12/07/2026 - 12/07/2029
Un hotel può essere pieno, aumentare il fatturato, mostrare un EBITDA positivo e, nello stesso momento, non avere abbastanza liquidità per pagare fornitori, stipendi, canoni, imposte e rate bancarie.
Non è una contraddizione.
È ciò che accade quando ricavi, crediti e incassi vengono confusi tra loro, quando i risultati economici non vengono riconciliati con i movimenti finanziari e quando gli incentivi del management premiano la crescita apparente invece della creazione di valore reale.
La vicenda che coinvolge BFF Bank offre al settore alberghiero una lezione molto più importante della semplice cronaca bancaria:
l’utile può essere contabilizzato, il credito può essere esistente, ma soltanto la cassa consente all’impresa di sopravvivere.
E anche la cassa, se attribuita contabilmente alla voce sbagliata, può restituire una rappresentazione distorta del risultato.
BFF Bank opera nella finanza specializzata ed è particolarmente presente nella gestione e nello smobilizzo dei crediti commerciali vantati dalle imprese nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni.
Nel febbraio 2026 la banca ha confermato di essere a conoscenza di indagini preliminari della Procura della Repubblica di Milano, avviate, secondo quanto dichiarato dalla società, alla fine del 2023 e ancora in fase istruttoria. BFF ha inoltre comunicato la propria disponibilità a collaborare con gli organi inquirenti. Le indagini sono dunque ancora in corso e non consentono di considerare accertate eventuali responsabilità penali.
Sul piano amministrativo, invece, esistono rilievi formalizzati dalla Banca d’Italia. Al termine degli accertamenti ispettivi condotti tra settembre 2023 e gennaio 2024, l’Autorità ha contestato carenze nell’organizzazione e nei controlli interni, con particolare riferimento al rischio di credito, oltre a violazioni in materia di remunerazione e incentivazione. Le sanzioni inflitte alla banca sono state pari complessivamente a 1,45 milioni di euro.
Nel marzo 2026 la Banca d’Italia ha inoltre nominato due commissari in temporaneo affiancamento al consiglio di amministrazione. Secondo la comunicazione di BFF, l’obiettivo era supportare il risanamento del quadro operativo-contabile e le azioni correttive riguardanti il factoring, la gestione del credito e il sistema dei controlli interni. Il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale hanno mantenuto i propri poteri.
Nel comunicato del 29 marzo 2026 BFF ha dichiarato che, nel corso del 2025, era stata rilevata un’errata registrazione di circa 54 milioni di euro di incassi relativi al periodo compreso tra il 2019 e giugno 2023.
Secondo quanto comunicato dalla banca, somme incassate dai debitori e relative al capitale delle fatture erano state utilizzate contabilmente per chiudere componenti accessorie del credito. Questo aveva comportato la registrazione di maggiori ricavi e maggiori imposte, con un effetto negativo di 15,1 milioni di euro sul patrimonio netto di apertura del 2025.
Successivamente, nel progetto di bilancio approvato il 30 aprile 2026, BFF ha indicato un utile netto contabile consolidato 2025 pari a 37 milioni di euro, rispetto ai 70,2 milioni precedentemente comunicati negli schemi approvati a febbraio.
Non è necessario conoscere la contabilità bancaria per comprendere il principio.
Quando un incasso viene attribuito alla componente sbagliata, il conto economico può mostrare un risultato diverso dalla sostanza economica dell’operazione.
È precisamente il rischio che può manifestarsi in un hotel quando non esiste una riconciliazione rigorosa tra:
PMS e contabilità;
booking engine e conto corrente;
fatture e pagamenti ricevuti;
carte virtuali OTA e prenotazioni;
caparre e ricavi di competenza;
crediti commerciali e incassi effettivi;
note di credito, chargeback e cancellazioni;
ricavi registrati e disponibilità finanziarie.
Nel settore alberghiero si osservano quotidianamente occupazione, ADR, RevPAR, fatturato ed EBITDA.
Sono indicatori indispensabili, ma possono diventare pericolosi quando vengono letti isolatamente.
Un hotel potrebbe chiudere il mese con:
occupazione all’85%;
ADR superiore all’anno precedente;
fatturato camere in crescita;
GOP positivo;
EBITDA apparentemente soddisfacente.
Eppure potrebbe non disporre della liquidità necessaria per rispettare le scadenze.
La ragione è semplice: il conto economico misura la competenza, mentre il conto corrente misura il denaro realmente disponibile.
Tra queste due dimensioni esiste il capitale circolante.
È qui che si accumulano:
fatture non incassate;
crediti contestati;
pagamenti aziendali differiti;
saldi dovuti da tour operator;
virtual card non addebitate;
depositi non riconciliati;
rimborsi ancora da effettuare;
debiti verso fornitori rinviati;
imposte maturate ma non pagate.
Quando il capitale circolante non viene controllato, l’hotel può crescere economicamente e indebolirsi finanziariamente.
È il valore del servizio alberghiero erogato e attribuito al periodo di competenza.
È il diritto dell’hotel a ricevere una somma da un cliente, da un’impresa, da un tour operator, da un intermediario o da un ente pubblico.
È il denaro effettivamente disponibile e utilizzabile.
Un ricavo può generare un credito.
Il credito può trasformarsi in denaro dopo alcune settimane o alcuni mesi.
Ma può anche essere contestato, compensato, ridotto, pagato parzialmente o diventare difficilmente recuperabile.
Per questo un euro di fatturato non vale necessariamente un euro di liquidità.
E un euro di credito non dovrebbe essere automaticamente considerato equivalente a un euro depositato sul conto corrente.
Il problema è particolarmente rilevante per gli hotel che lavorano con:
Pubbliche Amministrazioni;
aziende sanitarie;
ministeri ed enti territoriali;
università;
delegazioni istituzionali;
società partecipate;
grandi aziende convenzionate;
organizzatori di congressi;
tour operator;
agenzie MICE;
programmi di accoglienza;
equipaggi e gruppi professionali.
L’hotel eroga immediatamente il servizio e sostiene costi reali per personale, lavanderia, pulizia, energia, ristorazione e manutenzione.
Il ricavo viene registrato.
La fattura viene emessa.
Ma il pagamento potrebbe arrivare molti mesi dopo.
Durante quel periodo è l’hotel a finanziare il cliente.
Se il volume cresce, aumenta anche il fabbisogno finanziario. Quella che appare come un’espansione commerciale può quindi trasformarsi in una crisi di liquidità.
La domanda corretta non è soltanto:
Quanto abbiamo venduto?
Occorre domandarsi:
A chi abbiamo venduto, quando incasseremo e con quale probabilità?
L’occupazione elevata esercita un fascino pericoloso.
Un albergo pieno viene spesso percepito come un’impresa sana. Ma se le camere sono state vendute a prezzi insufficienti, attraverso canali troppo costosi o a clienti che pagano con forte ritardo, il volume può consumare cassa invece di produrla.
Lo stesso vale per gli eventi.
Un congresso può generare un fatturato importante, ma richiedere:
personale aggiuntivo;
acquisto anticipato di materie prime;
allestimenti;
fornitori esterni;
commissioni;
condizioni di pagamento a 60, 90 o 120 giorni.
Il margine economico potrebbe apparire positivo, mentre il flusso finanziario rimane negativo per mesi.
Per questo la gestione operativa deve essere collegata a un sistema di controllo continuo. Le esperienze di gestione e supervisione alberghiera illustrate su NecciHotels.it mostrano quanto sia importante integrare performance commerciale, qualità del servizio e sostenibilità finanziaria.
Nelle acquisizioni alberghiere si tende spesso ad applicare un multiplo all’EBITDA.
Il metodo può essere corretto soltanto se il margine è stato precedentemente normalizzato.
Due hotel con lo stesso EBITDA possono avere valori profondamente diversi.
Il primo potrebbe produrre un margine:
ricorrente;
incassato rapidamente;
sostenuto da clientela diversificata;
correttamente contabilizzato;
compatibile con il capex necessario;
convertibile in cassa.
Il secondo potrebbe mostrare lo stesso risultato attraverso:
ricavi ancora da incassare;
crediti scaduti da oltre un anno;
costi rinviati;
debiti verso fornitori accumulati;
manutenzioni non eseguite;
personale insufficiente;
imposte non pagate;
componenti straordinarie;
canoni scaduti;
fondi rischi inadeguati.
Il margine nominale è identico.
La qualità economica è completamente diversa.
È per questo che, nelle analisi pubblicate su InvestimentiAlberghieri.it, il valore di un asset non viene ridotto alla moltiplicazione meccanica dell’EBITDA dichiarato.
Prima di applicare un multiplo bisogna verificare quanta parte del risultato sia ricorrente, incassabile e sostenibile.
Uno degli indicatori più utili è il rapporto tra flusso di cassa operativo ed EBITDA:
Cash conversion ratio = flusso di cassa operativo / EBITDA
Un hotel potrebbe dichiarare un EBITDA di 500.000 euro ma produrre soltanto 150.000 euro di cassa operativa.
Il rapporto sarebbe pari al 30%.
La differenza potrebbe dipendere da:
aumento dei crediti;
incremento del magazzino;
riduzione dei debiti verso fornitori;
pagamenti fiscali;
depositi e anticipi;
componenti non monetarie;
investimenti impropriamente rinviati.
Un rapporto basso non indica automaticamente una crisi, ma impone di comprendere dove sia finita la liquidità.
Chi analizza o acquista un albergo deve studiare non soltanto quanto margine venga dichiarato, ma anche quanto di quel margine si trasformi in denaro.
La verifica della sostenibilità finanziaria, della struttura del debito e dei flussi prospettici è uno dei passaggi fondamentali nelle attività presentate su InvestHotel.it.
Il caso BFF richiama anche il tema delle politiche di remunerazione e incentivazione.
In un hotel, un sistema premiante costruito sui KPI sbagliati può produrre comportamenti razionali per il manager ma dannosi per la proprietà.
Se il bonus dipende soltanto dal fatturato, il management può essere incentivato ad aumentare i volumi attraverso:
sconti eccessivi;
gruppi scarsamente remunerativi;
clienti con pagamenti molto differiti;
commissioni elevate;
condizioni contrattuali sfavorevoli.
Se il premio dipende esclusivamente dall’EBITDA, il direttore potrebbe essere spinto a rinviare:
manutenzioni;
assunzioni;
formazione;
marketing;
sostituzione degli impianti;
rinnovo delle camere;
investimenti tecnologici.
Il risultato annuale migliora, ma l’asset perde competitività e valore.
Una performance fee corretta dovrebbe considerare almeno:
EBITDA normalizzato;
flusso di cassa operativo;
qualità e anzianità dei crediti;
rispetto del budget;
debiti scaduti;
capex realizzato;
Net RevPAR;
reputazione;
soddisfazione degli ospiti;
conservazione del valore dell’immobile.
Il management non dovrebbe essere premiato per avere prodotto un utile che la proprietà non riesce a incassare.
Una vera due diligence non può limitarsi agli ultimi tre bilanci.
I crediti devono essere suddivisi per anzianità:
entro 30 giorni;
tra 31 e 60 giorni;
tra 61 e 90 giorni;
tra 91 e 180 giorni;
oltre 180 giorni;
oltre un anno.
Più il credito è vecchio, maggiore è il rischio che il suo valore reale sia inferiore a quello nominale.
Un hotel che dipende da un solo tour operator, ente, azienda o organizzatore presenta un rischio superiore rispetto a una struttura con clientela diversificata.
Le somme oggetto di controversie, note di credito o richieste di compensazione devono essere analizzate separatamente.
I ricavi presenti nel gestionale devono poter essere collegati alle fatture, agli incassi e ai movimenti bancari.
Gli anticipi relativi a soggiorni futuri non rappresentano automaticamente ricavi definitivamente acquisiti.
Ricavi e costi devono essere attribuiti all’esercizio corretto, soprattutto in prossimità della chiusura annuale.
Un EBITDA elevato ottenuto rinviando manutenzioni e investimenti non è interamente distribuibile. Una parte del margine dovrà essere utilizzata per recuperare il deterioramento dell’asset.
Il bilancio fotografa il passato. Un modello finanziario a 13 settimane permette invece di individuare in anticipo carenze di liquidità e scadenze non sostenibili.
Una proprietà alberghiera dovrebbe pretendere almeno:
riconciliazione giornaliera tra PMS, POS, booking engine e incassi;
riconciliazione mensile di tutti i conti bancari;
aging aggiornato dei crediti;
evidenza separata dei crediti contestati;
cash flow previsionale a 13 settimane;
analisi mensile della conversione dell’EBITDA in cassa;
controllo dei depositi e degli anticipi clienti;
verifica dei debiti scaduti verso fornitori, fisco e personale;
monitoraggio del capex realizzato e rinviato;
reporting indipendente alla proprietà e agli investitori.
Questi controlli non rappresentano burocrazia.
Rappresentano la difesa del patrimonio.
La presenza di un utile non significa automaticamente che quell’utile possa essere distribuito.
Prima di deliberare dividendi, una proprietà alberghiera dovrebbe verificare:
liquidità disponibile;
crediti effettivamente recuperabili;
investimenti necessari;
debiti fiscali e contributivi;
scadenze bancarie;
fabbisogno stagionale;
fondi per manutenzioni;
impegni contrattuali futuri;
rischi legali;
sostenibilità del capitale circolante.
Distribuire utili ignorando il capex può significare remunerare i soci oggi e svalutare l’albergo domani.
Un hotel che non rinnova camere, impianti e spazi comuni può continuare per qualche anno a mostrare un buon EBITDA. Ma sta consumando il proprio valore patrimoniale.
Non basta domandare:
Quanto utile abbiamo prodotto?
Occorre chiedere:
Quanto di quell’utile è stato realmente incassato, quanto è ricorrente e quanto può essere distribuito senza mettere a rischio l’impresa?
Questa è la differenza tra contabilità e governo aziendale.
Ed è anche la differenza tra un hotel che appare redditizio e un hotel che crea realmente valore.
La vicenda BFF non deve essere utilizzata per anticipare conclusioni giudiziarie che non sono ancora state raggiunte.
Deve però ricordare a imprenditori, investitori e manager un principio universale:
quando ricavi, crediti e incassi non vengono riconciliati, il bilancio può smettere di rappresentare correttamente la realtà economica dell’impresa.
In un hotel questo significa rischiare di confondere:
occupazione con redditività;
fatturato con margine;
EBITDA con liquidità;
credito con denaro;
utile con valore;
dividendo con ricchezza sostenibile.
La crescita vera è quella che genera cassa, finanzia gli investimenti, remunera correttamente il capitale e protegge il valore dell’immobile.
Tutto il resto può essere soltanto una fotografia temporanea.
Hotel Management Group affianca proprietà, investitori, soci e gruppi alberghieri nella verifica di:
redditività effettiva;
capitale circolante;
qualità dei crediti;
conversione dell’EBITDA in cassa;
sostenibilità finanziaria;
sistemi di reporting;
governance;
rischi nascosti nei dati gestionali.
Non aspettare che un problema di riconciliazione diventi una crisi di liquidità, una contestazione tra soci o una perdita di valore dell’asset.
Scrivi ora a r.necci@robertonecci.it indicando nell’oggetto:
Se i numeri del tuo albergo non sono riconciliati, ogni mese trascorso può aumentare il rischio e ridurre il valore dell’impresa.
L’utile deriva dalla differenza economica tra ricavi e costi di competenza. La cassa misura invece il denaro realmente incassato e pagato. Un hotel può essere in utile ma avere poca liquidità a causa di crediti non riscossi, debiti in scadenza o investimenti.
No. Occorre verificare la conversione dell’EBITDA in flusso di cassa, l’anzianità dei crediti, i debiti scaduti e il capex rinviato.
Perché rappresentano somme che l’hotel deve ancora incassare. Se i pagamenti ritardano o vengono contestati, l’impresa deve continuare a finanziare l’attività con risorse proprie o debito bancario.
PMS, POS, booking engine, carte di credito, virtual card OTA, contanti, bonifici, caparre, cancellazioni e conto economico giornaliero.
È una previsione settimanale degli incassi e dei pagamenti dei successivi tre mesi. Consente di anticipare carenze di liquidità e programmare eventuali interventi finanziari.
Maggiori informazioni, sulle nostre attività consulenziali sono disponibili sul sito www.neccihotels.it , relativamente alla finanza di impresa ed all'assistenza in situazioni speciali www.investhotel.it