal, addio alla skyrunner dispersa sul Cervino: "Caduta mentre scendeva"


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09/16/2026 09:02 AM

(Adnkronos) - "Tutto ciò che ora sappiamo suggerisce che sia caduta durante la discesa". La famiglia della skyrunner canadese Kalie McCrystal ha confermato la sua presunta morte dopo due settimane di ricerche sul versante italiano del Cervino, affermando che ...

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(Adnkronos) - "Tutto ciò che ora sappiamo suggerisce che sia caduta durante la discesa". La famiglia della skyrunner canadese Kalie McCrystal ha confermato la sua presunta morte dopo due settimane di ricerche sul versante italiano del Cervino, affermando che tutte le informazioni attualmente in loro possesso indicano questo. La 38enne è scomparsa il 1° settembre 2026 mentre effettuava una ricognizione. Nonostante le intense ricerche condotte dalle squadre di soccorso alpino italiane, non è stata ritrovata. 

"Sono passate due settimane da quando la nostra amatissima Kalie è scomparsa durante una ricognizione sul Cervino. Da allora, la squadra di soccorso alpino della Guardia di Finanza ha lavorato instancabilmente per esplorare ogni possibile pista a sua disposizione. Ha dato prova di incrollabile professionalità, gentilezza e impegno nel ritrovare Kalie. Per noi, come famiglia, è stato di grande importanza durante tutte le ricerche sapere che si stava facendo tutto il possibile", si legge in un messaggio di Wendy Cooper e Jody McCrystal, madre e sorella di Kalie. 

"L’ondata di affetto e sostegno per Kalie è stata a dir poco incredibile. Il sostegno costante di Hillary Gerardi, che per prima ha dato l’allarme riguardo a Kalie, è stato per noi indispensabile. Amici e persone care da tutto il mondo si sono mobilitati e hanno fatto di tutto per aiutare a trovarla e riportarla a casa - si legge ancora - È stato bellissimo essere testimoni dell’amore che l’ha circondata. Il Cervino è tanto maestoso quanto spietato. Nonostante l’eccezionale abilità ed esperienza di Kalie nei terreni montani tecnici, compresa la sua precedente esperienza proprio sul Cervino, tutto ciò che ora sappiamo suggerisce che sia caduta durante la discesa". 

"Nonostante gli sforzi di così tante persone nelle ultime settimane, le ricerche non ci hanno portato a Kalie. Questo non è l’esito che nessuno di noi avrebbe sperato, ed è molto difficile da accettare. Kalie era una persona davvero speciale. Ha vissuto la sua vita con un mix perfetto di determinazione e allegria. La sua assenza lascerà senza dubbio un vuoto incolmabile nelle comunità a cui era così legata, nel mondo dello skyrunning, a Squamish e oltre", prosegue il messaggio. "Per la nostra famiglia, nulla sarà più come prima. Kalie significava tantissimo per noi come sorella e figlia, e la sua perdita è un peso che porteremo con noi per sempre. Sebbene desiderassimo disperatamente poterla ritrovare, troviamo conforto nel sapere che stava facendo ciò che la faceva sentire più viva fino ai suoi ultimi istanti, e che rimane tra le montagne dove si sentiva più a casa", concludono la mamma e la sorella di Kalie.  


Contratti, Confintesa: online archivio con 215 Ccnl, per lottare contro quelli pirata 


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09/16/2026 08:53 AM

(Adnkronos) - Un archivio online con 215 contratti collettivi nazionali di lavoro messi a confronto con un unico metodo di analisi, indipendentemente dall'organizzazione che li ha sottoscritti. È il progetto “Contratti pirata – Dentro i Ccnl, senza pregiudizi”, realizzato dal Centro Studi ...

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(Adnkronos) - Un archivio online con 215 contratti collettivi nazionali di lavoro messi a confronto con un unico metodo di analisi, indipendentemente dall'organizzazione che li ha sottoscritti. È il progetto “Contratti pirata – Dentro i Ccnl, senza pregiudizi”, realizzato dal Centro Studi Confintesa e pubblicato sul sito contrattipirata.it. Le schede riguardano Ccnl sottoscritti da Cgil, Cisl, Uil, Confintesa, Confsal, Cisal e Ugl e misurano, contratto per contratto, il valore economico e normativo delle condizioni previste per i lavoratori, confrontandole con il contratto di riferimento del settore. 

“Il contratto pirata si riconosce dal contenuto, non dalla sigla”, è il principio alla base dell'iniziativa. “Un contratto è pirata se paga meno del dovuto e toglie tutele, chiunque lo firmi. È buono se regge il confronto sui numeri, chiunque lo sottoscriva" ha dichiarato il segretario generale di Confintesa, Francesco Prudenzano, illustrando la nuova iniziativa. 

L'obiettivo è superare il criterio secondo cui la qualità di un Ccnl viene valutata principalmente in base alla sigla sindacale che lo firma e offrire invece a lavoratori, imprese, consulenti del lavoro, responsabili del personale e stazioni appaltanti uno strumento pubblico, gratuito e verificabile. 

Il progetto si inserisce in un quadro nel quale il tema dell'adeguatezza della retribuzione e dell'equivalenza dei contratti collettivi ha assunto un rilievo crescente. Dal 1° maggio 2026, ricorda Confintesa, la disciplina sul cosiddetto “salario giusto” ha introdotto il trattamento economico complessivo dei contratti leader come parametro legale di riferimento per l'adeguatezza della retribuzione. Sul tema sono intervenuti anche il Consiglio di Stato, con pronunce del 2026 sull'equivalenza dei contratti negli appalti, e la Corte costituzionale, con le sentenze n. 156/2025 e n. 60/2026. 

Nel dettaglio, le 215 schede analizzano con parametri omogenei retribuzione minima, mensilità aggiuntive, ferie e permessi, straordinari e maggiorazioni, welfare, periodo di prova, preavviso, malattia e maternità, oltre a previdenza complementare, sanità integrativa e bilateralità. 

Particolare rilievo viene dato alla distinzione tra Trattamento Economico Complessivo (TEC) e Trattamento Economico Normativo (Ten). Il primo considera le componenti fisse della retribuzione, mentre il secondo valorizza economicamente istituti che incidono sulle condizioni complessive del lavoratore ma non transitano direttamente nella busta paga. I due valori vengono mantenuti separati e non sommati, per evitare, secondo il Centro Studi Confintesa, equivalenze costruite attraverso l'accostamento di elementi non omogenei. 

 

Ogni scheda riporta inoltre gli scostamenti rispetto al contratto di riferimento, evidenziando “Punti di attenzione” e “Punti di forza”. Nei settori privi di un contratto leader, il portale segnala l'assenza del benchmark senza introdurre un parametro alternativo. 

Per i Ccnl sottoscritti da Confintesa è disponibile anche una dichiarazione di equivalenza delle tutele strutturata secondo l'Allegato I.01 al Codice dei contratti pubblici, destinata alle imprese che partecipano a gare pubbliche applicando un contratto diverso da quello indicato dalla stazione appaltante. Il modello viene compilato e sottoscritto dall'impresa sotto la propria responsabilità e non costituisce una certificazione sindacale. 

Il sito “non assegna bollini, non rilascia certificazioni e non sostituisce il consulente del lavoro”assicura Prudenzano . Le schede sono disponibili gratuitamente, senza registrazione, in formato web e Word. Eventuali errori possono essere segnalati a segnalazioni@contrattipirata.it, con verifica entro 30 giorni. 

Il portale dedica infine una sezione al tema della rappresentatività e della qualità contrattuale. Secondo i dati dell'archivio CNEL aggiornati a dicembre 2025 richiamati da Confintesa, sono 1.052 i CCnl depositati, circa 150 quelli effettivamente applicati e 212 quelli che coprono il 96,1% dei 14,7 milioni di lavoratori. Per Confintesa, il dato pone una questione di fondo: la maggiore rappresentatività non può essere considerata automaticamente sinonimo di maggiore qualità del contratto. Da qui la proposta di introdurre un test basato su cinque criteri: paga dignitosa, correttezza degli inquadramenti, trasparenza di orari e riposi, effettività di sicurezza e welfare, libertà sindacale. 

Il progetto comprende anche il servizio gratuito “Verifica la tua busta paga”, rivolto ai dipendenti privati, esclusi dirigenti e pubblico impiego. Il lavoratore può inviare una copia anonimizzata della busta paga a verificabusta@contrattipirata.it per ottenere un'analisi di coerenza tra Ccnl dichiarato e retribuzione applicata. 

“Abbiamo scelto volutamente il nome Contratti pirata perché vogliamo spostare il confronto dalle appartenenze ai contenuti – sottolinea ancora il segretario generale di Confintesa–. La domanda non deve essere soltanto chi ha firmato un contratto, ma quanto paga, quali tutele garantisce e come regge il confronto con gli altri”.  

 


Contratti, Rizzetto: "Salari, bilateralità e revisione dei prezzi sono priorità"


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09/16/2026 08:07 AM

(Adnkronos) - “Trattiamo un tema di fondamentale importanza. Abbiamo capito e sappiamo che ci sono migliaia e migliaia di lavoratori in questo ambito, un comparto che sta crescendo e che, insieme alla crescita, deve anche cercare di garantire le ...

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(Adnkronos) - “Trattiamo un tema di fondamentale importanza. Abbiamo capito e sappiamo che ci sono migliaia e migliaia di lavoratori in questo ambito, un comparto che sta crescendo e che, insieme alla crescita, deve anche cercare di garantire le migliori condizioni di lavoro”. Lo ha detto Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, intervenendo alla quinta edizione di “Immense 2026 – Grande Ristorazione, Cibo Pubblico”, promossa da Anir Confindustria all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma. 

Rizzetto ha sottolineato in particolare il tema dei salari e del ruolo della contrattazione. “Parliamo di salari e quindi inevitabilmente devo riferirmi a quanto fu decretato in seno al Decreto 1° maggio. Quindi grande importanza alla contrattazione, grandissima importanza alla bilateralità - ha detto - Questo è un ambito che merita una bilateralità assolutamente forte”, ha aggiunto il presidente della Commissione Lavoro della Camera, evidenziando la necessità di rafforzare gli strumenti di confronto e collaborazione nel settore della Grande Ristorazione. Un altro punto centrale riguarda la revisione dei prezzi nei contratti. “Rispetto a tutto il tema della revisione dei prezzi, sappiamo che è qualcosa di assolutamente necessario. Ci stiamo mettendo le mani e dobbiamo capire come mettere a terra esattamente questo consesso con un ambito altrettanto importante”. 


Albini (Confindustria): "Benefici della fiscalità devono andare a chi applica il contratto giusto"


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(Adnkronos) - “La novità principale che vedo nel Decreto 1° maggio è un principio semplice: i benefici della fiscalità generale devono andare solo a chi applica il contratto giusto e quindi paga il giusto”. Lo ha detto Pierangelo Albini, direttore dell’...

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(Adnkronos) - “La novità principale che vedo nel Decreto 1° maggio è un principio semplice: i benefici della fiscalità generale devono andare solo a chi applica il contratto giusto e quindi paga il giusto”. Lo ha detto Pierangelo Albini, direttore dell’Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria, intervenendo a “Immense 2026 – Grande Ristorazione, Cibo Pubblico”, la giornata di confronto tra istituzioni, Parlamento, imprese e stakeholder promossa da Anir Confindustria all’Ara Pacis di Roma. 

“È un principio banale, però in questo periodo andava riaffermato - ha aggiunto - Il governo ha fatto bene a farlo dentro questo decreto, perché adesso consente di aprire un confronto che stiamo portando avanti anche con un po’ di coraggio con Cgil, Cisl e tutte le associazioni datoriali”. L’obiettivo, secondo il direttore dell’Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria, è rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva. "Vogliamo mettere alcuni principi dentro la contrattazione collettiva, perché poi il lavoro lo deve regolare il contratto collettivo e non solo la legge - ha detto - Bisogna che il contratto sia quello giusto e che il salario sia quello giusto. Questo di solito lo decidono le parti, non però qualunque soggetto voglia fare un contratto, ma quelli che sono comparativamente più rappresentativi”.  

Per il rappresentante di Confindustria, il riconoscimento della rappresentatività può contribuire a rafforzare il valore della contrattazione. “Questa cosa darà dignità alla contrattazione, anche al lavoro, e forse aiuterà a combattere quello che è un po’ un problema di questo Paese: salari mediamente molto bassi, non in tutti i settori, ma sicuramente in quello dei servizi”.  


Food, Anir Confindustria: "Per grande ristorazione più certezza su contratti e regole"


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09/15/2026 04:25 PM

(Adnkronos) - "Stiamo passando da una fase di grande incertezza sul mercato a un momento in cui possiamo dare un po’ più di certezza”. Lo ha detto Paolo Valente, direttore generale di Anir Confindustria, durante l’evento 'Italia, Storie ...

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(Adnkronos) - "Stiamo passando da una fase di grande incertezza sul mercato a un momento in cui possiamo dare un po’ più di certezza”. Lo ha detto Paolo Valente, direttore generale di Anir Confindustria, durante l’evento 'Italia, Storie Immense 2026-Grande Ristorazione, Cibo Pubblico', promosso dall’Associazione all’Ara Pacis di Roma. Secondo Valente, un ruolo centrale è svolto dalle regole che governano gli appalti pubblici. “Le nostre regole creano occasioni di mercato e danno la possibilità ai produttori di crescere. L’80% di queste aziende fa contratti pubblici, ma questi contratti non sono in equilibrio, perché le aziende sostengono costi senza vedersi riconoscere i veri incrementi”. Su questo fronte, ha ricordato Valente, “è stata costruita un’interlocuzione politica molto forte”. Il lavoro con il Ministero ha portato alla definizione di linee guida sulla revisione ordinaria dei prezzi. “Oggi è possibile dare la possibilità di revisionare i prezzi, cosa che prima non era possibile”, ha affermato. 

Guardando all’Europa, Valente ha parlato di un passaggio “topico” per il settore. “Il 9 settembre è stato varato il regolamento sul procurement europeo. Questo codice degli appalti europeo va verso la qualità dei nostri servizi, del cibo, ma soprattutto vuole uniformare un mercato, superando le varie regole dei singoli Paesi”. Il direttore generale di Anir Confindustria ha però evidenziato anche alcune criticità. “In Italia su alcuni aspetti, come prezzi, sostenibilità e contratti di lavoro, siamo molto avanti, quindi abbiamo il timore che questo nuovo Pac possa segnare un passo indietro”. 

Infine, il tema della sostenibilità e della continua evoluzione normativa. “Il continuo cambiamento di queste regole, se da una parte vuole chiarire, dall’altra crea spesso una difficoltà per le aziende perché si allungano i tempi”, ha concluso Valente. 


Food, Anir Confindustria: "Progettare futuro e diventare sempre più pezzo industria italiana"


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09/15/2026 04:20 PM

(Adnkronos) - “Abbiamo fatto molta strada, ma la cosa che ci interessa è progettare il futuro”. E' quanto ha dichiarato Massimo Piacenti, presidente di Anir Confindustria, in occasione della quinta edizione di 'Immense 2026-grande ristorazione, cibo pubblico', la giornata di ...

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(Adnkronos) - “Abbiamo fatto molta strada, ma la cosa che ci interessa è progettare il futuro”. E' quanto ha dichiarato Massimo Piacenti, presidente di Anir Confindustria, in occasione della quinta edizione di 'Immense 2026-grande ristorazione, cibo pubblico', la giornata di confronto tra istituzioni, Parlamento, imprese e stakeholder promossa da Anir Confindustria all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma. “Oggi siamo qua con tutti gli stakeholder. I fornitori debbono far parte in maniera permanente di una filiera strutturata. Dobbiamo diventare sempre di più un pezzo dell’industria italiana”, ha sottolineato Piacenti, indicando nella costruzione di una filiera più organizzata uno degli obiettivi centrali per il futuro della ristorazione collettiva. “La ristorazione collettiva è un servizio alle persone che ha a monte un’attività produttiva, dove si fanno i pasti. Abbiamo una grandissima responsabilità, ne siamo consapevoli, perché facciamo mangiare tante persone: bambini, bambine, malati, anziani, lavoratori. Incidiamo sul loro benessere, sulla loro salute”, ha aggiunto. 

Per il presidente di Anir Confindustria, il ruolo della ristorazione collettiva va quindi considerato anche in una prospettiva più ampia di prevenzione e sostenibilità sociale ed economica. “Ci sono molte patologie che nascono in età infantile. Pensiamo non solo alla sofferenza per le persone, ma anche ai costi per il Servizio sanitario nazionale e per la produttività del Paese”, ha spiegato. Da qui la richiesta di una maggiore attenzione istituzionale al comparto. “Ci stiamo organizzando perché come filiera si possa contare di più in questo Paese e chiederemo che nel prossimo governo ci sia una delega specifica per il mondo dei servizi”, ha detto Piacenti. “Serve qualcuno che faccia sintesi e che valorizzi questa realtà”. 

Una realtà che, secondo il presidente di Anir Confindustria, deve essere riconosciuta anche per la sua dimensione industriale e occupazionale. Infine, Piacenti ha indicato nella formazione e nell’innovazione due leve decisive per lo sviluppo del settore. “Dobbiamo investire molte risorse nella formazione, nella qualità, ma anche nella digitalizzazione, inserire anche elementi di intelligenza artificiale. Le attività ripetitive lasciamole fare alle macchine, lasciamo che le persone sempre più formate e qualificate facciano le attività a più alto valore aggiunto”, ha concluso il presidente di Anir Confindustria. 


Ue, Federlegnoarredo: "Male voto parlamento europeo che conferma criticità filier"


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09/15/2026 04:13 PM

(Adnkronos) - Il voto di oggi del Parlamento europeo sul Cbam purtroppo conferma alcune delle criticità che Federlegnoarredo evidenzia da tempo e si traducono in nuovi costi e oneri per le imprese della filiera del legno-arredo. Soprattutto in un ...

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(Adnkronos) - Il voto di oggi del Parlamento europeo sul Cbam purtroppo conferma alcune delle criticità che Federlegnoarredo evidenzia da tempo e si traducono in nuovi costi e oneri per le imprese della filiera del legno-arredo. Soprattutto in un momento come quello attuale in cui il gas sta passando dai 35 agli 85 euro Mwh e che avrà come conseguenza il balzo del costo dell'urea, in cui l'incidenza del gas è pari al 75 per cento. “Da mesi segnaliamo il rischio che un’applicazione del Cbam non sufficientemente attenta alle specificità delle filiere manifatturiere finisca per penalizzare la competitività delle imprese europee" dichiara Paolo Fantoni presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo.  

"L’eliminazione dell’articolo 27a, in particolare - spiega - priva il sistema di uno strumento di flessibilità importante per intervenire in presenza di circostanze eccezionali. I conflitti in aree strategiche per l’approvvigionamento di materie prime stanno già causando carenze e forti rincari di sostanze essenziali come l’urea. In questo contesto, l’introduzione di ulteriori oneri fiscali rischia di aggravare una situazione già difficilmente sostenibile. Resta quindi alta la preoccupazione per la decisone di mantenente l’urea nell’ambito di applicazione del Regolamento, una scelta che può generare ulteriori oneri lungo le catene di approvvigionamento”. Adesso si apre la fase negoziale tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea e la Federazione continuerà a lavorare affinché nel testo finale siano salvaguardate le esigenze delle imprese.  

“Gli obiettivi ambientali - conclude Fantoni - devono essere perseguiti senza compromettere la competitività del sistema produttivo europeo. Ci aspettiamo pertanto che il confronto istituzionale consenta di correggere le criticità emerse e di arrivare a un Cbam efficace sul piano ambientale, ma anche sostenibile per le imprese”. 


Roma, alla Camera le premiazioni del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale 2026


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09/15/2026 03:54 PM

(Adnkronos) - Roma, 15 set. -  

Si è tenuta presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la cerimonia di premiazione della prima edizione del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale 2026 un evento che ha posto l’attenzione sulla professionalità ...

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(Adnkronos) - Roma, 15 set. -  

Si è tenuta presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la cerimonia di premiazione della prima edizione del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale 2026 un evento che ha posto l’attenzione sulla professionalità e le competenze di chi opera nell’ambito della comunicazione istituzionale, valorizzando i progetti realizzati da Istituzioni, enti pubblici, associazioni, imprese e organismi di rappresentanza. Il premio, organizzato da Touchpoint, testata di riferimento del mondo della comunicazione e del marketing edita da Oltre La Media Group, e da Ital Communications, in collaborazione con Assocomunicatori, mette al centro le idee, le strategie, i risultati e l’impatto reale. L’obiettivo - si sottolinea in una nota - "è contribuire alla diffusione di buone pratiche, elevare il livello della comunicazione istituzionale e sostenere un ecosistema che deve essere sempre più trasparente, inclusivo, innovativo e orientato al cittadino". 

Per Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati "le istituzioni cambiano, il linguaggio evolve, gli stakeholder si moltiplicano e per questo servono modelli di comunicazione che siano sempre più efficaci e che sappiano proporre nuove narrazioni e nuove competenze. In un contesto sociale ed economico mutevole, incerto e complesso la comunicazione istituzionale svolge un ruolo fondamentale per continuare a mantenere intatto il rapporto fiduciario fra cittadini e istituzioni. Il Grand Prix della Comunicazione nasce con questo scopo: mettere al centro le idee, le strategie, i risultati e l’impatto reale che il modo di comunicare ha sulla società e sui cittadini. Ciò che facciamo oggi è dare un riconoscimento alla qualità e alla capacità di chi è riuscito a distinguersi nel proprio settore, e lo ha fatto rafforzando l’interesse generale delle comunità e della società”. 

Come ha sottolineato Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, "il professionista della comunicazione è chiamato ad assicurare la tracciabilità delle informazioni, la tutela della paternità dei contenuti, mantenendo centrale la responsabilità della persona e la qualità dell’informazione pubblica. Essa costituisce una vera e propria infrastruttura democratica, indispensabile per garantire l’esercizio dei diritti e preservare quel patto di fiducia inderogabile che unisce i cittadini alle istituzioni della Repubblica. In questa legislatura mi sono battuto per il riconoscimento delle figure professionali che operano nella comunicazione digitale, social e istituzionale all’interno della Pubblica Amministrazione. Ora, la sfida più importante riguarda la tutela di queste professioni, anche alla luce dell’affermazione dell’intelligenza artificiale generativa. Su questo fronte, il Governo è già intervenuto, insieme alle norme adottate a livello europeo, ma come Commissione Editoria intendiamo avviare un’indagine conoscitiva sull’impatto che l’intelligenza artificiale avrà sui mestieri della comunicazione. Questo premio rappresenta quindi un’ottima notizia, perché contribuisce a valorizzare e riconoscere una professione che richiede grande passione, competenza, capacità di aggiornamento continuo, responsabilità e propensione all’innovazione". 

Secondo Roberto Marti, Presidente della Commissione Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato "comunicare bene è fondamentale: significa saper portare all’interno delle case dei cittadini un’informazione chiara, efficace e di qualità, rafforzando il rapporto tra le istituzioni e la comunità. Porto il saluto del Senato della Repubblica e rivolgo i miei complimenti a tutti coloro che, con il loro lavoro, contribuiscono ogni giorno a promuovere una buona comunicazione istituzionale”. 

Attilio Lombardi, Founder di Ital Communications, ha espresso soddisfazione per "aver dato vita al Grand Prix della Comunicazione Istituzionale, un’iniziativa nata per valorizzare l’eccellenza e il merito. Vogliamo riconoscere persone, organizzazioni e progetti che, attraverso una visione innovativa, contribuiscono alla crescita delle comunità e allo sviluppo delle competenze professionali. Dare valore a queste esperienze significa promuovere una cultura della qualità e dell’innovazione, mettendo al centro chi si impegna per il territorio e per la modernizzazione del Paese. Il nostro premio vuole essere uno stimolo a mettersi in gioco, a confrontarsi con nuove esperienze. Crediamo che riconoscere l’importanza di un progetto o di una professionalità sia anche l’occasione per creare nuove opportunità di incontro e di collaborazione. Con il Grand Prix vogliamo favorire relazioni, aprire nuove prospettive professionali e dare spazio a idee e competenze in grado di produrre un impatto positivo sulle persone e sui territori". 

Per Domenico Colotta, Presidente di Assocomunicatori: “Oggi la comunicazione istituzionale è molto più di uno strumento per diffondere informazione: è uno dei principali mezzi con cui un’istituzione costruisce un rapporto di credibilità nei confronti dei propri interlocutori. Con la prima edizione del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale abbiamo inteso premiare quei soggetti che hanno operato in questo senso. In una società caratterizzata dalla velocità dell’informazione, dalla moltiplicazione delle fonti e dalla presenza dell’Intelligenza Artificiale, il valore della comunicazione non si misura soltanto sulla capacità di ottenere visibilità, ma su quella di parlare con autorevolezza, senza rinunciare alla capacità di ascoltare”. 

Andrea Crocioni, Direttore Responsabile di Touchpoint, ha osservato: “Come Touchpoint, testata di riferimento nel mondo della comunicazione, abbiamo sempre osservato e raccontato l’evoluzione del settore, individuando idee, linguaggi e modelli capaci di creare valore. Da questa esperienza nasce, insieme ad Assocomunicatori e Ital Communications, una visione condivisa: valorizzare la comunicazione istituzionale come leva fondamentale per costruire fiducia e relazione con cittadini e comunità. Il Grand Prix della Comunicazione Istituzionale ha preso corpo da un attento lavoro di scouting e dalla volontà comune di definire standard elevati, premiando i progetti più virtuosi per qualità, innovazione, trasparenza e impatto reale. Questa iniziativa vuole contribuire a riconoscere le migliori esperienze oggi presenti e aiutare a orientare in senso positivo il futuro della comunicazione istituzionale”. 

Nel corso della cerimonia sono stati assegnati i seguenti riconoscimenti: 

· Premio Comunicazione Istituzionale Società Pubbliche al Gruppo Ferrovie dello Stato, ritirato da Giuseppe Inchingolo, Vicedirettore Generale Corporate del Gruppo FS, per l’eccellenza nella gestione della comunicazione istituzionale e per la capacità di raccontare con chiarezza, autorevolezza e visione lo sviluppo strategico e la mobilità del Paese; 

· Premio Innovazione & Digital Public Communication a Poste Italiane, ritirato da Paolo Iammatteo, Direttore della Comunicazione, per il ruolo centrale svolto nell’evoluzione della comunicazione pubblica digitale e per aver accompagnato con visione la transizione verso servizi sempre più accessibili, inclusivi ed efficienti; 

· Premio Comunicazione e Sport a Rai Sport, ritirato dal Direttore Marco Lollobrigida, per la professionalità dimostrata nella comunicazione giornalistica sportiva e per la capacità di valorizzare lo sport come strumento di coesione sociale, cultura e identità nazionale; 

· Premio Comunicazione Civica e Sociale alla Polizia Stradale, ritirato da Santo Puccia, Direttore del Servizio Polizia Stradale della Polizia di Stato, per l’efficacia delle campagne di sicurezza stradale e per l’uso della comunicazione come strumento di prevenzione, educazione e tutela della collettività; 

· Premio Comunicazione e Ricerca Applicata alla Luiss Business School, ritirato dal Professor Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact presso Luiss Business School, per la capacità di valorizzare la ricerca applicata e la divulgazione accademica attraverso una narrazione istituzionale chiara, innovativa e di respiro internazionale; 

· Premio Comunicazione Sociale e Terzo Settore alla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, ritirato dall’ingegner Carlo Tosti, Presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, e da Paolo Sormani, Amministratore Delegato e Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, per l’impegno nel coniugare eccellenza nella ricerca e nella cura della persona con una visione della comunicazione sociale trasparente, empatica e orientata al bene comune; 

· Premio Comunicazione dei Corpi Intermedi e della Rappresentanza dei Lavoratori a UGL, ritirato dal Segretario Generale Paolo Capone, per l’iniziativa “Quattro transizioni, un solo lavoro. Per un’Italia che governa il cambiamento”, dedicata ai temi dell’innovazione tecnologica, della transizione energetica, delle dinamiche demografiche e dei nuovi modelli produttivi e occupazionali; 

· Premio Progetti Integrati e Multicanale a ISPRA, ritirato da Chiara Bolognini, Coordinatrice comunicazione ISPRA, per “Facciamo Circolare”, campagna di comunicazione dedicata all’economia circolare, allo spreco alimentare e alla raccolta differenziata, capace di integrare strumenti, linguaggi e iniziative rivolti a cittadini, imprese, istituzioni e scuole; 

 

· Premio Comunicazione dei Corpi Intermedi e della Rappresentanza Datoriale a Confcommercio, ritirato da Sergio De Luca, Direttore Centrale Comunicazione e Immagine di Confcommercio, in occasione dell’80° anniversario della Confederazione, per aver valorizzato il ruolo delle imprese, dei territori e delle comunità nello sviluppo del Paese; 

· Premio per la Comunicazione Pubblica – Società in house a Sviluppo Lavoro Italia, ritirato dalla Presidente Paola Nicastro, per la campagna “C’è posto per te”, iniziativa capace di portare i servizi per il lavoro direttamente nei territori e di rendere più accessibili orientamento, formazione e opportunità occupazionali; 

· Premio Rendicontazione, Trasparenza e ESG a DEKRA Italia, ritirato dal Presidente Toni Purcaro, per la capacità di promuovere una cultura fondata su standard verificabili, responsabilità, governance e qualità dei processi, contribuendo alla diffusione dei principi di sostenibilità e accountability; 

· Premio per la Comunicazione Pubblica – Enti Territoriali ad ANCI Lazio, ritirato dal Presidente Daniele Sinibaldi, Sindaco di Rieti, per il “Training Camp ANCI Lazio”, laboratorio di innovazione, formazione e confronto istituzionale al servizio degli amministratori locali e dello sviluppo dei territori; 

· Premio Fondazioni – Settore Finanziario e Bancario a Fondo pensione Fon.Te., ritirato dal Presidente Maurizio Grifoni, per il progetto “Fon.Te. Kids”, dedicato all’educazione previdenziale e finanziaria delle nuove generazioni e alla diffusione di una maggiore consapevolezza economica; 

· Premio Comunicazione Eventi Annuali ad ABI e ABI Servizi, ritirato da Gianluca Tiani, Direttore Generale di ABI Servizi e Responsabile di Divisione Strategia, Innovazione e Internazionale di ABI, e da Maria Teresa Ruzzi, Responsabile ABI Media di ABI Servizi, per il Salone dei Pagamenti, appuntamento di riferimento dedicato all’innovazione, alla tecnologia e all’evoluzione del mondo dei pagamenti; 

· Premio Comunicazione Pubblica – Formazione Continua a FonARCom, Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale, ritirato dal Presidente Andrea Cafà, per l’impegno nella promozione della cultura della formazione continua attraverso un’attività informativa e divulgativa costante, rivolta a imprese, lavoratori e professionisti; 

· Premio Innovazione e Strategia nei Grandi Eventi a WePlan, ritirato dai co-fondatori Roberto Daneo e Giorgio Re, per la competenza tecnica espressa nella pianificazione dei principali mega-eventi internazionali e per la capacità di promuovere una visione strategica fondata su legacy, sviluppo territoriale e reputazione. 


Intelligenza artificiale, Italiano (Luiss): "Allarme Onu va preso sul serio, costruire regole e controlli"


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09/15/2026 01:06 PM

(Adnkronos) - L'allarme dell'Onu sull'intelligenza artificiale come "minaccia per le democrazie" va "preso sul serio" senza "trasformarlo in allarme apocalittico" e per questo è necessario costruire "oggi regole e controlli proporzionati alle capacità reali dell'Ai, senza aspettare che sia il ...

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(Adnkronos) - L'allarme dell'Onu sull'intelligenza artificiale come "minaccia per le democrazie" va "preso sul serio" senza "trasformarlo in allarme apocalittico" e per questo è necessario costruire "oggi regole e controlli proporzionati alle capacità reali dell'Ai, senza aspettare che sia il prossimo incidente a imporcelo". E' la posizione di Giuseppe Francesco Italiano, prorettore per l'Artificial Intelligence e le Digital Skills all'Università Luiss 'Guido Carli' di Roma, in cui è anche professore ordinario di Informatica. Secondo Italiano, intervistato da Adnkronos/Labitalia e tra i massimi esperti italiani ed europei di informatica, algoritmi e intelligenza artificiale, " i rischi più concreti per i servizi essenziali e per le democrazie sono già visibili oggi, non tra dieci anni".  

Professor Italiano, come giudica l'allarme dell'Onu sull'Ai? Può davvero paralizzare i servizi essenziali ed essere una minaccia per le democrazie? Quali sono i rischi reali?  

"L'allarme dell'Alto commissario Türk va preso sul serio, ma senza trasformarlo in un allarme apocalittico. Nella sua lettera parla di una soglia irreversibile che riguarderà anche le generazioni future: un linguaggio molto forte, e non è un caso che arrivi proprio ora, mentre il dibattito sui rischi dell'AI si fa più acceso. Detto questo, i rischi più concreti per i servizi essenziali e per le democrazie sono già visibili oggi, non tra dieci anni: attacchi informatici sempre più automatizzati, disinformazione su scala industriale, frodi, manipolazione dell'opinione pubblica, sistemi decisionali che amplificano discriminazioni o errori quando vengono usati per selezionare persone, credito, cure mediche. 

C'è poi un rischio emergente che merita attenzione: sistemi sempre più autonomi, capaci di interagire direttamente con Internet e con infrastrutture reali, scrivere ed eseguire codice, usare credenziali, agire senza supervisione costante. Il problema qui non è che una macchina abbia cattive intenzioni: basta che abbia molta capacità, molta autonomia, accesso a sistemi critici, e che noi non siamo ancora in grado di controllarla adeguatamente. È la combinazione di potenza e scarso controllo a essere pericolosa, non l'intenzione. Per questo insisterei su una distinzione che nel dibattito pubblico si perde troppo spesso: rischi documentati, rischi plausibili, scenari estremi. Prendere sul serio l'allarme non significa credere a ogni previsione catastrofica. Significa costruire oggi regole e controlli proporzionati alle capacità reali dell'Ai, senza aspettare che sia il prossimo incidente a imporcelo".  

Anche le Big Tech americane hanno lanciato l'allarme sullo sviluppo non controllato dell'AI. Ma non potevano prevederlo prima? E davvero l'AI può impadronirsi del web?  

"È una contraddizione evidente, e non da oggi. Le stesse aziende che ora chiedono prudenza, penso all'appello di Amodei di pochi giorni fa, sostenuto pubblicamente anche da Musk con il suo 'Dario ha ragione' su X, sono quelle che hanno spinto più di chiunque altro sull'acceleratore negli ultimi anni. Non è la prima volta: nel 2023 Musk firmò una lettera per una moratoria sullo sviluppo dell'AI che non si è mai concretizzata, mentre altri leader del settore firmavano dichiarazioni sul rischio esistenziale e continuavano comunque a correre più veloci dei concorrenti. Il punto è che le buone intenzioni delle singole aziende non bastano: se tutti dicono che bisogna rallentare, ma nessuno vuole essere il primo a farlo per paura di perdere terreno, il problema si risolve soltanto con regole comuni, non con appelli. 

Quanto alla possibilità che l'AI si impadronisca del web, non è più fantascienza, ma non nel senso in cui lo intendiamo di solito. I modelli più avanzati possono già navigare in Internet, scrivere ed eseguire codice, usare credenziali, interagire con sistemi reali in autonomia. Quindi la domanda giusta non è se l'AI possa 'prendere il controllo di Internet' in senso assoluto — probabilmente no, almeno non ancora — ma quanto accesso le concediamo, a chi, e quanto siamo davvero in grado di controllare ciò che fa una volta che glielo abbiamo dato. Forse è questa, oggi, la domanda che conta".  

Il presidente Trump ha invece sottolineato che gli USA non rallenteranno. Quale è a suo parere l'obiettivo del presidente americano?  

"Le dichiarazioni del presidente Trump vanno sempre lette con un margine di iperbole tipico del personaggio, ma qui il messaggio di fondo mi sembra abbastanza chiaro. Lo ha detto lui stesso, a margine dell'Irish Open: gli Stati Uniti sono 'all'avanguardia rispetto alla Cina' e devono restare il Paese più avanzato al mondo nell'intelligenza artificiale, perché 'chi vince sull'intelligenza artificiale vince su tutto'. Per Washington l'AI non è più soltanto una tecnologia: è potere economico, militare e geopolitico, tutto insieme. In questa logica, rallentare unilateralmente significa regalare vantaggio ai concorrenti. Ed è per questo che l'appello di Amodei, per quanto sostenuto anche da Musk, difficilmente troverà sponda concreta alla Casa Bianca senza un accordo che coinvolga anche la Cina: è lo stesso problema di coordinamento di cui parlavamo prima, solo spostato dal piano delle aziende a quello degli Stati. 

Venendo all'Europa, cosa pensa della proposta di Lagarde sulla necessità di progetti Ue per essere meno dipendenti dagli Usa? E quale contributo può arrivare dall'Italia?  

Christine Lagarde, da presidente della Bce, ha usato un paragone efficace: è un po' come l'Ottocento delle ferrovie americane, quando i risparmi europei finanziarono la crescita ferroviaria degli Stati Uniti e i benefici restarono in gran parte oltreoceano. Oggi, dice Lagarde, rischiamo di ripetere lo stesso schema con l'intelligenza artificiale: le famiglie dell'area euro hanno circa 440 miliardi di euro investiti in aziende tecnologiche americane, mentre le imprese europee destinano solo il 10% dei loro investimenti all'AI, con un divario che si allarga rispetto agli Stati Uniti. Il punto che coglie è fondamentale: l'Europa non deve necessariamente produrre tutto in casa, ma non può permettersi di dipendere completamente da chi produce tecnologie di intelligenza artificiale. E qui sovranità tecnologica significa una cosa molto concreta: poter decidere cosa fare con l'AI anche se domani cambiano le condizioni geopolitiche o commerciali. Pensiamo a cosa vorrebbe dire vedersi interrompere, o rinegoziare a proprio svantaggio, l'accesso a un servizio cloud da cui dipende la pubblica amministrazione. 

Significa avere una capacità europea significativa di calcolo, dati, modelli e competenze; poter valutare autonomamente quanto sono sicuri e affidabili i sistemi che usiamo; non dipendere da un unico fornitore straniero per servizi essenziali; avere la capacità di sviluppare alternative quando serve. Lagarde stessa indica una strada concreta: potenziare la capacità di calcolo europea e sviluppare modelli "sufficientemente buoni" per la maggior parte degli usi (cita l'esempio di Mistral in Francia) invece di inseguire in ogni segmento i giganti americani. Non significa costruire un'Europa completamente autonoma, né replicare la Silicon Valley: sarebbe illusorio. Significa evitare che le infrastrutture da cui dipenderanno la nostra economia, la pubblica amministrazione e persino la nostra conoscenza siano interamente controllate da altri. E qui l'Italia può dare un contributo reale: abbiamo università, ricerca, imprese, una quantità enorme di dati e competenze. Quello che ci manca non è il materiale grezzo, ma la capacità di metterlo a sistema. E soprattutto di trasformare più rapidamente la ricerca in tecnologia, e la tecnologia in applicazioni che qualcuno usa davvero. 


Università: atenei del Gruppo Multiversity, nasce la Corporate finance lecture series


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09/15/2026 12:52 PM

(Adnkronos) - Mercatorum, Pegaso e San Raffaele Roma, gli atenei del Gruppo Multiversity, annunciano una partnership con Goldman Sachs che porta la Corporate finance lecture series all'interno dell'offerta formativa di una selezione di corsi di laurea. Fruibili in modalità ...

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(Adnkronos) - Mercatorum, Pegaso e San Raffaele Roma, gli atenei del Gruppo Multiversity, annunciano una partnership con Goldman Sachs che porta la Corporate finance lecture series all'interno dell'offerta formativa di una selezione di corsi di laurea. Fruibili in modalità digitale e pensate per integrare il percorso accademico, pur senza costituire materia d’esame, le lecture approfondiranno alcuni dei principali ambiti della finanza d’impresa, tra cui M&A, mercati dei capitali, finanza a leva, private capital e opportunità di carriera nell’investment banking. Il ciclo di incontri vedrà la partecipazione di senior banker di Goldman Sachs, attivi in posizioni di vertice in Italia e in Europa, che metteranno a disposizione degli studenti la propria esperienza e visione.  

“La nostra ambizione è costruire un'offerta formativa capace di evolvere insieme ai settori professionali ai quali si rivolge, e le Corporate finance lecture vanno in questa direzione” dichiara Francesco Durante, amministratore delegato di Multiversity. “Rendere accessibili ai nostri studenti contenuti sviluppati da alcuni dei principali bankers di Goldman Sachs significa offrire un'opportunità di apprendimento che, per qualità dei relatori e valore dei contenuti, rappresenta un elemento distintivo nel panorama universitario italiano”. 

“Oggi il valore di una università si misura anche dalla capacità di affiancare alla solidità dell'impianto accademico il confronto con le realtà che operano ai più alti livelli nei diversi settori” commenta Fabio Vaccarono, presidente esecutivo di Multiversity. “Questa collaborazione si inserisce nel percorso avviato dal Gruppo per integrare nei corsi di laurea esperienze formative di alto profilo, contribuendo a preparare laureati più consapevoli delle dinamiche che caratterizzano i mercati globali". 


Mobilità, Giaconia (Trenitalia): "Regionali dorsale sistema integrato, 80% di flotta green"


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09/15/2026 12:42 PM

(Adnkronos) - Il trasporto ferroviario regionale "è la dorsale di un sistema integrato e intermodale, alla base di una mobilità sostenibile. Per dare un'idea della capillarità, i treni toccano oggi 1.700 destinazioni. La flessibilità che le persone chiedono per poter lasciare ...

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(Adnkronos) - Il trasporto ferroviario regionale "è la dorsale di un sistema integrato e intermodale, alla base di una mobilità sostenibile. Per dare un'idea della capillarità, i treni toccano oggi 1.700 destinazioni. La flessibilità che le persone chiedono per poter lasciare l'auto privata e utilizzare il trasporto pubblico locale la si può costruire pianificando un sistema integrato e intermodale. Noi siamo in questa direzione tenendo conto della specificità di ciascuna città: è con la pianificazione che si disegna la mobilità sostenibile". Così Maria Annunziata Giaconia, direttore operations Regionale di Trenitalia, intervistata da Nicola Porro ad Eco - Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in corso a Roma. Riguardo ai treni regionali di Trenitalia "abbiamo fatto una vera e propria rivoluzione grazie alle Regioni e ai fondi europei. I contratti lunghi con le Regioni - spiega - ci hanno permesso di comprare dei treni nuovo. Rispetto a una flotta di 1.300 treni, 1.000 sono nuovi e girano sulla nostra rete. Nel 2027 arriveremo a 1.081 treni nuovi, cioè l'80% della nostra flotta è nuova. Parliamo di 7 miliardi di investimento, di cui circa 1 miliardo da fondi Pnrr e della comunità europea. Peraltro treni non solo di ultima generazione in termini di prestazioni, ma li abbiamo pensati per consumare meno del 30% di energia. Treni ibridi, cioè che non sono solo ad elettricità, ma anche diesel laddove non c'è la trazione elettrica e con batteria. C'è anche un primo treno alimentato con biocarburante che si produce dagli scarti alimentari. Il riciclo dei materiali è stato utilizzato anche per i sedili dei vagoni Intercity. E' chiaro quindi che la pianificazione della mobilità sostenibile richiede degli investimenti".  

Trenitalia ha inoltre investito sull'accessibilità che aiuta a lasciare l'auto privata a favore del treno, aggiunge Giaconia. "Abbiamo il biglietto digitale anche per il regionale che si può fare comodamente da casa collegandosi al sito o all'app. E si può cambiare fino alla partenza. Inoltre, lasciando i dati si ricevono anche informazioni sul viaggio. Abbattere le barriere è fondamentale, e siamo sulla strada giusta".  


Mobilità, Ricci (Pd): "Città intelligenti? Futuro è intermodalità, più alberi e gestione acqua"


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09/15/2026 12:28 PM

(Adnkronos) - Il futuro degli spostamenti in città "è l'intermodalità". A sottolinearlo l'eurodeputato Pd Matteo Ricci, vicepresidente della Commissione per i trasporti e il turismo (Tran) del Parlamento Europeo ed ex sindaco di Pesaro durante il suo intervento (in videocollegamento) ...

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(Adnkronos) - Il futuro degli spostamenti in città "è l'intermodalità". A sottolinearlo l'eurodeputato Pd Matteo Ricci, vicepresidente della Commissione per i trasporti e il turismo (Tran) del Parlamento Europeo ed ex sindaco di Pesaro durante il suo intervento (in videocollegamento) ad Eco - Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in corso a Roma. "Quando a Pesaro abbiamo fatto la bicipolitana, 110 chilometri di ciclabili costruite come le linee di una metropolitana, abbiamo vinto una battaglia: oggi un pesarese su tre usa tutti i giorni la bicicletta, non perché a Pesaro siano più ambientalisti che in altre città, ma perché abbiamo dimostrato che in un centro medio, per l'80% pianeggiante, quasi sempre la bicicletta è il mezzo più veloce, più comodo, più sicuro e più semplice. E quindi - evidenzia Ricci - il futuro delle città è l'intermodalità, un sistema di spostamenti che unisce più mezzi tra metropolitana, bicicletta, autobus, macchina, magari in sharing".  

"Ovviamente - aggiunge - non c'è una soluzione che va bene in tutte le città. Ma con l'avvento delle biciclette e dei mezzi elettrici cambia anche la possibilità della micromobilità dando finalmente risposte alle città morfologicamente non pianeggianti".  

"Quest'estate torrida dimostra che per contrastare il cambiamento climatico anche le città dovranno adeguarsi - sostiene Ricci - Essere città intelligenti non significa soltanto avere sensori e app, ma significa avere luoghi pieni di ombra. Gli alberi in città faranno la differenza". Così come avere "città spugna, ovvero serve costruirle, dal punto di vista urbanistico e dei servizi, in modo tale che possa essere recuperata il più possibile l'acqua che cade. E' questo un modo di pensare le città in maniera intelligente: non soltanto tecnologia, ma applicare nei centri urbani le esigenze di questa era storica che purtroppo ci vede dentro un cambiamento climatico molto più veloce di quello che ci si immaginava". 

"Con la fine del Pnrr e un bilancio europeo standard poco sostanzioso, il rischio è che le risorse per accompagnare la transizione ecologica non siano sufficienti". A Bruxelles, spiega, "stiamo discutendo il Piano Sociale per il Clima, dentro il quale abbiamo la famosa questione degli Ets per i trasporti e l'edilizia. Solo per l'Italia possono venir fuori 9 miliardi per far fronte ai costi della transizione ecologica, ma il bilancio europeo 2028-2034, che approveremo entro la fine dell'anno, è troppo piccolo. Il Parlamento ha proposto di aumentarlo del 10%, ma i governi stanno proponendo di tagliare". 


Sostenibilità, studio: auto ancora dominante, mobilità sostenibile a macchia di leopardo


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09/15/2026 12:08 PM

(Adnkronos) - Gli italiani si muovono sempre di più dentro e fuori le città, ma la mobilità sostenibile resta ancora lontana da un livello soddisfacente: cresce, intanto, la domanda potenziale di cambiamento, che le politiche pubbliche possono intercettare. È questa ...

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(Adnkronos) - Gli italiani si muovono sempre di più dentro e fuori le città, ma la mobilità sostenibile resta ancora lontana da un livello soddisfacente: cresce, intanto, la domanda potenziale di cambiamento, che le politiche pubbliche possono intercettare. È questa una delle principali evidenze che emergono dalle anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfor 'Tendenze e prospettive della mobilità degli italiani' presentate oggi in occasione della giornata di apertura di Eco - Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti. 

Lo studio di Isfort evidenzia come nel 2025 il numero di spostamenti giornalieri sia cresciuto rispetto agli ultimi anni (101 vs gli 89 del 2021) ma non i km percorsi, con l’automobile che ha continuato a rappresentarne oltre il 60%, mentre il trasporto pubblico si è fermato sotto il 10%, mostrando ancora difficoltà nel recuperare le posizioni del 2019. Al tempo stesso, è cresciuto il ricorso alle due ruote, sia bicicletta e micromobilità, sia moto. L’Indice di Mobilità Sostenibile (Ims) elaborato da Isfort considerando la quota di spostamenti effettuati a piedi, in bicicletta/micromobilità e con il trasporto pubblico, si attesta nel 2025 al 34%, un valore sostanzialmente uguale a quello registrato nel 2000: in 25 anni, dunque, il livello complessivo di sostenibilità della mobilità degli italiani non ha compiuto significativi passi avanti, ma il quadro appare fortemente differenziato sul territorio e presenta diverse eccezioni virtuose. 

Nelle città con oltre 250mila abitanti il trasporto pubblico raggiunge il 18,4% degli spostamenti, oltre il doppio della media nazionale, mentre nei Comuni con meno di 50mila abitanti scende al 4-5%. Parallelamente, il peso dell’auto arriva a sfiorare il 75% nei piccoli Comuni e il 65% nel Mezzogiorno. Un divario che chiama direttamente in causa la capacità di investimento e di programmazione dei territori. 

“La transizione della mobilità si decide a Bruxelles, ma si fa nelle città (trasporto pubblico, ferroviario, qualità dell'aria e dello spazio) - ha sottolineato Matteo Ricci, europarlamentare e vicepresidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo - La partita vera è il bilancio europeo 2028-2034: la proposta della Commissione destina ai trasporti meno di 34 miliardi in sette anni, una cifra irrisoria come quella prevista per l’alta velocità (81 miliardi contro i 500 che servirebbero). Serve poi che Comuni possano accedere direttamente alle risorse, senza filiere. La mobilità sostenibile è giustizia sociale e va garantita. In Europa lavoriamo per rafforzare i diritti dei passeggeri e affinché si continui a finanziare le infrastrutture dei territori. In Italia tutto ciò però passa come una spesa da comprimere, non come un investimento decisivo”. 

Il divario nelle scelte di mobilità risente anche di fattori generazionali e di genere: la quota del trasporto pubblico è molto più alta tra i giovani 15,4% che nelle fasce di età mature 5,2%, mentre le donne mostrano scelte più sostenibili - in particolare per il peso maggiore della mobilità pedonale, dei mezzi pubblici e dell’auto in condivisione - sebbene superino di quasi dieci punti percentuali gli uomini nella mobilità dedicata alla gestione familiare (34,2% vs 25,1%). Un altro elemento rilevante registrato dal report riguarda la struttura degli spostamenti. Oltre l’80% dei viaggi avviene entro un raggio di 10 chilometri e l’85% dura meno di 30 minuti. La mobilità degli italiani si conferma quindi sempre più centrata sulla dimensione locale, con implicazioni importanti per le politiche urbane e per la progettazione dei servizi di mobilità. L’auto, inoltre, mantiene un carattere particolarmente pervasivo: viene utilizzata non soltanto per gli spostamenti di lavoro e sulle medie-lunghe distanze, ma anche per la gestione familiare e persino per tragitti di prossimità. Nel 2025 il 27,3% degli spostamenti fino a 2 km è stato effettuato in automobile, un dato che evidenzia ampi margini potenziali per un riequilibrio modale e per favorire modalità di spostamento più sostenibili, con effetti positivi sulla salute, grazie alla maggiore attività fisica e alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. 

La trasformazione delle città, però, non riguarda soltanto la mobilità in senso stretto. “La transizione ecologica si gioca anche nelle nostre città, dove si incontrano mobilità, infrastrutture e gestione delle risorse. Non possiamo procedere per compartimenti separati - ha evidenziato Simona Fontana, direttore generale Conai - Una mobilità più sostenibile, città più efficienti e una gestione corretta dei materiali e dei rifiuti fanno parte dello stesso percorso. Le nostre città devono essere sempre più vere miniere metropolitane che consumano meno risorse perché recuperano e reimmettono nell’economia quelle che già possiedono”. 

Interessanti indicazioni emergono dall’altro indice fornito dallo studio, la Propensione al Cambio Modale (Pcm), l’indicatore che misura la differenza tra la quota di cittadini che, rispetto all’attuale utilizzo di un mezzo, dichiara di volerlo usare di più e quella di chi vorrebbe utilizzarlo di meno. Nel 2025 questo indice resta negativo per l’automobile (-10,8), mentre è positivo per mezzi pubblici (+13,8) e soprattutto per la bicicletta (+25,2). I dati indicano quindi l’esistenza di una domanda potenziale di cambiamento, ma con una disponibilità molto più marcata verso bicicletta e trasporto pubblico rispetto ai servizi di sharing che comunque crescono di 2,5 punti. Il 23,8% degli italiani dichiara di voler diminuire l’uso dell’auto, contro il 12,9% che vorrebbe aumentarlo; per il trasporto pubblico il 36,3% vorrebbe aumentarne l’utilizzo, a fronte del 9% che vorrebbe ridurlo. Per la bicicletta, invece, il 38,2% vorrebbe utilizzarla di più e appena il 3,9% di meno. 

“La propensione al cambio modale ci dice che una parte degli italiani sarebbe disponibile a modificare le proprie abitudini di mobilità - sottolinea Carlo Carminucci, direttore della Ricerca di Isfort - Il desiderio di cambiare non si traduce automaticamente in un cambiamento dei comportamenti. Occorre creare le condizioni perché la disponibilità espressa dai cittadini possa trasformarsi in scelte concrete”. 

Per trasformare la disponibilità al cambio modale in comportamenti effettivi, una delle leve individuate è quella dell'integrazione dei servizi di mobilità, anche attraverso le tecnologie digitali. Il tema è stato approfondito da Giorgio Pizzi, dirigente della Divisione 4 della Direzione Generale Trasporto Pubblico Locale del Mit, che ha illustrato l’esperienza del MaaS for Italy (la sperimentazione promossa in 13 territori tra città e regioni per accelerare la trasformazione digitale della mobilità in Italia). “Il Mobility as a Service è un paradigma che prevede che l’offerta dei servizi di mobilità e trasporto dei vari operatori venga integrata e resa disponibile agli utenti mediante un canale digitale che includa le funzionalità di pianificazione del viaggio ed il relativo pagamento, con la possibilità di acquisire dei pacchetti prepagati. Il progetto MaaS for Italy ha sperimentato tale paradigma avvalendosi di un’infrastruttura centrale abilitante per le piattaforme che erogano i servizi agli utenti e che sia anche di supporto alla governance sul territorio nazionale”, spiega Pizzi. 

A completare il quadro sul ruolo dell’integrazione dei servizi, Maria Annunziata Giaconia, direttore Operations di Regionale, brand di Trenitalia (Gruppo Fs) che ha sottolineato il percorso intrapreso per rendere il trasporto collettivo sempre più semplice, integrato e sostenibile, attraverso strumenti come il Biglietto Digitale Regionale e il Tap&Tap, lo sviluppo dell’intermodalità e nuovi servizi digitali. “Un processo accompagnato dal rinnovo della flotta - dice - sono circa 1.009 i treni di nuova generazione già consegnati, che diventeranno 1.081 entro il 2027, per un investimento complessivo di 7 miliardi di euro. Treni più efficienti dal punto di vista energetico, accessibili e confortevoli, insieme a servizi sempre più digitali e integrati, contribuiscono a promuovere una mobilità sostenibile, semplificando l’esperienza di viaggio e favorendo il trasporto collettivo”. 

Il confronto ha evidenziato anche la necessità di superare una visione settoriale degli interventi sulla mobilità sostenibile. Paolo Ruffino, Senior Advisor di Haskoning, ha sottolineato l’importanza di integrare mobilità e trasformazione del territorio, collegando gli investimenti per la mobilità sostenibile alle grandi operazioni immobiliari, urbanistiche e infrastrutturali. Al centro del dibattito anche la necessità di misurare concretamente gli effetti delle politiche di mobilità. Fabrizio Penna, direttore generale Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha richiamato l’importanza di disporre di metodi e strumenti capaci di quantificare i benefici ambientali e sociali degli interventi, dalla riduzione delle emissioni alla minore incidentalità, fino al contenimento dell’inquinamento acustico. Il tema del rapporto tra emergenza climatica, scelte di mobilità e trasformazione dei territori è stato inoltre al centro del contributo di Enrico Giovannini, professore di Statistica economica e Sviluppo sostenibile e direttore scientifico e cofondatore di ASviS, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di valorizzare e condividere le esperienze capaci di tradurre gli obiettivi dell’Agenda 2030 in azioni concrete sui territori, anche attraverso iniziative come la Call ASviS 2026, dedicata alle buone pratiche per lo sviluppo sostenibile. 

A Eco si è parlato anche di istruzione ed educazione ambientale, con l’intervento di Vincenzo Mannino, consigliere per il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, presenti un centinaio di studenti delle classi superiori dei licei romani Avogadro, Giordano Bruno e Montessori. Mannino evidenzia come “l’affermazione della centralità della persona è oggi valore guida dell’attività del ministero, un valore che deve essere al centro di ogni innovazione e anche delle politiche di mobilità sostenibile. Negli ultimi anni abbiamo rafforzato la presenza dell’educazione ambientale all’interno delle scuole, con il varo delle nuove linee guida sull’educazione civica, promuovendo anche azioni concrete con iniziative di ecologia pratica volte alla tutela, alla protezione e allo sviluppo del paesaggio”. 

Sui temi energetici si sofferma, infine, Chicco Testa, presidente Assoambiente: “Il mondo oggi dipende ancora dai combustibili fossili e il consumo di carbone continua ad aumentare per soddisfare bisogni crescenti di elettricità in diverse parti del mondo. Questa richiesta è destinata in futuro a svilupparsi ulteriormente per esigenze di mobilità, di raffreddamento e per i data center che si svilupperanno sui nostri territori. Servirà tanta energia che sarà necessario produrre anche attraverso centrali nucleari. Guardando al futuro della mobilità, non credo sarà possibile per tutti avere un’auto elettrica, ma ritengo che la tecnologia alla spina sarà il supporto più adatto per le future flotte di auto condivise e taxi a guida autonoma 


Manovra, Federlegnoarredo: detrazione al 65% per efficientamento energetico e proroga bonus mobili, serve continuità


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09/15/2026 12:00 PM

(Adnkronos) - “Le indiscrezioni di stampa sulle misure allo studio per la prossima legge di Bilancio rappresentano un segnale positivo per la filiera legno-arredo. Accogliamo pertanto con favore l’ipotesi di rafforzare al 65% la detrazione per gli interventi di ...

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(Adnkronos) - “Le indiscrezioni di stampa sulle misure allo studio per la prossima legge di Bilancio rappresentano un segnale positivo per la filiera legno-arredo. Accogliamo pertanto con favore l’ipotesi di rafforzare al 65% la detrazione per gli interventi di efficientamento energetico sulle abitazioni principali e di prorogare il bonus mobili per il 2027”. Lo sottolinea FederlegnoArredo, commentando le anticipazioni sulla prossima Manovra e ricordando come “sia indispensabile una pianificazione a lungo termine di queste misure, onde evitare che un approccio ‘stop and go’ disorienti il consumatore finale con conseguenze negative sulle dinamiche di mercato”. 

“Rafforzare l’incentivo all’efficientamento energetico, includendo in modo chiaro serramenti e schermature solari e prolungare il bonus mobili, per FederlegnoArredo - dichiara Claudio Feltrin, presidente FederlegnoArredo - significa sostenere contemporaneamente consumi, competitività industriale e obiettivi di transizione energetica.Ci auguriamo pertanto che queste ipotesi possano trovare conferma nel percorso di definizione della manovra.  

Il bonus mobili è una misura che negli anni ha dimostrato di sostenere la domanda interna, accompagnando gli interventi di ristrutturazione e generando ricadute positive lungo tutta la nostra filiera. La proroga garantirebbe continuità a uno strumento ormai consolidato, evitando anche un brusco rallentamento degli investimenti da parte delle famiglie. “Altrettanto importante - conclude Feltrin - è l’ipotesi di portare al 65% la detrazione per gli interventi di efficientamento energetico. In questo quadro è fondamentale che serramenti e schermature solari siano esplicitamente ricompresi nella misura. Sono interventi che contribuiscono concretamente alla riduzione dei consumi energetici e, allo stesso tempo, sostengono un settore importante della nostra filiera”. 


Ora solare 2026, il cambio 'conviene'?


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09/15/2026 11:14 AM

(Adnkronos) - Minori consumi di energia con benefici economici e ambientali: l'ora legale presenta ancora numerosi vantaggi per lo Stato, le imprese e i cittadini. Difficile però tracciare un bilancio a lungo termine che tenga conto di tutti gli ...

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(Adnkronos) - Minori consumi di energia con benefici economici e ambientali: l'ora legale presenta ancora numerosi vantaggi per lo Stato, le imprese e i cittadini. Difficile però tracciare un bilancio a lungo termine che tenga conto di tutti gli effetti del cambio dell'ora. Proprio da qui dovrebbe partire la ricerca nei prossimi anni. In vista del prossimo ritorno dell'ora solare (domenica 25 ottobre), Antonio Disi, responsabile del Laboratorio Strumenti per la Promozione dell’Efficienza Energetica (Dipartimento Enea, Unità per l’Efficienza Energetica), esamina con Adnkronos vantaggi e svantaggi dello spostamento delle lancette due volte all'anno analizzando i dati energetici disponibili per l’Italia e alcune delle evidenze scientifiche più recenti. 

L’ora legale fa risparmiare energia? Come si traduce in benefici economici e ambientali?  

"Sì, in Italia l’ora legale continua a produrre un risparmio di energia elettrica, anche se il beneficio si è progressivamente ridotto rispetto al passato, soprattutto perché l’illuminazione incide meno sui consumi grazie alla diffusione dei Led e di tecnologie più efficienti. Per i sette mesi compresi tra il 29 marzo e il 25 ottobre 2026, Terna stima un minor consumo di circa 302 milioni di kWh, equivalenti al consumo medio annuo di 115mila famiglie. Il beneficio economico per il sistema elettrico nazionale è valutato in circa 80 milioni di euro, mentre la riduzione delle emissioni è stimata in 142mila tonnellate di CO2. Si tratta, naturalmente, di valori previsionali, ottenuti confrontando i consumi attesi con quelli che si avrebbero mantenendo l’ora solare. Il dato di lungo periodo aiuta però a comprendere la dimensione del fenomeno: secondo Terna, tra il 2004 e il 2025 l’ora legale avrebbe consentito un minor consumo complessivo di oltre 12 miliardi di kWh, con un beneficio economico cumulato stimato in circa 2,3 miliardi di euro". 

Quali sono i vantaggi per lo Stato, le imprese e i cittadini?  

"Il vantaggio più direttamente quantificabile riguarda il sistema elettrico. Una parte delle attività quotidiane si svolge quando è ancora disponibile luce naturale, ritardando il ricorso all’illuminazione artificiale. L’effetto non è uniforme durante tutti i sette mesi ma tende a essere più rilevante in primavera e in autunno e più contenuto nei mesi centrali dell’estate, quando le giornate sono già molto lunghe. Per lo Stato e per il sistema Paese questo significa minori consumi elettrici, una riduzione della spesa complessiva per l’energia e minori emissioni associate alla produzione di elettricità. Per le imprese, soprattutto nei settori del commercio, del turismo, della ristorazione, dello sport e del tempo libero, la maggiore disponibilità di luce nelle ore serali può favorire la frequentazione degli spazi e prolungare alcune attività. Non si tratta però di un beneficio uniforme ma l’effetto varia molto in relazione al settore, al territorio e alle abitudini della popolazione. Per i cittadini il vantaggio principale consiste nell’avere più luce naturale nella parte della giornata in cui, terminati il lavoro o la scuola, si concentrano maggiormente gli spostamenti e le attività all’aperto. Alcuni studi associano questa maggiore disponibilità di luce serale a possibili benefici per l’attività fisica, la sicurezza stradale e la riduzione di alcune forme di criminalità. Le evidenze non sono però univoche e devono essere distinte dagli effetti, generalmente di breve durata, prodotti dal cambio dell’ora sul sonno e sui ritmi circadiani". 

Il bilancio a lungo termine è positivo?  

"È la domanda più interessante, ma anche quella alla quale la ricerca invita a rispondere con maggiore cautela. Prima di tutto bisogna distinguere due fenomeni: i giorni a ridosso del cambio dell’ora e l’intero periodo dell’ora legale. Gli effetti del cambio sono relativamente ben studiati. Una recente meta-analisi condotta su dodici studi in dieci Paesi stima, ad esempio, un aumento di circa il 4% del rischio di infarto miocardico acuto dopo il passaggio primaverile. Anche in Italia abbiamo evidenze interessanti: uno studio basato sui dati amministrativi Inail 2013-2017 ha rilevato un aumento del 2% degli infortuni sul lavoro nei primi tre giorni successivi all’introduzione dell’ora legale. L’effetto, però, scompare nei giorni successivi. Questo è un punto importante. Gli effetti osservati immediatamente dopo lo spostamento delle lancette ci dicono molto sul costo della transizione, ma non ci dicono quale sia il bilancio dei sette mesi di ora legale. Per valutare quest’ultimo bisognerebbe costruire un vero controfattuale, confrontando ciò che accade durante i sette mesi di ora legale con ciò che sarebbe accaduto negli stessi mesi mantenendo l’ora solare. E bisognerebbe farlo considerando insieme consumi energetici, emissioni, salute, incidentalità, attività economiche e comportamenti. Oggi abbiamo buone evidenze su alcuni singoli effetti, ma non credo sia scientificamente corretto affermare che esista già un bilancio complessivo e definitivo, positivo o negativo". 

Perché c’è un dibattito sull'abolizione del cambio dell'ora?  

"Perché il problema coinvolge dimensioni diverse e, in parte, contrapposte. Da un lato ci sono il risparmio energetico e i possibili benefici derivanti dalla maggiore disponibilità di luce nelle ore serali; dall’altro gli effetti sui ritmi circadiani e quelli associati allo spostamento delle lancette due volte l’anno. Credo che sia proprio la confusione tra questi due piani a rendere spesso poco chiaro il dibattito. Dimostrare che nei giorni successivi al cambio primaverile aumentano alcuni rischi non significa automaticamente dimostrare che sette mesi di ora legale abbiano un saldo negativo. Allo stesso modo, i 302 GWh di minori consumi stimati da Terna non sono sufficienti, da soli, per concludere che il saldo complessivo sia positivo. Dal punto di vista della ricerca, la domanda interessante diventa allora un’altra: quanto vale per una società spostare un’ora di luce naturale dalla mattina alla sera? Non soltanto in termini di energia risparmiata, ma considerando insieme effetti economici, ambientali, sanitari e comportamentali. È probabilmente su questo bilancio complessivo che sarebbe utile concentrare maggiormente la ricerca nei prossimi anni". 


Ora solare, Napoli (Confapi): "Meglio ora legale permanente, benefici per pmi"


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09/15/2026 11:00 AM

(Adnkronos) - “Come Confapi siamo favorevoli all’ora legale permanente. Riteniamo, infatti, che possa migliorare le condizioni operative delle pmi industriali e ridurre gli oneri organizzativi legati agli adeguamenti periodici nei sistemi informatici, nella produzione, nella logistica e nella ...

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(Adnkronos) - “Come Confapi siamo favorevoli all’ora legale permanente. Riteniamo, infatti, che possa migliorare le condizioni operative delle pmi industriali e ridurre gli oneri organizzativi legati agli adeguamenti periodici nei sistemi informatici, nella produzione, nella logistica e nella sincronizzazione con partner internazionali. La soppressione dei cambi stagionali dell’ora dovrebbe però avvenire a condizione che la riforma sia attuata in modo coordinato a livello europeo, con tempi certi e un quadro armonizzato, per garantire benefici reali al sistema produttivo e alle nostre pmi”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Francesco Napoli, vice presidente nazionale di Confapi, interviene sul dibattito sul ritorno dell'ora solare a partire dal 25 ottobre, e sugli effetti per le imprese e l'economia.  

E secondo Napoli il dibattito sul tema dovrebbe portare a una decisione ormai necessaria. “Il tema del cambio stagionale dell’ora -spiega Napoli- è un passaggio rilevante che tocca aspetti strutturali del funzionamento dell’economia europea, da inserire in una riflessione sull’efficienza dei sistemi regolatori, sulla competitività delle imprese e sulla coerenza del mercato interno. In un contesto economico e tecnologico profondamente mutato, il superamento dell’alternanza oraria rappresenta una misura di semplificazione burocratica”. 

Per il vice presidente di Confapi "sul piano energetico il beneficio" dell'ora legale permanente "esiste ma è oggi più contenuto: secondo i dati Terna (marzo 2026), in Italia l’ora legale comporta un risparmio annuo di circa 302 milioni di kWh, pari al fabbisogno di oltre 115.000 famiglie, con un beneficio economico di circa 80 milioni di euro nel 2026; dal 2004 al 2025 il risparmio complessivo è stato superiore a 12 miliardi di kWh, pari a circa 2,3 miliardi di euro. Tuttavia, tali benefici risultano sempre più limitati per effetto dell’adozione di tecnologie a basso consumo (led), della diffusione di sistemi intelligenti di gestione dell’energia e dell’aumento dei consumi legati alla climatizzazione estiva”. 

 

Ma i vantaggi dell'ora legale permanente secondo Napoli sarebbero sul benessere personale, a patto di un coordinamento europeo sulla proposta. "Il cambio stagionale dell’ora è associato a effetti sui ritmi biologici e sul benessere individuale, mentre la sua eliminazione contribuirebbe a una maggiore stabilità dei ritmi quotidiani. Resta essenziale il coordinamento europeo: il rischio di una frammentazione dei fusi orari, derivante da scelte autonome degli Stati membri, potrebbe creare criticità per commercio, trasporti e aviazione e distorcere il mercato interno. L’adozione dell’ora legale permanente, insomma, va armonizzata e dovrebbe essere accompagnata da una sperimentazione di almeno un anno e da una valutazione di impatto approfondita e multisettoriale con il coinvolgimento delle parti sociali”, conclude Napoli.  


Manovra, Angeleri (Assosoftware): "Con 'Investo Digitale' possibili 6,48 mld di euro di investimenti"


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09/15/2026 10:15 AM

(Adnkronos) - Supportare e accelerare la digitalizzazione delle micro e piccole imprese italiane. E' l'obiettivo di 'Investo Digitale', una proposta per la prossima legge di bilancio che lancia Assosoftware, associazione nazionale che rappresenta e tutela gli interessi di aziende ...

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(Adnkronos) - Supportare e accelerare la digitalizzazione delle micro e piccole imprese italiane. E' l'obiettivo di 'Investo Digitale', una proposta per la prossima legge di bilancio che lancia Assosoftware, associazione nazionale che rappresenta e tutela gli interessi di aziende che realizzano software applicativo-gestionale, come spiega il presidente Pierfrancesco Angeleri intervistato da Adnkronos/Labitalia. La proposta, promossa insieme ad Aiip, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni, prevede 3,623 miliardi di euro di risorse pubbliche in tre anni, pari in media a 1,208 miliardi l’anno, e secondo le stime dell'Associazione potrebbe raggiungere 578.496 beneficiari e attivare complessivamente 6,48 miliardi di euro di investimenti, con un effetto leva di 1,79 euro per ogni euro pubblico. 

Presidente Angeleri, perchè proponete 'Investo Digitale' per la prossima legge di bilancio e quale limite degli incentivi attualmente disponibili intende colmare?  

Investo Digitale nasce dalla necessità di accelerare la digitalizzazione delle micro e piccole imprese italiane, che continuano a incontrare difficoltà nell’adozione di software, cloud, intelligenza artificiale e strumenti di cybersicurezza. Gli incentivi esistenti si sono concentrati soprattutto sui beni materiali e risultano spesso troppo complessi per le realtà meno strutturate. La nostra proposta è invece un contributo diretto, semplice e pluriennale, aperto anche agli studi professionali e agli enti del Terzo settore, che finanzi non soltanto l’acquisto delle tecnologie, ma anche la loro implementazione, la formazione e la consulenza necessarie per utilizzarle realmente. 

La proposta ricalca alcuni aspetti del 'Kit Digital spagnolo'. Quali elementi volete riprendere e in cosa dovrebbe distinguersi la versione italiana?  

Il 'Kit Digital' spagnolo ha dimostrato che con una procedura interamente online, voucher facilmente accessibili e una rete di fornitori qualificati permettono di raggiungere rapidamente centinaia di migliaia di piccole imprese. È soprattutto questo modello di attuazione semplice e capillare che vogliamo riprendere. Investo Digitale avrebbe però un perimetro più ampio: comprenderebbe stabilmente formazione, consulenza, intelligenza artificiale, cybersicurezza, certificazioni e servizi continuativi, premiando inoltre le soluzioni sviluppate in Europa. Il contributo sarebbe erogato in relazione all’effettiva messa in funzione degli strumenti, non al loro semplice acquisto. 

Oltre ad Assosoftware, quali associazioni sostengono la proposta e come è nata questa alleanza?  

La proposta è promossa insieme ad Aiip, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni. È un’alleanza significativa perché riunisce l’offerta digitale e il tessuto produttivo che dovrebbe utilizzare queste tecnologie: commercio, artigianato, professioni e piccola industria. Le associazioni possono inoltre svolgere un ruolo concreto nell’informazione, nell’accompagnamento delle imprese e nella diffusione territoriale della misura. Investo Digitale non vuole essere un incentivo settoriale, ma una politica orizzontale per la produttività dell’intero sistema economico. Si tratta di una parte considerevole dell'economia italiana per la quale innovare è di vigtale importanza. Il Cnel segnala che l’adozione di tecnologie digitali è associata, in Italia, a un premio di produttività nell’ordine del 15-30%, particolarmente marcato nei servizi ad alta intensità di conoscenza; lo stesso rapporto evidenzia inoltre che le imprese innovative presentano in media una produttività superiore di circa il 20% rispetto a quelle non innovative 

Quanto costerebbe 'Investo Digitale' e quale impatto potrebbe avere sulla crescita economica del Paese?  

La proposta prevede 3,623 miliardi di euro di risorse pubbliche in tre anni, pari in media a 1,208 miliardi l’anno. Secondo le nostre stime, potrebbe raggiungere 578.496 beneficiari e attivare complessivamente 6,48 miliardi di euro di investimenti, con un effetto leva di 1,79 euro per ogni euro pubblico. Nello scenario centrale, l’aumento della produttività delle imprese beneficiarie sarebbe compreso tra il 2,8% e il 3,7%, mentre l’impatto cumulato sul Pil nel medio termine si collocherebbe tra lo 0,45% e lo 0,65%. Nello scenario di attuazione accelerata, caratterizzato da procedure rapide, adesione elevata e accompagnamento tecnico, l’effetto potrebbe raggiungere lo 0,75-0,95% del Pil. Si tratta naturalmente di stime preliminari elaborate dai promotori, che indicano un ordine di grandezza e dovranno essere approfondite nel confronto con le istituzioni. 


Mobilità, meno emissioni e più alberi con 'Magis bike Challenge'


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09/14/2026 02:26 PM

(Adnkronos) - Il Gruppo Magis aderisce anche quest’anno alla Settimana Europea della Mobilità con due iniziative dedicate ai propri dipendenti pensate per promuovere una mobilità casa-lavoro più sostenibile, anche in occasione del Bike to Work Day, la Giornata ...

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(Adnkronos) - Il Gruppo Magis aderisce anche quest’anno alla Settimana Europea della Mobilità con due iniziative dedicate ai propri dipendenti pensate per promuovere una mobilità casa-lavoro più sostenibile, anche in occasione del Bike to Work Day, la Giornata Internazionale che ricorre il 18 settembre. 

Il 16 settembre torna nelle sedi del Gruppo il 'Muoviamoci Bene Day', giunto alla sua seconda edizione. Per l'occasione, a tutti i collaboratori e le collaboratrici che raggiungeranno il posto di lavoro senza utilizzare l'automobile sarà offerta una colazione in azienda: un piccolo gesto per premiare le scelte di mobilità sostenibile e per sensibilizzare l'intera comunità aziendale sui benefici degli spostamenti a basso impatto. La prima edizione dell'iniziativa aveva già registrato un'ottima partecipazione, con oltre 150 persone coinvolte tra le sedi di Verona e Vicenza: un risultato che il Gruppo punta quest'anno a confermare e superare. 

Proprio la mattina del 18 settembre, in occasione del 'Bike to Work Day', Gruppo Magis presenterà ai colleghi interessati, tramite un webinar dedicato, la 'Magis Bike Challenge', la nuova sfida aziendale che invita a scegliere la bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro. Lo slogan scelto per l'iniziativa è: 'Accetta la sfida: vai al lavoro in bici!'. La Challenge prenderà il via il 1° ottobre 2026 e si concluderà il 30 giugno 2027. Non sarà soltanto una competizione individuale tra colleghe e colleghi perché il contributo di ogni partecipante concorrerà a generare un impatto positivo sull'ambiente e sulla qualità della vita quotidiana. Al termine della competizione, infatti, tutti i chilometri complessivamente percorsi in bicicletta dai partecipanti saranno convertiti nella corrispondente quantità di anidride carbonica non immessa in atmosfera e il Gruppo Magis si impegnerà a piantumare nei comuni di Verona e Vicenza un numero di alberi in grado di assorbire la quantità equivalente di CO2. Meno emissioni grazie all’utilizzo della bicicletta e più alberi capaci di assorbire anidride carbonica: un doppio beneficio per l'ambiente e per i territori in cui il Gruppo opera. 

“Promuovere comportamenti più sostenibili significa innanzitutto creare le condizioni perché ciascuno possa contribuire, attraverso le proprie scelte quotidiane, a un cambiamento più ampio - osserva Federico Testa, presidente di Magis - Con il Muoviamoci Bene Day e la Magis Bike Challenge vogliamo coinvolgere direttamente le nostre persone, trasformando la mobilità casa-lavoro in un’occasione concreta di sensibilizzazione e di partecipazione. La forza di iniziative come queste sta proprio nella capacità di sommare tanti piccoli gesti individuali per generare un risultato collettivo, a beneficio dell’ambiente e dei territori in cui viviamo e operiamo. È questo, in fondo, il significato di Magis: fare di più, insieme”. 

“La mobilità cittadina si costruisce anche grazie al fondamentale contributo di chi, ogni giorno, fa impresa sul nostro territorio. Il fatto che realtà come Magis abbiano scelto di investire in questa direzione, affiancandosi ad altre aziende che hanno già intrapreso lo stesso percorso, rappresenta un segnale importante”, dice Tommaso Ferrari, assessore alla mobilità del Comune di Verona. 

Per Cristiano Spiller, assessore alla mobilità del Comune di Vicenza, “la Settimana Europea della Mobilità è l’occasione per sperimentare iniziative e nuove forme di mobilità, da tradurre poi in comportamenti quotidiani. È davvero lodevole che anche importanti aziende come Magis si pongano questo tema e sviluppino iniziative per i propri dipendenti, perché favorire un cambio modale verso spostamenti sempre più sostenibili genera un beneficio non solo individuale ma anche collettivo: riduce il traffico e la pericolosità sulle strade, fa bene all’ambiente e alla salute delle persone”. 


Sciopero dei medici di famiglia il 15 e 16 settembre: visite e ricette a rischio


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09/14/2026 02:18 PM

(Adnkronos) - Domani e mercoledì 16 settembre, sciopero nazionale dei medici, promosso dal Sindacato medici italiani (Smi) contro l'accordo stralcio sulle Case della comunità del 23 giugno scorso.  

 

Lo Smi spiega quali sono le motivazioni della protesta ...

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(Adnkronos) - Domani e mercoledì 16 settembre, sciopero nazionale dei medici, promosso dal Sindacato medici italiani (Smi) contro l'accordo stralcio sulle Case della comunità del 23 giugno scorso.  

 

Lo Smi spiega quali sono le motivazioni della protesta che vede al centro un secco "no al debito orario nelle Case di comunità e al ruolo unico in Medicina generale". Il sindacato dice, poi, "sì all'istituzione del doppio canale con accesso volontario alla dipendenza, sì all'attivazione della scuola di specializzazione universitaria in Medicina generale, sì alla reintroduzione dell'area della Medicina dei servizi, sì all'implementazione degli organici del 118 e sì al riconoscimento di adeguate tutele (infortunio, maternità, etc.)".  

Durante lo sciopero sono previste manifestazioni e assemblee a Roma, Rieti, Milano Palermo, Napoli e Pescara. "In assenza di impegni precisi della parte pubblica, i medici sono stati costretti allo sciopero", dichiara la segreteria nazionale dello Smi, rivolgendo un "appello a tutti i medici, iscritti Smi e non, per un'azione unitaria di difesa della professione". "Continueremo, da parte nostra, nell'impegno per la difesa della dignità dei medici e per il diritto alla salute dei cittadini", assicura la sigla. 

 

Questo il calendario delle manifestazioni e assemblee in programma per domani, martedì 15 settembre. Roma: dalle 10 alle 13, presso la sede del sindacato, assemblea aperta a tutti i medici del Lazio in via Sambucuccio d'Alando al civico numero9. A Napoli dalle 11.30 presso la sede della Rai in via Guglielmo Marconi al 9. A Pescara dalle 9.30 presso l'Hotel Regent al Lungo Mare Colombo Cristoforo al 64. A Palermo dalle 10.30 in piazza Ottavio Ziino, sede assessorato alla Salute Regione Siciliana. A Milano dalle 10 alle 12 Smi aderisce alla manifestazione organizzata dalla Lamg (Libera associazione di Medicina generale) in piazza Duca d'Aosta. 


Bridal & tourism in Italy , wedding tourism e turismo esperienziale in primo piano


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09/14/2026 12:27 PM

(Adnkronos) - Sposarsi in Italia è vivere e condividere un’esperienza da sogno di totale immersione nella ricchezza architettonica, naturalistica, culturale e culinaria del Bel Paese. Questo è quello che chiedono gli stranieri, Vip compresi, come le nozze di Dua Lipa ...

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(Adnkronos) - Sposarsi in Italia è vivere e condividere un’esperienza da sogno di totale immersione nella ricchezza architettonica, naturalistica, culturale e culinaria del Bel Paese. Questo è quello che chiedono gli stranieri, Vip compresi, come le nozze di Dua Lipa hanno recentemente ricordato al mondo, con una cerimonia blindata e milionaria di tre giorni, tra Palermo e Bagheria, con oltre 200 ospiti del calibro di Elton John, Madonna e Donatella Versace. Continua a crescere il giro di affari del wedding tourism, un fenomeno particolare di turismo che consiste nell'organizzazione di matrimoni in una nazione diversa da quella di origine e che coinvolge lo spostamento per più giorni in Italia non solo della coppia di sposi stranieri ma anche degli invitati, generando un indotto economico significativo.  

La più importante fiera B2B del settore è la BMII – Bridal & tourism in Italy che ospiterà 70 buyer internazionali presso Hotel Cristoforo Colombo Eur di Roma, il 3 e 4 novembre, per favorire l’incontro tra domanda e offerta, incentivando l’internazionalizzazione e l’attività di incoming. Una manifestazione, giunta alla 12a edizione, che conferma la sua centralità strategica nei progetti di promozione e sviluppo a livello territoriale, nazionale e internazionale.  

Nata nel 2014 per rispondere alla crescente richiesta di matrimoni di stranieri su suolo italiano, negli anni la BMII ha ampliato il suo target e oggi non promuove esclusivamente il Destination wedding ma tutto il turismo esperienziale. Il progetto si è evoluto e sviluppato in una piattaforma B2B dedicata non solo ai professionisti del matrimonio, ma anche a tutti gli operatori del turismo italiano. L'evento mette in relazione buyer internazionali con imprese italiane dell'ospitalità, del wedding, del turismo e delle esperienze, promuovendo l'Italia come destinazione d'eccellenza per matrimoni, lune di miele, celebrazioni ed esperienze di viaggio. 

 

"BMII rappresenta oggi una piattaforma di promozione di tutto il comparto turistico Made in Italy", sottolinea Ottorino Duratorre, presidente BMII, la cui società è specializzata da oltre 30 anni in eventi del settore Moda-Sposa e Turismo ed è organizzatrice anche delle manifestazioni internazionali RomaSposa e Roma Travel Show. "Dalla prima edizione a oggi - spiega - i numeri legati al wedding tourism sono aumentati significativamente, assumendo le dimensioni di un business trasversale per l’attività di incoming, che posizionano l’Italia con le sue meraviglie e le sue eccellenze tra i principali marketplace del settore. Tutti vogliono sposarsi in Italia e le nozze incidono sempre di più sulla filiera, un fenomeno che solo nello scorso anno, con oltre 16.000 matrimoni di coppie straniere registrati, ha superato la soglia di 1 miliardo di euro di fatturato".  

"Ma perché - sottolinea - limitare il sogno solo alle coppie che vogliono giurarsi amore eterno? Il matrimonio è il punto di partenza e fa da volano per tutto il comparto turistico. Ogni evento genera infatti un flusso di ospiti che scoprono destinazioni, strutture ricettive, produzioni locali, cultura, enogastronomia ed esperienze, contribuendo allo sviluppo economico dei territori. Per questo BMII si propone oggi come punto di incontro tra il settore bridal e quello turistico, promuovendo l'intero ecosistema dell'ospitalità italiana sui mercati internazionali". 

L’Italia è una delle nazioni preferite dai viaggiatori e dai promessi sposi di tutto il mondo, che continuano a sceglierla come destinazione di eventi che durano più giorni. Per le nozze sempre più di tendenza sono i festeggiamenti della durata di una settimana che prolungano l’esperienza, arricchendola di escursioni di gruppo, degustazioni di vini locali e cene e feste pre e post matrimonio. Il wedding rappresenta sempre un importante motore di incoming turistico, perché gli ospiti dei matrimoni diventano turisti che soggiornano diversi giorni sul territorio. 

 

BMII favorisce l'incontro tra la filiera wedding e quella turistica e oggi, oltre a wedding planner e fornitori del matrimonio, partecipano hotel, resort, dimore storiche, ville, Destination management company, tour operator, consorzi turistici, enti di promozione territoriale, strutture ricettive, compagnie di servizi ed esperienze che promuovono l'Italia come destinazione per vivere un'esperienza di viaggio completa. Tra dimore storiche e location mozzafiato, gustando ottimi cibo e vino, per vivere un’esperienza immersiva nello stile e nella cultura italiana. 

Il workshop e la piattaforma sono un incontro tra domanda e offerta che nelle diverse edizioni di BMII ha già ospitato 15.000 appuntamenti con 1000 buyer provenienti da Australia, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cina, Cipro, Croazia, Danimarca, Emirati Arabi, Francia, Germania, Giappone, India, Irlanda, Israele, Lettonia, Libano, Malta, Marocco, Moldavia, Montenegro, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Puerto Rico, Qatar, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svezia, Thailandia, Turchia, Ungheria, Uruguay e Venezuela, ma sono sempre di più i profili interessati a partecipare, dai diversi continenti. 


Grande Ristorazione Italiana, mercato da 8,5 miliardi, a Immense nuova fotografia di Anir Confindustria


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09/14/2026 12:00 PM

(Adnkronos) -   

Circa 4.500 imprese, 150 mila lavoratrici e lavoratori e 8,5 miliardi di euro di fatturato. Sono i numeri della Grande Ristorazione italiana elaborati dal Centro Studi Anir Confindustria e che saranno presentati domani, 15 settembre, all’Auditorium dell’Ara ...

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Circa 4.500 imprese, 150 mila lavoratrici e lavoratori e 8,5 miliardi di euro di fatturato. Sono i numeri della Grande Ristorazione italiana elaborati dal Centro Studi Anir Confindustria e che saranno presentati domani, 15 settembre, all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma durante Immense 2026 – Italia, Storie Immense. Grande Ristorazione, Cibo Pubblico. La fotografia riguarda il perimetro dei servizi di ristorazione organizzata, continuativa e industriale rappresentato da Anir Confindustria. Al suo interno, la ristorazione collettiva vale 4,5 miliardi di euro, conta circa 1.000 imprese e 100 mila lavoratrici e lavoratori e garantisce ogni giorno servizi nelle scuole, negli ospedali, nelle strutture assistenziali, nei luoghi di lavoro e nelle grandi comunità. La presentazione dei dati coincide con un’altra ricorrenza significativa. Il 14 settembre 2016 entrava in vigore la legge 166, conosciuta come legge Gadda, che ha favorito il recupero delle eccedenze e il contrasto agli sprechi alimentari. 

Dieci anni dopo, per Anir Confindustria la sfida riguarda sempre più anche la prevenzione dello spreco nell’organizzazione del servizio. Programmazione della domanda, monitoraggio dei consumi e del gradimento, menu e porzioni, processi produttivi e misurazione degli scarti sono strumenti attraverso i quali la ristorazione collettiva può intervenire prima che il cibo diventi eccedenza. Lo spreco diventa così anche un indicatore di efficienza e qualità verificabile del servizio: un terreno sul quale sostenibilità, capacità organizzativa e uso dei dati possono produrre risultati misurabili. La nuova fotografia della Grande Ristorazione e il decennale della legge contro lo spreco saranno due dei punti di partenza di Immense, la piattaforma promossa da Anir Confindustria per mettere a confronto imprese, Governo, Parlamento e stakeholder sul futuro della ristorazione collettiva e del Cibo Pubblico. "I numeri mostrano che la Grande Ristorazione è una componente strutturale dell’economia dei servizi e del welfare quotidiano del Paese - afferma Massimo Piacenti, presidente di Anir Confindustria - Parliamo di imprese e lavoratori che operano ogni giorno nella scuola, nella sanità, nel lavoro e nell’assistenza. A questa responsabilità devono corrispondere condizioni economiche e regole capaci di sostenere nel tempo qualità, sicurezza, lavoro e continuità del servizio".  

Il confronto di Immense riguarderà anche le regole che determinano concretamente quella qualità. Per Anir, nei contratti pubblici il valore richiesto in gara deve poter essere mantenuto per tutta la durata del servizio: attraverso criteri orientati al best value, una revisione ordinaria dei prezzi effettivamente applicabile, il corretto riconoscimento del costo del lavoro e sistemi capaci di verificare i risultati in esecuzione. Una questione che assume rilievo anche nel confronto aperto sul futuro del public procurement europeo. "Immense serve a trasformare i numeri del settore in agenda e proposta - sottolinea Paolo Valente, direttore generale di Anir Confindustria e ideatore della manifestazione - Scenari di riferimento, Grande Ristorazione, prevenzione dello spreco, qualità, lavoro e regole dei contratti sono questioni strettamente connesse. Il punto è costruire le condizioni perché il valore richiesto al servizio possa essere realmente garantito ogni giorno". La quinta edizione di Immense si terrà martedì 15 settembre all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma e riunirà imprese, istituzioni, rappresentanze, ricerca e cultura. Al centro, una questione concreta: quali condizioni servono perché qualità, sostenibilità e continuità del Cibo Pubblico possano essere garantite e verificate lungo tutta la durata del servizio. 


Barilla, lo stabilimento di Rubbiano Sughi celebra i suoi 15 anni


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09/14/2026 11:01 AM

(Adnkronos) - Lo stabilimento Barilla di Rubbiano Sughi, inaugurato nel 2012, ha celebrato i suoi quindici anni aprendo le porte del sito produttivo alle "proprie persone e alle loro famiglie". Un momento pensato per condividere un traguardo che appartiene a ...

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(Adnkronos) - Lo stabilimento Barilla di Rubbiano Sughi, inaugurato nel 2012, ha celebrato i suoi quindici anni aprendo le porte del sito produttivo alle "proprie persone e alle loro famiglie". Un momento pensato per condividere un traguardo che appartiene a tutta la comunità dello stabilimento e per raccontare un luogo che, oltre a impianti e tecnologie, è fatto di competenze, relazioni e storie. Quello di Rubbiano è un percorso iniziato molto prima di questi 15 anni. È qui che nel 1965 Barilla aveva aperto il suo primo stabilimento fuori dalla città di Parma destinato alla produzione di un bene diverso dalla pasta, con la produzione di fette biscottate e grissini Mulino Bianco. Nel 2012, quasi cinquant’anni dopo, il sito ha accolto una nuova sfida industriale con la nascita dello stabilimento dedicato a sughi e pesti. 

All'apertura, contava 120 dipendenti e due linee produttive, con una capacità di circa 35.000 tonnellate di sughi all’anno. Da allora, lo stabilimento ha conosciuto una crescita costante: oggi Rubbiano è arrivato a contare oltre 400 dipendenti, con 136 ingredienti lavorati e combinati in 44 ricette. Nel 2024 è entrata in funzione la quinta linea produttiva che ha consentito di aumentare la capacità dello stabilimento di circa 15.000-18.000 tonnellate di sughi all’anno, portando Rubbiano verso una capacità complessiva di circa 120.000 tonnellate annue, quasi cinque volte quella con cui lo stabilimento era stato inaugurato nel 2012.  

“Sono entrata a Rubbiano cinque anni fa, iniziando dalla cucina, e in questi anni ho avuto l’opportunità di crescere passando dal confezionamento al controllo qualità fino al ruolo di conduttore di confezione - racconta Ilaria Bertola, conduttrice di confezione di Rubbiano Sughi - Mi sento fortunata perché Barilla ha creduto in me e mi ha dato la possibilità di crescere insieme allo stabilimento. Per me è una famiglia, un gruppo di persone che lavora bene insieme, e mi piacerebbe continuare a farne parte anche in futuro".  

Dietro ogni vasetto di sugo o pesto prodotto a Rubbiano c’è un processo industriale nel quale qualità e sicurezza alimentare rappresentano priorità fondamentali, dalla scelta delle materie prime alla lavorazione, fino al prodotto che arriva sulle tavole dei consumatori. Lo stabilimento produce per il mercato italiano e per i mercati di tutto il mondo e oggi la sua produzione si divide indicativamente tra il 60% di sughi a base rossa, con il pomodoro protagonista, e il 40% di pesti. Un portafoglio ampio che comprende 44 ricette, realizzate a partire da 136 ingredienti, ciascuno valorizzato e lavorato nel rispetto degli elevati standard Barilla di qualità, igiene e sicurezza alimentare. Ogni giorno a Rubbiano vengono grattugiate circa 100 forme di Parmigiano Reggiano, per un totale di circa 30.000 forme all’anno, a testimonianza della scala produttiva dello stabilimento e, allo stesso tempo, della cura dedicata alle materie prime che entrano nelle ricette. 

L’attenzione alla qualità delle materie prime si accompagna a un percorso di innovazione continua. Nel 2020 Barilla ha definito la propria Carta del Basilico, con l’obiettivo di promuovere pratiche agricole sostenibili, tutelare la biodiversità e la salute del suolo e valorizzare le comunità agricole. Il basilico destinato ai pesti e ai sughi Barilla proviene da agricoltura sostenibile nel rispetto dei criteri previsti dal sistema di certificazione ISCC PLUS. 


Polizza sanitaria integrativa docenti e ATA, come aderire e cosa copre


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09/14/2026 10:25 AM

(Adnkronos) - Da giorno 10 settembre il personale scolastico può aderire alla polizza sanitaria integrativa. Il servizio di assicurazione integrativa delle spese sanitarie sarà erogato da Unisalute in coassicurazione con Poste Assicura spa e Intesa San Paolo Protezione spa. Un’...

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(Adnkronos) - Da giorno 10 settembre il personale scolastico può aderire alla polizza sanitaria integrativa. Il servizio di assicurazione integrativa delle spese sanitarie sarà erogato da Unisalute in coassicurazione con Poste Assicura spa e Intesa San Paolo Protezione spa. Un’apposita nota del MIM è stata inviata a tutti gli interessati – dirigenti scolastici, docenti, educatori, personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola e ai dipendenti del Ministero – per fornire specifiche indicazioni e informazioni in merito alle modalità di adesione. Le domande devono essere inviate entro il 20 settembre. A fare il punto Daniela Rosano segretaria generale Anief. “Hanno diritto all’assicurazione sanitaria - spiega - quasi tutti i lavoratori del ministero, a partire dai dirigenti scolastici, i docenti con contratto al 30 giugno e 31 agosto, il personale Ata con contratto al 30 giugno e 31 agosto, ovviamente tutti quelli con contratto a tempo indeterminato, docenti e Ata, il personale educativo, il personale in comando e distaccato, i dipendenti del Ministero dell'Istruzione e i dirigenti del Ministero dell'Istruzione. Al momento sono esclusi purtroppo soltanto i supplenti brevi, cioè coloro che hanno una supplenza che termina prima del 30 giugno. Anief ritiene che servirebbero ulteriori risorse stanziate per i supplenti brevi”. 

 

La platea si aggira intorno a 1.250.000 persone. Lo stanziamento complessivo è di 320 milioni di euro per quattro anni e la copertura decorre a partire dal 30 settembre 2026 e fino al 29 settembre 2030. Si deve aderire adesso e fino al 20 settembre, ma per fortuna ci saranno ulteriori finestre temporali per aderire per chi non ha ancora il contratto registrato, perché ci sono i nostri colleghi precari che purtroppo hanno la supplenza che sta per essere assegnata. Per chi intanto può farlo, il nostro consiglio è di aderire alla polizza: serve un semplice collegamento al link diretto che è possibile recuperare dalle FAQ del Ministero, oppure si può accedere direttamente dal sito del Ministero” 

E i supplenti?  

Ma ci saranno altre aperture? A quanto pare sì: “per fortuna ci saranno ulteriori finestre temporali per aderire per chi non ha ancora il contratto registrato, perché ci sono i nostri colleghi precari che purtroppo hanno la supplenza che sta per essere assegnata”, queste le parole di Daniela Rosano di Anief. 

La nota di Valditara  

Ecco cosa ha scritto il ministro Valditara nella nota in questione: “Carissimi, sin dall’inizio del mio incarico governativo ho voluto indirizzare l’attività del Ministero verso il riconoscimento del ruolo, del valore e del prestigio di coloro che, pur nelle diverse funzioni, operano nella Scuola e per la Scuola al fine di ridare a tutti la dovuta autorevolezza. Per tale ragione, a partire dal 2023 ho promosso numerose iniziative volte a realizzare un’operazione di sistema finalizzata a garantire sempre maggiore valorizzazione economica e tutele a beneficio dei dirigenti scolastici, dei docenti, degli educatori, del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola e dei dipendenti del Ministero. In tale cornice, è particolarmente significativo quanto attuato in ambito sanitario che ha segnato il raggiungimento di un traguardo storico, vale a dire la possibilità, per tutto il personale operante nella Scuola, di usufruire, gratuitamente, di una polizza assicurativa integrativa delle spese sanitarie”. 

“Conseguire questo traguardo ha richiesto un complesso lavoro e un impegno economico considerevole, pari a 320 milioni di euro per il quadriennio 2026/2029, che permette, a oltre un milione e duecentomila dipendenti, di usufruire di una copertura assicurativa sanitaria. Si tratta di una misura di welfare che si aggiunge a quelle già operative e consolidate nel tempo, a iniziare dalla copertura assicurativa per il personale scolastico – volta ad ampliare l’ambito di applicazione della protezione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali – proseguendo con una serie di agevolazioni e di scontistiche di cui si può usufruire in diversi settori come, ad esempio, quello del trasporto aereo e ferroviario e quello bancario. I risultati raggiunti testimoniano la cura e l’attenzione poste nei vostri confronti che, vi assicuro, continueranno con il mio impegno per la valorizzazione e il concreto riconoscimento del fondamentale lavoro svolto da tutti voi”.  

Chi sono i beneficiari?  

La polizza riguarda i dirigenti scolastici, il personale docente, educativo e ATA, sia a tempo indeterminato sia, nei casi previsti, a tempo determinato annuale o fino al termine delle attività didattiche. Per il personale a tempo determinato la copertura vale per la durata dell’incarico. Sono inclusi anche i dipendenti e i dirigenti del Ministero in servizio presso gli uffici centrali e periferici e il personale utilizzato, distaccato o comandato. 

La scadenza  

La polizza ha efficacia dal 30 settembre 2026 al 29 settembre 2030. Le variazioni degli assicurati dovute a nuove assunzioni, pensionamenti, decessi o interruzioni del rapporto di lavoro vengono comunicate dal Ministero con cadenza mensile; gli effetti decorrono, di norma, dal primo giorno del mese successivo alla comunicazione. La copertura opera sul territorio italiano e prevede un limite di età di 71 anni, purché il dipendente sia ancora in servizio. 

Quali prestazioni sono comprese  

Il Piano opera indipendentemente dalle condizioni fisiche dell’assicurato e comprende anche malattie croniche, recidivanti e pregresse, comprese quelle diagnosticate prima dell’attivazione della polizza. Le principali garanzie riguardano: ricovero per grande intervento chirurgico; ricovero senza intervento per grave evento morboso; day hospital e day surgery; interventi chirurgici ambulatoriali; indennità sostitutiva in caso di ricovero; parto; prevenzione odontoiatrica; implantologia; assistenza in caso di non autosufficienza permanente; prevenzione secondaria; accesso a tariffe sanitarie agevolate; servizi di consulenza. 

Il massimale complessivo è pari a 600.000 euro per annualità assicurativa e per singolo assistito, fatti salvi gli specifici sottolimiti previsti per alcune prestazioni. 

Ricoveri e grandi interventi chirurgici  

Per i grandi interventi chirurgici compresi nell’apposito elenco sono coperte, tra le altre, le spese per équipe chirurgica e anestesiologica, sala operatoria, materiali e protesi applicate durante l’intervento, assistenza medica e infermieristica, diagnostica, terapie, rette di degenza e prestazioni collegate effettuate nei 90 giorni precedenti e nei 90 giorni successivi al ricovero. Sono inoltre previste, entro specifici limiti, le spese per l’accompagnatore e per il trasporto dell’assistito. 

Nelle strutture convenzionate UniSalute paga direttamente la struttura, con uno scoperto del 10% e un massimo non indennizzabile di 4.000 euro per evento. Il ricorso a strutture private non convenzionate è ammesso, in forma di rimborso, soltanto se nella provincia di residenza non sono presenti strutture convenzionate e dopo preventiva verifica con la centrale operativa. 

Grave evento morboso  

La copertura opera anche in caso di ricovero senza intervento chirurgico dovuto a uno dei gravi eventi morbosi elencati nella Guida, comprendendo rette di degenza, assistenza sanitaria, accertamenti e prestazioni effettuate nei 90 giorni precedenti e successivi al ricovero, purché correlate all’evento. Tra gli eventi indicati figurano, ad esempio, infarto miocardico acuto, neoplasie maligne, coma, gravi eventi cerebrovascolari e alcune patologie neurologiche quando determinino un’invalidità permanente superiore al 66%. 

Indennità per ricovero a carico del SSN  

Se l’assicurato è ricoverato con intervento chirurgico interamente a carico del Servizio sanitario nazionale e non richiede altri rimborsi collegati all’evento, è prevista un’indennità di 50 euro al giorno, con franchigia di 5 giorni e per un massimo di 40 giorni per annualità assicurativa. 

In caso di parto non a carico del SSN è previsto un rimborso massimo di: 2.500 euro per parto naturale; 4.000 euro per parto cesareo. Non sono applicati scoperti o franchigie, nei limiti della fattura sanitaria. 

Per la prevenzione odontoiatrica il Piano prevede ogni anno una visita specialistica e una seduta di igiene orale, da effettuare nella stessa occasione. Il massimale è di 100 euro e si applica uno scoperto del 15%. Per l’implantologia è previsto un massimo di quattro impianti per annualità, con massimale complessivo di 2.400 euro per assistito e limite di 600 euro per singolo impianto. 

In caso di non autosufficienza permanente è riconosciuto un rimborso fino a 500 euro al mese per un massimo di quattro anni, per spese sanitarie e socioassistenziali documentate. La condizione deve essere totale e permanente, derivare da malattia o infortunio diagnosticato durante la copertura e impedire lo svolgimento di almeno 3 delle 6 attività elementari della vita quotidiana, quali lavarsi, vestirsi, nutrirsi, mantenere la continenza e spostarsi autonomamente. 

Prevenzione secondaria  

Una volta l’anno l’assicurato può usufruire, presso strutture convenzionate e previa prenotazione, di pacchetti di prevenzione. Sono previsti un pacchetto cardiovascolare, comprendente esami di laboratorio, ECG e visita cardiologica, e pacchetti di prevenzione oncologica per donne e uomini sopra i 40 anni. Per le donne è possibile scegliere, tra l’altro, visita ginecologica con Pap test, visita senologica con ecografia oppure mammografia; per gli uomini è prevista la visita urologica con PSA. 

Tariffe agevolate anche per i familiari  

Accanto alle prestazioni assicurative vere e proprie, la polizza mette a disposizione il servizio SiSalute Up, che consente sia agli assicurati sia ai familiari di accedere a visite specialistiche, diagnostica, odontoiatria, fisioterapia e interventi chirurgici a tariffe agevolate presso strutture convenzionate. Il servizio è gestibile tramite l’App SiSalute Up. Per i familiari maggiorenni occorre un codice di attivazione richiesto dal titolare; i familiari minorenni possono essere attivati direttamente tramite l’App del titolare. Il servizio ha durata di 12 mesi dalla data di attivazione. 

Come utilizzare la copertura  

Per le strutture convenzionate è necessario ottenere la preventiva autorizzazione di UniSalute. Occorre inoltre verificare che non solo la struttura, ma anche il medico scelto, sia convenzionato. La guida raccomanda l’utilizzo dell’area clienti UniSalute, attraverso la quale è possibile prenotare le prestazioni di prevenzione, consultare le strutture convenzionate, richiedere rimborsi, controllarne lo stato, aggiornare i propri dati e consultare i documenti relativi al Piano. Analoghe funzioni sono disponibili tramite l’App UniSalute Up, compreso l’invio delle richieste di rimborso mediante caricamento delle fatture e della documentazione. 

Come chiedere il rimborso  

La richiesta può essere inoltrata online allegando la documentazione in formato elettronico. In linea generale sono richiesti il modulo di rimborso e la documentazione sanitaria e di spesa pertinente; per i ricoveri occorre anche la cartella clinica completa della SDO. Lo stato delle richieste può essere seguito nell’area riservata, dove sono indicati l’importo rimborsato, quello rimasto a carico dell’assicurato, eventuali documenti mancanti e le motivazioni di un mancato pagamento. 

Attenzione alle esclusioni  

La copertura non riguarda indistintamente tutte le spese sanitarie. Sono previste specifiche esclusioni, tra cui, a titolo esemplificativo, determinati difetti fisici o malformazioni preesistenti, prestazioni meramente estetiche, pratiche di procreazione medicalmente assistita, alcuni ricoveri di lunga degenza e cure odontoiatriche diverse da quelle espressamente previste dal Piano. 

 

 


Sigep World 2027, Ieg lancia una sfida 'globale'


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09/14/2026 10:05 AM

(Adnkronos) - Raddoppiare i top buyer, dai 502 del 2026 a circa 1.000: è l’obiettivo di SIGEP World, che riunisce le eccellenze di gelato, pasticceria, panificazione, pizza, cioccolato e caffè. La 48ª edizione della manifestazione di Italian Exhibition Group (IEG) alla Fiera di ...

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(Adnkronos) - Raddoppiare i top buyer, dai 502 del 2026 a circa 1.000: è l’obiettivo di SIGEP World, che riunisce le eccellenze di gelato, pasticceria, panificazione, pizza, cioccolato e caffè. La 48ª edizione della manifestazione di Italian Exhibition Group (IEG) alla Fiera di Rimini dal 23 al 27 gennaio 2027 ripartirà dai numeri 2026: 1.300 brand, 138.000 metri quadrati, 30 padiglioni, operatori da 160 Paesi (quasi 1 visitatore su 4 dall’estero) e +33% di espositori stranieri. I 502 top buyer da 74 Paesi, arrivati grazie a Agenzia Ice e Maeci, avevano generato 5.851 business meeting. Nel 2027 spazio alle catene retail, travel catering e hôtellerie di lusso, e con un nuovo Guest Country, International Pavilion, delegazioni estere e business matchmaking internazionali. 

''Il raddoppio dei top buyer con esperienze dedicate, segna la trasformazione di Sigep World – dichiara Ilaria Cicero, Global Exhibition Director della Divisione Food & Beverage di IEG e CEO di IEG Asia (Singapore) –. SIGEP è oggi un network globale che costruisce tutto l'anno relazioni tra imprese, mercati e culture, con un'offerta che abbraccia l'intera filiera, dalle materie prime alle tecnologie più avanzate''. 

Tra le filiere di Sigep World, il gelato resta centrale. E i dati confermano l’importanza del comparto. Per Claudio Pica, segretario generale Aig Associazione Italiana Gelatieri (più di 3.800 esercizi iscritti), l’aumento medio dei consumi di gelato, a volume, è stimabile in un + 2% rispetto alla stagione turistica 2025: ''Possiamo suddividere l'Italia in tre zone: in quelle balneari la crescita è stata del 12% rispetto al 2025, mentre nelle residenziali siamo intorno all’8%. Per quanto riguarda le grandi città siamo intorno a un +1%. Per i consumi pomeridiani, segnati dal caldo torrido, la preferenza è andata a granite e sorbetti». Pica aggiunge: «Va però sottolineato come la redditività delle gelaterie sia calata del 6% per la ‘tassa del caldo’, che ha aumentato i costi di luce e raffrescamento; e il costo del personale qualificato''. 

 

Il brand Sigep è ormai un network internazionale, con eventi in tre continenti e una community che dialoga tutto l’anno. A luglio Sigep Asia è tornata al Marina Bay Sands Expo di Singapore con la Gelato World Cup – Asia Selection. Sigep Usa tornerà negli Stati Uniti dal 13 al 15 aprile 2027 mentre Sigep China sarà a Shanghai a giugno 2027. Sigep Meets the World, rivolto a potenziali espositori, buyer e media, dopo Chicago, San Paolo, Ho Chi Minh e Tokyo, toccherà a Varsavia, Istanbul, Monaco di Baviera e Parigi - con Agenzia Ice, Camere di Commercio. Completano la strategia i Sigep Ambassador, tra cui i vincitori della Gelato World Cup attivi nei mercati chiave.  

Grande novità del 2027 sarà il Vietnam in qualità di Guest Country. Parliamo di uno dei mercati più dinamici del Foodservice mondiale: il comparto fuori casa è infatti atteso a 45,2 miliardi di dollari entro il 2031 (dai 24,8 del 2025, +10% l’anno). Il Paese è il secondo produttore globale di caffè e primo esportatore di Robusta, con export in crescita del 58,8%. In collaborazione con Agenzia Ice e Icham, il progetto porterà a Rimini una delegazione governativa e nuovi buyer qualificati. 

I dati confermano l’importanza dell’export e quindi del network globale di SIGEP World. Secondo ICE-Eurostat, nel 2025 l’export di gelato italiano nel primo trimestre 2026 ha già segnato un +19% rispetto allo stesso periodo del 2025 (121 milioni di euro contro 102). Dall’Australia (l’Oceania ha raggiunto gli 8,8 milioni di euro in export di gelato) ai mercati più dinamici del globo, sono sempre più numerose le realtà della gelateria italiana che sperimentano crescite sostanziali. Gelato Messina, celebre gelateria artigianale australiana, rappresenta un caso di successo dell'eccellenza italiana, con una crescita tra il 3 al 5% in tutti gli ultimi 5 anni. «È stato un altro anno eccellente per noi e il mercato del gelato in Australia ha raggiunto il suo apice di forza e competitività», ribadisce il fondatore Nick Palumbo. 

 

La filiera tecnologica a Sigep World comprende il Kitchen Equipment Hub, vetrina mondiale delle tecnologie Foodservice, e il Digital District per robotica, AI e servizi digitali. Tra le novità, “The Orbital Kitchen” con Bex (Beyond Exploration Expo, manifestazione organizzata sempre da IEG), cucina con AI e soluzioni smart replicabili sulla Terra; sistemi per purificare l’acqua, macchinari per la pasta. Un advisory board Efcem-Anima dialogherà in fiera con le associazioni europee del comparto. 

A Sigep World debutterà il nuovo concept dedicato alla pasticceria e al caffè d’eccellenza per l’hôtellerie di lusso con Executive e Pastry Chef internazionali. Vision Plaza ospiterà il think tank SIGEP Vision. Al Sustainability District arriveranno Symposium e area cupping, mentre torneranno Gelato World Cup – Europe Selection, con 8 nazioni verso la finale 2028; e poi Bread in the City – Bakery World Cup con Richemont Club; i 7 Campionati Italiani Baristi con SCA validi per il World Coffee Events. Il Pizza Club ospiterà personaggi e appuntamenti come 50TOP Pizza. Infine Sigep Academy, una giornata per gli studenti, Discover Gelato con UIF e ACOMAG e il Concorso Sigep Giovani. 

  


ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti - Diretta del 15 settembre


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09/14/2026 09:48 AM

(Adnkronos) - Mobilità, innovazione, ambiente e trasformazione delle città saranno al centro della nuova edizione di ECO – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in programma a Roma (Centro Congressi Piazza di Spagna, via Alibert 5A) il 15 e 16 ...

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(Adnkronos) - Mobilità, innovazione, ambiente e trasformazione delle città saranno al centro della nuova edizione di ECO – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in programma a Roma (Centro Congressi Piazza di Spagna, via Alibert 5A) il 15 e 16 settembre nella Settimana Europea della Mobilità 2026.  

Due mattinate di incontri, approfondimenti e interviste che metteranno a confronto istituzioni, imprese, esperti e rappresentanti del mondo della ricerca sui principali cambiamenti che stanno interessando il modo di muoversi e di vivere le città, toccando diversi temi: educazione ambientale, forestazione urbana, iniziative efficaci nel contrasto al cambiamento climatico, desertificazione commerciale dei centri urbani, mobilità elettrica e automazione alla guida, Mobility-as-a-service, economia circolare, sicurezza e qualità della vita. 


Seminari Dop, al Consorzio mozzarella bufala si presenta il libro del direttore Foglio Cerasa


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09/14/2026 08:18 AM

(Adnkronos) - Ultimo appuntamento per la seconda edizione di 'Seminari Dop-Incontri di gusto', il progetto del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, che lega cultura e valorizzazione delle eccellenze del territorio. L’evento di chiusura si ...

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(Adnkronos) - Ultimo appuntamento per la seconda edizione di 'Seminari Dop-Incontri di gusto', il progetto del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, che lega cultura e valorizzazione delle eccellenze del territorio. L’evento di chiusura si terrà nella sede del Consorzio (ingresso libero all’interno delle Regie Cavallerizze della Reggia di Caserta) venerdì 18 settembre alle ore 16.30, con la presentazione del libro L’antidoto, scritto dal direttore del quotidiano 'Il Foglio' Claudio Cerasa. Il volume affronta i temi della libertà, dell’ambiente e della tecnologia, proponendo un manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo.  

Ad aprire l’incontro saranno i saluti di Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di tutela. Interverranno la giornalista Rosaria Capacchione, lo scrittore Antonio Pascale, la dirigente scolastica Antonella Serpico e il direttore del Consorzio Pier Maria Saccani. Sarà presente l’autore Claudio Cerasa, protagonista del confronto sui temi e sulle idee al centro del suo volume. L’iniziativa nasce in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore Giordani di Caserta. Al termine della presentazione, gli ospiti saranno accompagnati in un percorso alla scoperta della Mozzarella di Bufala Campana Dop. 

“Chiudiamo il secondo ciclo di iniziative confrontandoci con un libro di grande attualità, che riassume il senso del progetto, ovvero dare vita a occasioni di riflessione, abbinando libri e degustazioni, nella certezza che il cibo è cultura, condivisione e leva per lo sviluppo di un territorio”, commenta il presidente Raimondo. 


Milano, Gruppo Cap collabora a indagini su sversamenti Naviglio


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09/14/2026 08:17 AM

(Adnkronos) - In merito alla nuova segnalazione registrata nei giorni scorsi presso la frazione di Cascinazza (Robecco sul Naviglio), i tecnici di Gruppo Cap sono tempestivamente intervenuti per supportare le operazioni di contenimento e le verifiche delle Autorità competenti. ...

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(Adnkronos) - In merito alla nuova segnalazione registrata nei giorni scorsi presso la frazione di Cascinazza (Robecco sul Naviglio), i tecnici di Gruppo Cap sono tempestivamente intervenuti per supportare le operazioni di contenimento e le verifiche delle Autorità competenti. La ricostruzione puntuale della dinamica e dell’origine dello scarico - spiega il Gruppo Cap - potrà essere definita solo al completamento delle verifiche e dei controlli attualmente in corso da parte delle Autorità preposte. 

Gruppo Cap conferma di continuare a monitorare i flussi e a offrire la massima collaborazione alle Forze dell'Ordine, ad Arpa e alle Amministrazioni Locali. 


L'estate 2026 con l'auto elettrica, il racconto tra caldo record e bollini neri


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09/11/2026 12:00 PM

(Adnkronos) - Climatizzazione, ricariche e tariffe: l’estate 2026 alla guida dell'auto elettrica è stata superata senza stress. Il caldo eccezionale di quest’anno e i consueti bollini neri delle grandi partenze non hanno inciso in maniera negativa stando alle esperienze ...

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(Adnkronos) - Climatizzazione, ricariche e tariffe: l’estate 2026 alla guida dell'auto elettrica è stata superata senza stress. Il caldo eccezionale di quest’anno e i consueti bollini neri delle grandi partenze non hanno inciso in maniera negativa stando alle esperienze degli utenti registrate da Adiconsum che attraverso il presidente nazionale, Giovanni De Cristofaro, coadiuvato da Mauro Vergari, responsabile per le tematiche della Sostenibilità ambientale, ricostruisce con Adnkronos l’esperienza degli e-driver in questa stagione 2026 eccezionalmente torrida. 

Il caldo, e il relativo uso del climatizzatore, insieme al pieno carico del veicolo per gli spostamenti di diversi giorni alzano chiaramente i consumi dell’auto, elettrica e non, ma senza incidere sul comfort di viaggio. "Sulle elettriche moderne, in un viaggio estivo, l’incremento è in genere di circa il 10%, più contenuto rispetto all’inverno. 

La pompa di calore e la gestione termica riducono gli sprechi, soprattutto con il freddo invernale; in estate il climatizzatore a regime assorbe circa 1-1,5 kWh (circa 5-7 km di autonomia) all’ora. Un consumo che ovviamente non impedisce i viaggi lunghi, come dimostra il diffuso traffico elettrico verso l’Italia sia dei turisti stranieri sia degli automobilisti italiani. Adiconsum, su questo specifico aspetto, non riceve segnalazioni: per questo riteniamo che non costituisca un problema per chi viaggia", spiega De Cristofaro.  

File per le ricariche del veicolo nelle giornate da bollino nero? Su questo punto va fatta una precisazione. "Occorre distinguere nettamente la ricarica ultraveloce (Hpc) presente generalmente su autostrade e strade a percorrenza veloce da quella lenta/media in Ac presente principalmente nelle aree urbane. Sulle Hpc, non ci risultano criticità strutturali nemmeno nelle giornate da bollino nero. Il ricambio alle colonnine è continuo: in 20-25 minuti la sosta è in genere conclusa e lo stallo si libera", racconta il presidente Adiconsum, precisando che "in Ac il quadro può essere diverso. È più facile trovare stalli occupati, soprattutto in località di villeggiatura o in Comuni con pochi punti di ricarica. Qui il tema non è l’auto elettrica in sé, ma organizzazione e numero di stalli: una sosta lenta tiene occupata la colonnina per ore e, dove l’offerta è scarsa, si notano più facilmente code o postazioni 'occupate'". 

Ma nel complesso, rassicura l'associazione che con il progetto 'Green Circle - Abita e Muoviti' assiste i consumatori proprio su queste tematiche, "le segnalazioni su questo punto sono minime. La rete di ricarica continua a crescere proporzionalmente al numero delle auto elettriche in circolazione e la ricarica è garantita". 

Nel complesso la disponibilità di infrastrutture di ricarica è buona anche se il quadro non è omogeneo. "Cinque anni fa la risposta sarebbe stata critica: in autostrada i punti erano insufficienti e il viaggio in elettrico andava costruito con attenzione. Oggi, però, non è più così. Secondo l’ultima rilevazione di Motus-E, in Italia ci sono 84.564 punti di ricarica pubblici. Il 54% delle aree di servizio autostradali è già dotato di infrastruttura; a queste si aggiungono le colonnine Dc e Hpc subito fuori dai caselli, ormai parte integrante dell’offerta di viaggio. È sempre più frequente, in autostrada, trovare il pittogramma della ricarica elettrica accanto a quello dei carburanti tradizionali: un segnale concreto di normalizzazione del servizio - spiega - La copertura, purtroppo però, non è ancora omogenea. Per questo Adiconsum chiede da tempo investimenti prioritari nel Mezzogiorno, sulle autostrade e nelle aree a domanda turistica. Nei centri di villeggiatura molti esercizi di accoglienza si stanno attrezzando: comprendendo che la ricarica è anche uno strumento di marketing". 

Temperature da record in questa estate 2026; ciononostante i veicoli e i loro apparati elettronici non hanno subito conseguenze dirette. "Dalle segnalazioni che ci arrivano e dalla nostra esperienza diretta non emerge un’emergenza sistemica di 'crash da caldo'. E’ evidente, però, che il grande caldo causato dalla crisi climatica potrebbe in rari casi colpire gli apparati elettronici presenti sia nelle auto termiche che in quelle elettriche che comunque sono progettate per le alte temperature. Possono invece capitare, soprattutto d’estate, problemi di blackout a causa dell’elevato uso della rete elettrica che rendono difficile la ricarica come del resto renderebbe impossibile anche il rifornimento di carburanti tradizionali", chiarisce. 

Più articolato il discorso per app e tariffe. "Questo nuovo mercato è complesso. Sulla stessa colonnina che si decide di utilizzare il prezzo dell’energia elettrica può variare anche del 40-70% a seconda dell’app utilizzata, cioè dell’operatore con cui si paga. La ricarica domestica costa in media 2-3 volte meno di quella pubblica. Chi usa la rete di ricarica in pubblico, se non vuole spendere una sproposito, dovrebbe invece dotarsi di un’app di comparazione e scegliere l’operatore che in quel momento offre la tariffa migliore. Consiglio concreto per chi usa l’auto elettrica: confrontare sempre le tariffe prima di attaccare il cavo. Spesso ci sono anche promozioni ma vanno cercate e attivate", afferma il presidente di Adiconsum ricordando che l'associazione ha creato l’Osservatorio Nazionale dei prezzi della ricarica elettrica, in collaborazione con l’App TariffEV, che pubblica tabelle con i prezzi della ricarica in pubblico in Italia suddivise per velocità e offerte. 

Un'esperienza da viaggio da pianificare? "In un viaggio lungo è importante ma non indispensabile, per la guida di tutti i giorni non è necessaria. La necessità di pianificazione dipende anche dall’auto elettrica che si usa: non tutte le auto hanno un pianificatore di viaggio all’altezza. Le auto con i computer di bordo di qualità, indicando la destinazione, forniscono informazioni, specificando a quale colonnina fermarsi, quanta energia caricare fino alla successiva ricarica, quando ripartire e ottimizzando l’intero viaggio con i tempi più bassi. In alternativa, conviene usare un route planner di app terze ma in questo caso serve anche conoscere la propria vettura - potenza di ricarica accettata e autonomia reale in autostrada - e, se possibile, far coincidere le ricariche con le soste fisiologiche e la pausa pranzo, per ottimizzare i tempi".  

"Pianificare serve per ottimizzare il viaggio ma non per limitare l'ansia da autonomia che è un falso problema - chiarisce - Senza pianificazione il viaggio può andare comunque a buon fine, rischiando però di spendere di più in soldi e tempo. Con i picchi di traffico estivi, improvvisare è il modo più sicuro per perdere ore e alzare il conto". Utile in questo senso può essere verificare le esperienze degli altri automobilisti su forum e social. 

Il viaggio in auto elettrica appare dunque promosso in questa estate 2026, pur con aspetti da migliorare. "L’esperienza è decisamente positiva. Per chi parte con un minimo di preparazione e può integrare ricarica domestica in partenza e/o destinazione, l’esperienza estiva è ottimale: silenzio, comfort, costi di esercizio ancora competitivi in rapporto con il termico. Per chi viaggia 'come con il pieno di benzina' - senza box, senza app multiple, senza pianificazione - l’estate 2026 conferma i limiti strutturali che l’Osservatorio denuncia da oltre un anno: prezzi alle colonnine ancora alti e poco trasparenti, rete disomogenea, servizio non regolato come pubblica utilità", conclude il presidente di Adiconsum, ricordando le proposte dell'associazione: "Riconoscere la ricarica pubblica come servizio di pubblica utilità; tariffe massime calmierate; trasparenza obbligatoria; infrastrutture con priorità a Sud, autostrade e aree turistiche; concessioni più lunghe; sostegno a chi non ha box; una Piattaforma Europea di confronto prezzi". "Senza queste correzioni l’elettrico resterà conveniente soprattutto per chi ricarica a casa. La transizione, invece, deve essere equa e per tutti", avverte. 


Al Salone Margherita di Napoli il Forum Innovazione & Sostenibilità 2026


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09/08/2026 03:53 PM

(Adnkronos) - Il 17 settembre, presso il Teatro Salone Margherita di Napoli, si terrà la decima edizione del Forum Innovazione & Sostenibilità, l’evento annuale di Comunicazione Italiana dedicato ai temi dell’innovazione sostenibile, della valorizzazione dei territori, della blue economy ...

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(Adnkronos) - Il 17 settembre, presso il Teatro Salone Margherita di Napoli, si terrà la decima edizione del Forum Innovazione & Sostenibilità, l’evento annuale di Comunicazione Italiana dedicato ai temi dell’innovazione sostenibile, della valorizzazione dei territori, della blue economy e del rapporto tra imprese, istituzioni e comunità nei processi di transizione. Promosso dall’Associazione For Human Community, il Forum costituisce la seconda tappa della Blue Green Week 2026, che prenderà il via il 16 settembre con la cerimonia di premiazione della terza edizione del Blue Green Economy Award e si concluderà dal 18 al 20 settembre con l’appuntamento velistico B2B Forum Sailing Cup. 

La giornata del 17 settembre si aprirà alle 9:15 con i saluti istituzionali di rappresentanti della Giunta comunale. Alle 9:30 prenderà quindi il via l’Opening Talk Show “Sustainability Voice: Istituzioni, territori e transizione: le sfide di chi governa il cambiamento”. A condurre il confronto sarà Simone Tani, senior fellow della School of Governance della Luiss Guido Carli. Interverranno Antonio Coviello, ricercatore del Cnr e docente dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli; Benino Maddaluno, direttore generale di Asia Napoli; Chiara Marciani, assessore alle Politiche Sociali, Giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli; e Carlo Marfisi, direttore territoriale di Enac. Il programma proseguirà mettendo in relazione esperienze, politiche e modelli di innovazione sostenibile: i progetti premiati al Blue Green Economy Award 2026 saranno presentati come casi di impatto e possibili benchmark per imprese, città e comunità, in un momento condotto da Tullia Cautiello, presidente dell’Associazione For Human Community, e Assia Viola, delegata Ferpi Campania. Le altre sessioni affronteranno temi come la credibilità della comunicazione Esg, il rapporto tra impatto dichiarato e reale, la mobilità sostenibile e la valorizzazione dei territori. 

Il Forum è organizzato con il patrocinio del Comune di Napoli. L’evento si pregia della collaborazione di Azienda Napoletana Mobilità A.N.M. in qualità di Official Partner, Adnkronos in qualità di Main Media Partner, nCore HR e Spods in qualità di Content Partner, Tinexta Infocert in qualità di Forum Partner, DiVita Tours in qualità di Partner Associativo, Canale Energia e FASI.eu in qualità di Media Partner. 


Eco Fest '26, le strategie per la mobilità sostenibile e le città di domani


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09/08/2026 12:50 PM

(Adnkronos) - Mobilità, innovazione, ambiente e trasformazione delle città saranno al centro della nuova edizione di Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in programma a Roma (Centro Congressi Piazza di Spagna, via Alibert 5A) il 15 e 16 ...

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(Adnkronos) - Mobilità, innovazione, ambiente e trasformazione delle città saranno al centro della nuova edizione di Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in programma a Roma (Centro Congressi Piazza di Spagna, via Alibert 5A) il 15 e 16 settembre nella Settimana Europea della Mobilità 2026. Due mattinate di incontri, approfondimenti e interviste che metteranno a confronto istituzioni, imprese, esperti e rappresentanti del mondo della ricerca sui principali cambiamenti che stanno interessando il modo di muoversi e di vivere le città, toccando diversi temi: educazione ambientale, forestazione urbana, iniziative efficaci nel contrasto al cambiamento climatico, desertificazione commerciale dei centri urbani, mobilità elettrica e automazione alla guida, Mobility-as-a-service, economia circolare, sicurezza e qualità della vita.  

L'edizione 2026 si aprirà, il 15 settembre, con i saluti istituzionali di Matteo Ricci, eurodeputato e vicepresidente Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo, e di Veronica Nicotra, segretario generale Anci. Spazio poi ai nuovi scenari della mobilità italiana, con Carlo Carminucci, direttore ricerca Isfort e responsabile dell’Osservatorio Audimob, che presenterà in anteprima alcune anticipazioni del “Rapporto sulla mobilità: tendenze e prospettive della mobilità degli italiani”. Il programma proseguirà con un’intervista a Maria Annunziata Giaconia, direttore Operations di Regionale, brand di Trenitalia (Gruppo Fs), dedicata al ruolo del trasporto ferroviario nello sviluppo di una mobilità sempre più sostenibile e integrata. L’attenzione si sposterà poi sull’avanzata della circular economy nel nostro Paese, con l’appuntamento “Arte Circolare”, che vedrà protagoniste Simona Fontana, direttore generale Conai e Beatrice Bertini di Casa Italia – Gallerist at Ex Elettrofonica. 

Tra i temi centrali dell’edizione 2026 di Eco ci sarà il Mobility-as-a-Service. Giorgio Pizzi, dirigente del Mit, affronterà la nuova fase dall’esperienza “MaaS for Italy” aprendo una riflessione sull’evoluzione digitale dei servizi di mobilità e sul ruolo che le nuove tecnologie potranno assumere nella loro gestione. La sostenibilità sarà affrontata anche dal punto di vista degli investimenti e del rapporto tra mobilità e territorio da Paolo Ruffino, Senior Advisor di Haskoning, che interverrà sul tema dei finanziamenti (spesso scarsi) diretti alla mobilità sostenibile e sulla opportunità di collegarli a grandi operazioni immobiliari e urbanistiche e a interventi infrastrutturali. Chiuderanno la prima giornata i focus sui temi della transizione ecologica e sulla necessità di una corretta informazione, con l’intervista a Chicco Testa, presidente di Assoambiente, l’intervento di Fabrizio Penna, direttore generale Ispra. 

 

La seconda giornata, 16 settembre, si aprirà con l’assessore alla Mobilità del Comune di Roma Eugenio Patanè e proseguirà con un’intervista a Valentino Valentini, viceministro del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che illustrerà le iniziative promosse sui temi della mobilità sostenibile. Agli interventi istituzionali seguirà l’intervista a Daniela Biscarini, Head of Charging Point Operator di Enel.  

Particolare attenzione sarà poi dedicata alla sicurezza stradale con Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Caracciolo-Aci, che interverrà sul tema “L’auto di domani e la sicurezza delle nostre città”. L’innovazione sarà protagonista anche con Stefano La Rovere Global Director per Robotica, Meccatronica & Imballaggi Sostenibili di Amazon che approfondirà il valore dell’innovazione sostenibile per imprese e città sempre più smart. Spazio poi a due approfondimenti sulle nuove generazioni, costrette a “rimediare ai danni” delle scelte altrui ma, nel contempo, desiderose di una formazione adeguata, grazie all’intervento di Daniele Grassucci di Skuola.net; e sulla desertificazione commerciale dei centri urbani con lo speech di Alessandro Cavo, consigliere ConfCommercio per i centri storici. 

Il rapporto tra cambiamento climatico e città sarà affrontato anche attraverso il ruolo del verde urbano. Andrea Pellegatta, membro della Consulta Nazionale Florovivaismo Coldiretti, interverrà per Intesa Sanpaolo sul tema “Gli alberi che sfidano il clima: adattamento, resilienza e il valore della cura” mentre uno degli appuntamenti internazionali vedrà il collegamento con Chiara Molinar, responsabile del cosiddetto “Ufficio Camminabilità” del Comune di Parigi, che presenterà l’esperienza della capitale francese con un intervento centrato sui cambiamenti in atto per ripensare lo spazio pubblico e la mobilità oggi e domani.  

 

A chiudere il programma sarà il panel “Gli amministratori delle città del clima a confronto”, introdotto da Stefania Crotta dg Programmi e incentivi finanziari del Mase che lascerà poi spazio al confronto tra i rappresentanti dei Comuni di Bologna, Firenze, Bergamo e Roma; un dibattito che consentirà di mettere a sistema esperienze e strategie diverse, evidenziando come le città siano chiamate a trasformare infrastrutture, mobilità e spazio pubblico per rispondere contemporaneamente alle sfide della sostenibilità, della qualità della vita e dell’adattamento climatico. 

Eco 2026 è aperto a tutti e si conferma uno spazio di confronto tra istituzioni, imprese, esperti e cittadini sui grandi cambiamenti che stanno ridisegnando la mobilità e le città, con uno sguardo rivolto alle tecnologie, ma anche alle persone, ai territori e alla qualità dello spazio urbano. Il Festival riunirà protagonisti di primo piano del mondo industriale e istituzionale, con partner come Enel, Regionale di Trenitalia (Gruppo Fs), Intesa Sanpaolo, Conai, Confcommercio, Aci Fondazione Caracciolo, Amazon creando un dialogo tra competenze e visioni differenti. 


Nasce 'A porte aperte',  rete per una cultura accessibile e inclusiva


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09/08/2026 11:20 AM

(Adnkronos) - Enti e associazioni del Terzo Settore si uniscono e danno vita a una rete innovativa per promuovere l’accesso al patrimonio culturale attraverso l’inclusione sociale e la partecipazione attiva con il nuovo progetto 'A porte aperte. ...

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(Adnkronos) - Enti e associazioni del Terzo Settore si uniscono e danno vita a una rete innovativa per promuovere l’accesso al patrimonio culturale attraverso l’inclusione sociale e la partecipazione attiva con il nuovo progetto 'A porte aperte. Nuove prospettive per un patrimonio culturale inclusivo e accessibile a tutti'.  

Ideato e promosso dal Fai - Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con Dynamo Camp Ets, Fondazione Mus-e Italia, Fondazione Ibva e Associazione Amici del Fai, il progetto, nato ad aprile 2026, è finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e prevede fino a ottobre 2027 attività educative, formative e artistiche rivolte a studenti, famiglie, volontari e professionisti, con particolare attenzione a persone con disabilità, background migratorio e fragilità socioeconomiche. 

Gli Enti coinvolti uniscono forze, strategie, strumenti, obiettivi e competenze nel mondo del sociale, della cultura e della scuola per realizzare una serie di iniziative concrete che vedono il patrimonio storico-artistico come luogo di incontro, partecipazione e pari opportunità e la diversità come una risorsa per la coesione delle comunità, attraverso percorsi di cittadinanza attiva, corsi di formazione, borse di studio, visite dedicate nei beni culturali, a partire dai Beni del Fai, laboratori artistici, progetti multimediali. Buone pratiche messe a sistema per ridurre le barriere cognitive, socioeconomiche, fisiche e linguistiche nell’accesso alla vita culturale, che può diventare motore di autonomia, dialogo e crescita condivisa e generare quindi valore e benessere collettivo. Sul sito fondoambiente.it/a-porte-aperte è disponibile l’elenco via via aggiornato delle iniziative del progetto e le modalità di adesione. 


Estate Italia 2026, la più calda dal 1950. Verso l'anno più rovente


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09/07/2026 11:41 AM

(Adnkronos) - L’estate 2026 è la più calda dal 1950, con una temperatura media su tutto il territorio nazionale di 24,3°C a due metri dal suolo. A confermarlo le sintesi delle analisi sui valori di temperatura registrati in Italia dal 1950 ad ...

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(Adnkronos) - L’estate 2026 è la più calda dal 1950, con una temperatura media su tutto il territorio nazionale di 24,3°C a due metri dal suolo. A confermarlo le sintesi delle analisi sui valori di temperatura registrati in Italia dal 1950 ad oggi fornite dall’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe). Le elaborazioni sono state implementate a partire dal dataset Era5 Land dell’Ecmwf (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts). 

Il 2026 ha visto in rialzo le temperature di tutti i mesi, fino ad agosto, rispetto all’anno precedente. Proprio nello scorso mese di agosto si è registrato lo scostamento maggiore, con una temperatura media sul territorio nazionale di 25,6°C e un’anomalia termica di +5,2°C rispetto alla temperatura media nel mese di agosto della climatologia 1951-1980 (pari a 20.4 gradi) e di +3,5°C rispetto alla media di agosto della climatologia 1991-2020 (pari a 22,1). 

“La media di 25,6 gradi Celsius registrata ad agosto 2026 supera i precedenti record di 24,6°C del 2024 e di 24°C raggiunti nell’agosto 2017 - afferma il ricercatore Cnr-Ibe Lorenzo Arcidiaco - I dati fanno presagire che il 2026 possa concludersi come l’anno più caldo dal 1950. Le Heat Map, che rappresentano una classifica mensile di temperatura media da quell’anno a oggi, mostrano per la prima volta consecutivamente il luglio e l’agosto più caldi in assoluto”.  

"Quest’anno già in primavera si era raggiunta una temperatura media record per la stagione - 12,1 gradi a due metri dal suolo - pari a quella registrata nel 2024, anno più caldo in assoluto dal 1950”, prosegue il ricercatore Cnr-Ibe. 

Nel periodo gennaio-agosto, aumenta a circa il 70% anche la percentuale di territorio nazionale con anomalie di temperature superiori a un grado; e circa il 40% la percentuale di territorio nazionale con anomalie superiori a due gradi. “Le superfici esposte ad anomalia termica sono molto significative, con una concentrazione nelle aree di pianura del nord-ovest e appenniniche - osserva Arcidiaco - In gran parte si tratta di superfici coltivate che, esposte a una temperatura superiore e, in alcune aree, a un periodo di siccità, fa sì che il settore primario sia quello più colpito”. 

A conferma - continua il Cnr - giungono le elaborazioni dei dati Gsod (Global Summary of the Day) e Ogimet (basato in prevalenza su dati Noaa) riguardanti Roma, Firenze e Torino, che nei mesi di giugno, luglio e agosto 2026 sono state tutte e tre colpite più volte da ondate di calore, ossia periodi in cui le temperature massime hanno superato il 90esimo percentile per almeno sei giorni consecutivi. 


Crisi climatica e ghiacciai, il bilancio dell'estate 2026 sulle Alpi


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09/07/2026 10:00 AM

(Adnkronos) - Estate 2026 horribilis per le Alpi e i suoi ghiacciai che rischia di superare quella del 2022 e del 2023. L'allarme arriva da Carovana dei ghiacciai di Legambiente, campagna internazionale realizzata in collaborazione con Cipra Italia e la partnership scientifica ...

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(Adnkronos) - Estate 2026 horribilis per le Alpi e i suoi ghiacciai che rischia di superare quella del 2022 e del 2023. L'allarme arriva da Carovana dei ghiacciai di Legambiente, campagna internazionale realizzata in collaborazione con Cipra Italia e la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, partner principale Comfort Zone e partner sostenitore Frosta Italia, che oggi presenta i dati di bilancio della sua campagna frutto del viaggio di quest’estate lungo l’arco alpino. 

A pesare sullo stato di salute di Alpi e ghiacciai, in questi mesi del 2026, sono le alte temperature e lo zero termico stabilmente sopra i 4.800-5.000 metri, le scarse precipitazioni nevose unite alla siccità a valle, e gli oltre 70 eventi meteo estremi che hanno colpito le regioni alpine da gennaio a fine agosto 2026 (dati Osservatorio CittàClima Legambiente), rendendo la montagna più fragile. La conferma arriva anche dallo stato di salute dei sette ghiacciai simbolo (Adamello, Grande Motte, ghiacciai del Miage e Planpincieux sul Monte Bianco, ghiacciaio dei Forni, del Montasio e quello del Coolidge superiore sul Monviso) scelti e osservati quest’estate dalla settima edizione di Carovana dei ghiacciai e che testimoniano come la crisi climatica abbia accelerato il passo. 

"Tutti i ghiacciai osservati arretrano e sono segnati da fenomeni di instabilità. Aumentano le colate detritiche e le morene si deformano. In particolare, quest’estate, i crolli più importanti sono stati osservati sul Monviso, dopo la tappa del 1° settembre sulla parete nordest, e sul Montasio dove a fine agosto è crollata una parte della cavità superiore del ghiacciaio, mentre Carovana dei ghiacciai era in quota - racconta Legambiente - Dove i ghiacciai indietreggiano cresce nuova vegetazione e si diffondono specie pioniere, fenomeni su cui bisogna aprire una riflessione in termini di gestione del territorio montano". 

Da qui l’appello a "mettere urgentemente in campo concrete politiche di mitigazione e di adattamento, monitoraggi continui in quota, e una governance europea che tenga conto dei ghiacciai e delle risorse connesse a partire dall’acqua, una risorsa che non è infinita. Temi al centro del Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e delle risorse connesse e della piattaforma politica culturale, la prima nata in Italia, 'Governarne le Alpi che cambiano', entrambi promossi da Legambiente insieme a Cai, Cipra Italia, Fondazione Glaciologica Italiana e rilanciati più volte nel corso delle tappe". 

“Le Alpi - dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - sono una delle sentinelle della crisi climatica in atto. Questa estate, segnata da caldo record, ondate di calore ed eventi meteo estremi, ci ricorda che non c’è più tempo da perdere. La crisi climatica si contrasta in primis con più politiche di mitigazione e adattamento da mettere in campo in montagna, a valle così come nelle aree urbane. Lo abbiamo chiesto nel corso di questa settimana edizione di Carovana dei ghiacciai e lo rilanciamo oggi indirizzando un chiaro appello al governo insieme ad una governance europea dei ghiacciai e delle risorse connesse”. 

“Quest’anno con Carovana dei ghiacciai - commenta Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi Legambiente e presidente di Cipra Italia - abbiamo osservato l’accelerazione dei cambiamenti in quota e degli effetti sempre più evidenti della crisi climatica. Anche quanto accaduto in Nepal deve essere un monito su quello che potrebbe verificarsi in altre parti del mondo. È dunque necessario una governance europea della montagna connessa con quella della pianura, monitoraggi costanti dell’alta quota, uniti a campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini e comunità locali, ricordando che c’è un unico filo conduttore che è l’acqua, risorsa fondamentale per il benessere degli ecosistemi e per la nostra società”. 

“Le osservazioni della Carovana dei Ghiacciai 2026 - dichiarano Valter Maggi e Marco Giardino, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana - convergono su un'unica lettura: non si tratta di episodi isolati di instabilità o regresso glaciale, ma di un processo di deglaciazione ormai strutturale, alimentato da un riscaldamento climatico che sulle Alpi corre molto velocemente, al doppio della media globale. Lo zero termico stabilmente sopra i 4.800-5.000 metri e lo scarso innevamento residuo hanno eliminato il margine protettivo che finora attutiva l'impatto delle estati calde anche sui ghiacciai più resistenti. Il 2026 segna dunque una svolta: la deglaciazione è osservabile in tempo reale, con effetti evidenti sul paesaggio anche nell'arco di poche settimane, e impone alla scienza un monitoraggio continuo capace di anticipare gli scenari dell'instabilità imminente”. 


Engineering ottiene per secondo anno medaglia Platinum Ecovadis di rating Esg


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09/07/2026 09:06 AM

(Adnkronos) - Engineering, tra i leader nei processi di digitalizzazione per aziende e Pubblica Amministrazione, ha ottenuto per il secondo anno consecutivo la medaglia Platinum da EcoVadis - una delle più accreditate agenzie internazionali di rating Esg - raggiungendo ...

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(Adnkronos) - Engineering, tra i leader nei processi di digitalizzazione per aziende e Pubblica Amministrazione, ha ottenuto per il secondo anno consecutivo la medaglia Platinum da EcoVadis - una delle più accreditate agenzie internazionali di rating Esg - raggiungendo un punteggio complessivo di 90 punti su 100, in crescita rispetto agli 85 punti ottenuti nella valutazione del 2025. Il risultato conferma il posizionamento di Engineering nel Top 1% delle 175.000 aziende nel mondo che hanno completato il processo di valutazione EcoVadis e che hanno dimostrato di possedere un solido sistema di gestione della sostenibilità. Il Gruppo Engineering ha registrato miglioramenti significativi del rating EcoVadis nelle quattro aree chiave: ambiente, lavoro e diritti umani, etica e acquisti sostenibili. L'incremento è stato favorito sia dall'estensione delle pratiche di sostenibilità a una parte sempre più ampia dell'organizzazione e degli stakeholder (Coverage), sia da una rendicontazione ESG più completa e supportata da KPI misurabili e verificabili (Reporting). 

A fine luglio Engineering ha pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2025, che rendiconta i passi in avanti riscontrati nei principali ambiti Esg. In particolare, in ambito ambientale, sul fronte della decarbonizzazione, le emissioni Scope 1 e 2 si sono ridotte del 46% rispetto al 2022 e del 7% rispetto al 2024, mentre i consumi energetici complessivi sono diminuiti del 7% rispetto all’anno precedente, con quasi il 100% dell’elettricità utilizzata negli uffici italiani proveniente da fonti rinnovabili. In ambito sociale, il gender pay gap in Italia si è ridotto a -1,12%, le donne in posizioni di leadership hanno raggiunto il 20,8% e oltre la metà delle nuove assunzioni ha riguardato giovani under 30. La governance è stata rafforzata con la creazione della funzione Compliance & Data Protection, l’adozione di una strategia di AI Governance allineata all’AI Act europeo e del modello organizzativo NIS per la conformità alla direttiva NIS2. Cresce inoltre l’attenzione alla sostenibilità della filiera: il 70% dei top fornitori è oggi sottoposto a valutazione ESG o ha definito obiettivi climatici coerenti con gli standard SBTi. 

Michelangelo Suigo, Group Chief Public Affairs, Corporate Communication & Sustainability Officer di Engineering, commenta: “La conferma della Medaglia Platinum di EcoVadis, con il passaggio da 85 a 90 punti, testimonia la capacità di Engineering di trasformare il nostro impegno per la sostenibilità in risultati misurabili e riconosciuti a livello internazionale. Un traguardo che premia il percorso intrapreso dal Gruppo e rafforza un modello di crescita responsabile, capace di generare valore per i clienti, il territorio e le comunità in cui operiamo”. 


Governo, Barbaro (Mase): "Con esecutivo stabile e longevo ambiente più tutelato"


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09/04/2026 11:12 AM

(Adnkronos) - “Un governo stabile non è soltanto una garanzia politica: è la condizione per costruire il futuro. Con il governo Meloni l’Italia ha ritrovato continuità, autorevolezza e capacità di visione. E questa stabilità si vede anche nelle politiche ambientali, ...

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(Adnkronos) - “Un governo stabile non è soltanto una garanzia politica: è la condizione per costruire il futuro. Con il governo Meloni l’Italia ha ritrovato continuità, autorevolezza e capacità di visione. E questa stabilità si vede anche nelle politiche ambientali, dove siamo passati dagli slogan ai fatti”. Così il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro, in vista dell’appuntamento di Bari. 

“Abbiamo cambiato il modo di guardare all’ambiente. Per noi tutela non significa immobilismo, né chiudere i territori sotto una campana di vetro. Significa custodire il patrimonio naturale italiano rendendolo vivo, accessibile, produttivo di cultura, ricerca, turismo, educazione ambientale e sport. Le aree protette devono essere luoghi di identità, non musei del divieto", afferma. 

Barbaro richiama i principali risultati sul fronte del patrimonio naturale: “Abbiamo istituito Capo Spartivento, siamo in dirittura d’arrivo con il Parco nazionale di Portofino, abbiamo avviato il percorso per il Matese e nei prossimi mesi istituiremo il Parco provvisorio della Costa Teatina e dei Trabocchi. Sono aperte interlocuzioni anche sul Conero, mentre il Parlamento ha approvato l’Area marina protetta dell’Isola di Capri e procede l’istruttoria per Maratea. È una visione nazionale, seria e concreta, che rafforza la biodiversità e valorizza le comunità locali”. 

Sul fronte energetico, aggiunge Barbaro, "da mesi il governo lavora per la riduzione del caro energia. I cinque miliardi previsti dal dl Bollette ne sono un esempio. Percorso che abbiamo seguito come Mase in Parlamento”. “Record anche nel settore delle rinnovabili che ha visto triplicare la potenza installata dal 2022 al 2026 rispetto ai governi precedenti. Il tutto nell’ottica dell’applicazione del principio di neutralità tecnologica per creare un mix energetico sostenibile non solo per l’ambiente ma anche per le nostre famiglie e le nostre imprese”, spiega. 

Particolare rilievo anche allo sport sostenibile: “Per la prima volta i temi sportivi sono entrati nelle deleghe del ministero dell’Ambiente. Per noi lo sport è crescita, salute, comunità, educazione al rispetto dei luoghi. Con i Fondi di sviluppo e coesione saranno destinati cento milioni alla pratica e all’impiantistica sportiva nei territori. Dal protocollo con il Coni alla presenza a Casa Italia e Casa Azzurri, abbiamo dimostrato che ambiente e sport possono camminare insieme”. 

Infine, la cooperazione internazionale: “Anche fuori dai confini nazionali l’Italia ha scelto una strada chiara: collaborazione paritaria, non predatoria, con il Piano Mattei. L’Italia ha messo a disposizione il suo expertise con la realizzazione della Partnership Platform per la localizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, iniziativa operativa per accelerare il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030 a livello Paese. Anche in questo settore lo sport ha giocato un ruolo fondamentale, con il Cio tra i partner”. “Questo è il senso del nostro lavoro - conclude Barbaro - Difendere l’ambiente senza fermare lo sviluppo, proteggere la natura senza dimenticare l’uomo, valorizzare i territori senza abbandonarli alla burocrazia. A Bari ci confrontiamo su questo: non solo su un elenco di cose fatte, ma su un’idea di Italia. Un’Italia più forte, più libera, più consapevole del valore della propria terra”. 


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