14/03/2026 - 14/03/2029
Il triennio 2022–2025 rappresenta uno dei momenti più complessi e interessanti della storia recente dell’hospitality italiana.
Da un lato il turismo continua a crescere e raggiunge livelli record.
Dall’altro aumenta il numero delle imprese alberghiere che entrano in difficoltà finanziaria o che devono ricorrere a strumenti di ristrutturazione del debito.
Questo apparente paradosso – turismo forte ma hotel in crisi – non è un’anomalia statistica, ma il segnale di una trasformazione strutturale del settore alberghiero italiano.
La crescita della domanda turistica non garantisce automaticamente la sostenibilità economica delle imprese che operano nel comparto.
Negli ultimi anni il sistema imprenditoriale italiano ha registrato un aumento significativo delle procedure di crisi.
Secondo l’Osservatorio Unioncamere–InfoCamere, il numero complessivo delle procedure concorsuali è passato:
da 9.583 nel 2023
a 13.470 nel 2025
con un incremento del 15,5% in un solo anno.
Questo fenomeno non rappresenta tanto una crisi improvvisa del sistema economico quanto l’emersione di fragilità accumulate negli anni precedenti.
Durante la pandemia molte imprese sono state sostenute da:
moratorie bancarie
garanzie pubbliche sui finanziamenti
sospensioni fiscali
interventi straordinari di sostegno
La progressiva rimozione di queste misure ha riportato il sistema alle normali condizioni di mercato, facendo emergere debolezze che erano rimaste temporaneamente congelate.
L’aumento dei tassi di interesse, l’incremento dei costi energetici e il generale irrigidimento dell’accesso al credito hanno accelerato questo processo.
I dati macroeconomici del turismo italiano restano estremamente positivi.
Secondo ISTAT, nel 2024 l’Italia ha registrato oltre 466,2 milioni di presenze negli esercizi ricettivi, nuovo massimo storico con una crescita del 4,2% rispetto al 2023.
Il turismo rappresenta inoltre uno dei pilastri dell’economia nazionale, con circa 4 milioni di occupati, pari a circa il 14% dell’occupazione complessiva.
Anche il mercato degli investimenti alberghieri mostra segnali di forte vitalità.
Secondo il report EY 2025, gli investimenti immobiliari nel settore alberghiero italiano hanno raggiunto 2,5 miliardi di euro, con un incremento del 19% rispetto all’anno precedente.
Eppure questi indicatori positivi non raccontano tutta la realtà.
Molte imprese alberghiere stanno affrontando:
riduzione dei margini operativi
aumento dell’indebitamento
difficoltà di accesso al credito
necessità di investimenti rilevanti sugli immobili
Il risultato è evidente:
il turismo cresce, ma non tutte le imprese alberghiere riescono a trasformare questa crescita in redditività sostenibile.
Il fenomeno emerge chiaramente anche dall’aumento delle procedure fallimentari.
Secondo analisi CRIBIS, le liquidazioni giudiziali in Italia sono cresciute:
da 7.651 nel 2023
a 9.162 nel 2024
fino a 9.795 nel 2025
Si tratta di un ritorno ai livelli pre-pandemici di insolvenza.
Nel settore alberghiero il problema è particolarmente evidente perché l’attività combina due dimensioni diverse:
impresa operativa
asset immobiliare
Quando la gestione operativa entra in difficoltà, l’elevato peso dell’immobile e dell’indebitamento può rendere molto difficile recuperare l’equilibrio finanziario.
Il settore alberghiero italiano presenta alcune caratteristiche strutturali che ne aumentano la vulnerabilità.
Molti hotel operano con mutui immobiliari significativi accumulati negli anni precedenti alla pandemia o durante la crisi sanitaria.
L’aumento dei tassi di interesse ha aumentato il costo del servizio del debito, comprimendo ulteriormente i margini.
Il sistema alberghiero italiano è composto prevalentemente da imprese familiari di piccola dimensione.
Queste imprese spesso dispongono di:
capitale limitato
ridotte riserve finanziarie
asset difficilmente liquidabili
Questa struttura rende complesso assorbire shock economici.
Negli ultimi anni il settore ha registrato incrementi significativi dei costi:
energia
personale
manutenzioni
forniture
Contemporaneamente, l’accesso al credito si è fatto più selettivo.
La compressione dei margini operativi rende quindi la sostenibilità finanziaria molto più fragile.
Un indicatore importante dell’aumento delle tensioni finanziarie è rappresentato dalla diffusione della composizione negoziata della crisi.
Le istanze sono cresciute rapidamente:
poche centinaia nel 2023
1.048 nel 2024
1.776 nel 2025
Questo strumento consente alle imprese di intervenire in una fase anticipata di difficoltà, negoziando direttamente con i creditori prima di arrivare alla liquidazione.
Nel settore alberghiero può permettere, ad esempio, di:
rinegoziare i debiti con le banche
ridefinire i contratti di locazione
ristrutturare la struttura finanziaria dell’azienda
La diffusione di questo strumento dimostra che sempre più imprese stanno entrando in una fase di pre-crisi.
Negli ultimi anni diversi operatori alberghieri italiani sono entrati in procedure concorsuali.
Tra i casi più significativi:
Alberghi Bari S.p.A.
Nel febbraio 2025 il Tribunale di Bari ha dichiarato il fallimento della società con debiti superiori a 7 milioni di euro, legati principalmente a un mutuo immobiliare accumulato negli anni precedenti.
Fabilia Group S.p.A.
La catena alberghiera specializzata in villaggi per famiglie con oltre 1.000 camere è stata dichiarata fallita nel 2023, dopo tentativi di ristrutturazione del debito non riusciti.
Hotel Angelo – Comano Terme
Nel 2024 la società che gestiva l’hotel è stata posta in liquidazione giudiziale e il ramo d’azienda è stato successivamente messo all’asta.
Le vendite giudiziarie di hotel mostrano spesso valori significativamente inferiori al mercato, trattandosi di vendite forzate destinate al rimborso dei creditori.
Molte crisi alberghiere nascono da un problema strutturale tipico del settore.
L’hotel è contemporaneamente:
un immobile
un’azienda operativa
In molti casi l’asset immobiliare mantiene valore, mentre l’impresa che lo gestisce entra in difficoltà.
Questo squilibrio tra valore dell’immobile e sostenibilità della gestione è uno dei nodi principali dell’hospitality italiana.
Quando la gestione non genera sufficiente redditività, anche asset immobiliari di valore possono entrare in crisi.
L’aumento delle crisi non implica necessariamente un declino del settore.
Al contrario, può rappresentare l’inizio di una fase di ristrutturazione e consolidamento.
Oggi si osservano due fenomeni paralleli:
molte imprese indipendenti non riescono a sostenere le tensioni finanziarie.
fondi immobiliari, gruppi alberghieri internazionali e family office continuano a investire nel settore.
Nel 2025 gli investimenti alberghieri in Italia hanno raggiunto 2,5 miliardi di euro, con una forte componente internazionale.
Il sistema alberghiero italiano è storicamente molto frammentato.
La fase attuale sta accelerando alcuni processi di trasformazione:
acquisizioni da parte di gruppi internazionali
ingresso di fondi immobiliari
conversione di hotel indipendenti in strutture affiliate a brand globali
Questo processo potrebbe portare nel medio periodo a un settore meno frammentato, più capitalizzato e più strutturato.
La maggior parte delle crisi alberghiere non nasce dalla mancanza di domanda turistica.
Nasce da modelli di business non più adeguati al mercato.
Tra le criticità più frequenti:
assenza di controllo di gestione
strategie di pricing inefficaci
dipendenza eccessiva dalle OTA
strutture dei costi non ottimizzate
insufficiente capitalizzazione dell’impresa
La ristrutturazione del debito da sola non è sufficiente.
Il vero risanamento richiede un ripensamento complessivo della governance aziendale, della strategia commerciale e della struttura finanziaria dell’impresa alberghiera.
Il settore alberghiero italiano sta attraversando una trasformazione profonda.
Il modello tradizionale dell’hotel familiare indipendente viene progressivamente affiancato da modelli basati su:
capitale istituzionale
governance manageriale
asset management professionale
La crisi attuale non rappresenta quindi soltanto una fase di difficoltà.
Può essere interpretata come una fase di selezione e trasformazione del settore.
Il turismo continuerà a crescere.
La vera sfida sarà costruire imprese alberghiere capaci di trasformare questa domanda in valore economico sostenibile nel tempo.
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