21/10/2024 - 21/10/2029
Nel mio lavoro di consulenza e formazione ho modo di osservare da vicino le dinamiche del comparto alberghiero, un settore che richiede adattamento continuo, capacità organizzativa e lettura evoluta del contesto sociale e produttivo.
Di recente ho analizzato un gruppo alberghiero strutturato, noto sul mercato, con più hotel operativi. Molte delle strutture avevano conosciuto il loro massimo splendore circa trent’anni fa, periodo in cui risaliva anche l’ultima ristrutturazione significativa, non solo fisica ma soprattutto organizzativa.
Durante i confronti con il management, il tema dominante era sempre lo stesso:
“Non si trovano dipendenti.”
Una frase ricorrente nel settore, che spesso viene utilizzata come spiegazione definitiva, ma che raramente è il vero problema.
Approfondendo, è emersa una situazione emblematica.
I dipendenti avevano un solo giorno di riposo settimanale e venivano informati del turno di lavoro entro le 19 della sera precedente.
Questo significa vivere nell’incertezza quotidiana:
non sapere se il giorno dopo si lavora o si riposa, né in quale fascia oraria. Una condizione che genera frustrazione, stress e disaffezione, indipendentemente dal livello retributivo.
Nonostante ciò, il problema veniva attribuito alla “scarsa flessibilità” dei lavoratori.
Alla domanda sul perché i turni venissero organizzati così tardi, la risposta è stata disarmante:
“Il settore alberghiero è così.”
Analizzando più a fondo, è emersa la vera causa del problema:
una gestione delle prenotazioni completamente centralizzata, senza autonomia per i singoli hotel.
Il centro prenotazioni:
non aggiornava i dati in tempo reale
trasmetteva le informazioni alle strutture solo a fine giornata
chiudeva alle 18, lasciando gli hotel senza visibilità anticipata sull’occupazione
Di conseguenza, i direttori potevano pianificare i turni solo all’ultimo momento.
Non era una scelta.
Era una conseguenza diretta di un processo organizzativo inefficiente.
Quando ho fatto notare che il problema non era il personale, ma il modello operativo, la risposta è stata ancora più significativa:
“Abbiamo sempre fatto così.”
Questa frase non è una giustificazione.
È un fattore di rischio competitivo.
Nel mercato attuale:
la tecnologia consente previsioni e pianificazioni avanzate
la domanda è leggibile con giorni, settimane, mesi di anticipo
molte aziende alberghiere pianificano turni, carichi di lavoro e riposi in modo strutturato
Continuare a operare con logiche di trent’anni fa non significa difendere il settore.
Significa renderlo inattrattivo, sia per chi lavora sia per chi investe.
Il punto chiave è questo:
nella maggior parte dei casi, la carenza di personale non è una causa, ma un effetto.
È l’effetto di:
processi inefficienti
scarsa pianificazione
modelli centralizzati rigidi
mancanza di governance operativa
Un’azienda che non governa i propri processi non perde solo dipendenti.
Perde produttività, marginalità e reputazione.
Il settore alberghiero può essere organizzato meglio.
Molte realtà lo dimostrano ogni giorno.
Ma serve:
ripensare i processi
rivedere i modelli organizzativi
integrare tecnologia, pianificazione e gestione delle persone
La domanda finale non è se mancano i lavoratori.
La vera domanda è:
siamo pronti a cambiare il modo in cui gestiamo le aziende alberghiere?
In Hotel Management Group affrontiamo questi temi partendo dall’organizzazione, non dalle lamentele.
Lavoriamo con gruppi alberghieri e proprietà per:
riprogettare i processi operativi
rendere sostenibile il costo del lavoro
migliorare pianificazione, produttività e clima aziendale
riallineare organizzazione, mercato e persone
Perché senza un modello organizzativo moderno, il problema del lavoro non si risolve.
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