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E se i social diventassero a pagamento?

22/10/2023 - 22/10/2025

È di queste settimane la notizia che i maggiori social network stiano valutando la possibilità di far continuare l'utilizzo delle piattaforme a fronte di un abbonamento mensile.

 

Una svolta in realtà già iniziata con Twitter ( ora X ), successivamente all'acquisto di Elon Musk, che sta limitando l'utilizzo dei servizi gratuiti.

 

Ora c'è da capire quale potrà essere la contromossa del gigante Meta ( Facebook ed Instagram ) che ha una base di utenti decisamente più ampia.

 

La scelta nasce probabilmente dalla necessità di diversificare sia le fonti dei ricavi che di dover ulteriormente modificare le infrastrutture dei social stessi in funzione di leggi sulla privacy sempre più stringenti imposte dal legislatore.

 

Ad oggi in realtà è molto difficile capire l'impatto che tutto ciò avrebbe sia sul loro modello di business che sugli utilizzatori, diventati miliardi e che giornalmente utilizzano le piattaforme.

 

Questo articolo proverà ad ipotizzare alcuni scenari.

 

Perdita di Utenti

Molti utenti potrebbero decidere di abbandonare le piattaforme se diventassero a pagamento, preferendo alternative gratuite che tuttavia avrebbero, almeno all'inizio dimensioni decisamente più piccole.

 

Apertura del mercato

Potrebbero crearsi micro social network tematici con comunità decisamente più piccole, ma le ridotte dimensioni non permetterebbero economie di scala.

Dovrebbero anche loro replicare il modello a pagamento o avere un diverso supporto dagli inserzionisti.

 

Reazioni degli Utenti

Ci potrebbe essere una reazione negativa da parte degli utenti, specialmente se il passaggio a un modello a pagamento avvenisse in modo improvviso senza offrire benefici significativi.

All'interno dei social ci sono, in alcuni casi, interi periodi della vita, ricordi, stati d'animo, ricorrenze.

Che valore potrebbe avere tutto questo?

 

Perdita di fiducia

Gli utenti potrebbero essere più cauti nel fornire dati personali alle piattaforme temendo una violazione della privacy o un controllo delle loro spese vista la relativa tracciabilità dei flussi finanziari.

 

Modello di Business

Il successo di un modello a pagamento dipende dalla capacità di offrire un valore aggiunto maggiore rispetto alle alternative gratuite, come una maggiore sicurezza, funzionalità premium o assenza di pubblicità, altri servizi.

Probabilmente i social network sono davanti ad una decisione cruciale non solo per loro stessi e gli utenti ma anche per il futuro di iniziative analoghe che troverebbero un legislatore molto più preparato e probabilmente attento rispetto al passato.

 

Variazioni demografiche degli utenti

La transizione potrebbe influenzare la demografia degli utenti, con possibili cambiamenti nei gruppi degli utilizzatori, interessi e regioni geografiche. Rimarranno su Facebook gli utenti più avanti con l'età ? Gli adolescenti migreranno su altre piattaforme?

 

Comunicazione online e limitazione delle informazioni

L'introduzione di tariffe potrebbe ridurre la comunicazione online per alcuni utenti, limitando l'accesso a informazioni e connessioni sociali. Alcuni utilizzatori considerano Facebook per esempio la prima fonte di informazioni. Che impatto si avrebbe nella veicolazioni di news e video ? Che impatto avrebbero i giornali che spesso hanno redazioni esclusivamente dedicate all'online?

 

Modello di business:

Tale nuovo modello di business potrebbe generare reddito diretto dagli abbonamenti ma potrebbe anche portare a una diminuzione dei ricavi derivanti dalla pubblicità ove gli utilizzatori si riducessero significativamente. Gli inserzionisti saranno ancora disposti ad investire sulle piattaforme?

 

Incognite di mercato

L'accettazione di un modello a pagamento dipende dalla percezione dell'utente sulla qualità e l'utilità del servizio offerto in cambio del pagamento.

In definitiva, la transizione a un modello a pagamento richiederebbe un'analisi attenta degli effetti potenziali su utenti, redditività e reputazione delle piattaforme.

Da queste scelte tuttavia dipenderà anche il futuro di parte delle nostre società.

 

Roberto Necci

info@robertonecci.it 

 

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