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Milano Marittima, bimba di 4 anni annega nella piscina di un hotel: dopo la morte di Alice Ferrari, la sicurezza non può fermarsi al rispetto formale delle norme

18/07/2026 - 18/07/2029

 

Una bambina di quattro anni è morta annegata nella piscina di un hotel di Milano Marittima.

 

La tragedia è avvenuta il 18 luglio 2026. Secondo le prime informazioni, la bambina si trovava in un’area compresa tra la sala giochi e la piscina e sarebbe finita in acqua durante una momentanea assenza del padre. La dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti, che stanno ricostruendo anche la posizione del personale addetto alla sorveglianza. 

 

È indispensabile precisarlo subito: le indagini sono in corso e non è possibile formulare giudizi sulle eventuali responsabilità della famiglia, della struttura o dei suoi collaboratori.

 

La notizia arriva però a pochissimi giorni dalla morte di Alice Ferrari, la bambina di undici anni rimasta sott’acqua in una piscina di uno stabilimento balneare di Sestri Levante dopo che i suoi capelli erano rimasti impigliati nella griglia di aspirazione. La Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per ricostruire la sicurezza dell’impianto e le circostanze dell’incidente. 

 

Due vicende diverse, che non devono essere sovrapposte né strumentalizzate.

 

Ma due tragedie così ravvicinate impongono al settore turistico e alberghiero di affrontare una domanda che non può più essere rinviata:

 

Le piscine degli hotel sono gestite come impianti ad alto rischio oppure continuano a essere considerate semplici servizi accessori per gli ospiti?

 

La piscina di un hotel non è soltanto un servizio commerciale

 

Per il marketing alberghiero la piscina è un elemento capace di aumentare l’attrattività della struttura, migliorare le fotografie sulle piattaforme di prenotazione e giustificare una tariffa più elevata.

 

Per la direzione dell’hotel, invece, deve essere innanzitutto un’area operativa critica.

 

Una piscina comprende acqua, pompe, sistemi di filtraggio, bocchettoni di aspirazione, griglie, impianti elettrici, pavimentazioni scivolose, profondità variabili e accessi frequentati anche da bambini, anziani e persone che non conoscono la struttura.

 

Il rischio non nasce soltanto da un eventuale guasto tecnico.

 

Può derivare anche da:

 

  • un accesso non adeguatamente controllato;

  • una vasca non perfettamente visibile;

  • un bambino che si allontana per pochi secondi;

  • una griglia danneggiata o non correttamente fissata;

  • un sistema di aspirazione non verificato;

  • un addetto impegnato contemporaneamente in altre mansioni;

  • una procedura di emergenza che il personale non ha mai realmente provato.

 

Un hotel può possedere certificazioni, contratti di manutenzione e cartelli regolamentari, ma non essere comunque preparato a gestire un’emergenza nei primi secondi.

 

Ed è proprio nei primi secondi che si misura l’efficacia del sistema.

 

In due anni 37 morti nelle piscine: i bambini sono i soggetti più esposti

 

Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, nel biennio preso in esame sono stati registrati in Italia 37 annegamenti nelle piscine. Il dato è numericamente inferiore rispetto agli incidenti avvenuti in mare o nelle acque interne, ma riguarda in misura rilevante bambini e adolescenti. 

 

L’ISS evidenzia inoltre che più della metà degli annegamenti avvenuti in piscina coinvolge bambini fino a dodici anni. In Italia, considerando tutti gli ambienti acquatici, si registrano mediamente circa 330 morti per annegamento ogni anno e il 12% delle vittime è minorenne. 

 

La vigilanza dei genitori resta fondamentale e non può essere delegata.

 

Ma in una struttura ricettiva la presenza prevedibile di bambini deve entrare nella progettazione dei percorsi, nelle modalità di accesso, nella formazione del personale e nella valutazione del rischio.

 

Un bambino non percepisce un cartello come lo percepisce un adulto.

 

Non valuta la profondità della vasca, non riconosce un pericolo impiantistico e può raggiungere l’acqua in pochi secondi.

 

Per questo motivo, un regolamento affisso all’ingresso non può rappresentare l’unico presidio di sicurezza.

 

Bagnino nella piscina di un hotel: è sempre obbligatorio?

 

Una delle domande più ricercate dagli operatori è: il bagnino è obbligatorio nella piscina di un hotel?

 

La risposta dipende dalla categoria della piscina, dalle sue caratteristiche e dalla disciplina regionale applicabile.

 

L’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 costituisce il quadro nazionale di riferimento per gli aspetti igienico-sanitari, la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio. L’applicazione concreta viene però disciplinata anche attraverso norme e provvedimenti regionali. 

 

Il caso di Milano Marittima rende particolarmente rilevante la normativa dell’Emilia-Romagna.

 

La disciplina regionale classifica le piscine inserite in alberghi, campeggi, villaggi turistici e agriturismi nella categoria A, gruppo A.2.2. Il regolamento deve prevedere, tra le altre disposizioni, il divieto di accesso ai minori di dodici anni non accompagnati. 

 

Per le piscine riservate esclusivamente agli ospiti della struttura, la presenza dell’assistente bagnanti può non essere obbligatoria soltanto in presenza di precise condizioni, tra cui:

 

  • superficie della vasca inferiore a 100 metri quadrati;

  • profondità non superiore a 140 centimetri;

  • almeno due lati del bordo vasca liberi da ostacoli;

  • adeguata vigilanza, anche attraverso sistemi di controllo o allarme collegati a una postazione presidiata;

  • informazione agli utenti quando la vigilanza non è continuativa;

  • disponibilità di personale formato per il primo soccorso durante gli orari di apertura.

 

Quando non è presente l’assistente bagnanti, le modalità di vigilanza e le procedure d’intervento devono essere indicate nel piano di autocontrollo della piscina. 

 

Il punto decisivo è quindi questo:

 

L’eventuale assenza dell’obbligo del bagnino non coincide con l’assenza dell’obbligo di organizzare la sicurezza.

 

La domanda corretta non è soltanto: “La legge mi impone il bagnino?”.

 

La domanda corretta è:

 

Il modello di vigilanza adottato è realmente adeguato alla struttura, alla visibilità della vasca, agli accessi, alla presenza di bambini e ai tempi necessari per intervenire?

 

Vigilare non significa guardare ogni tanto una telecamera

 

La vigilanza deve essere una funzione organizzata.

 

Non può essere affidata genericamente al receptionist, al manutentore, al cameriere del bar o a un collaboratore impegnato contemporaneamente in altre attività.

 

Una telecamera può aiutare, ma la sua efficacia dipende da alcuni elementi fondamentali:

 

  • chi osserva le immagini;

  • da quale postazione;

  • con quale continuità;

  • con quale formazione;

  • in quanto tempo può raggiungere la piscina;

  • come viene attivato il soccorso;

  • chi può arrestare immediatamente gli impianti.

 

Una telecamera non presidiata registra un incidente, ma non necessariamente lo impedisce.

 

La direzione deve evitare che la parola “vigilanza” rimanga una formula contenuta nel piano di autocontrollo senza una corrispondente attività quotidiana.

 

Il caso Alice Ferrari e il rischio dei bocchettoni di aspirazione

 

La morte di Alice Ferrari ha portato l’attenzione su un rischio spesso sconosciuto agli ospiti: quello connesso ai bocchettoni, alle griglie e ai sistemi di aspirazione e ricircolo dell’acqua.

 

Secondo la ricostruzione iniziale, i capelli della bambina sarebbero rimasti intrappolati nella griglia di aspirazione, rendendo estremamente difficili le operazioni necessarie per liberarla. 

 

La cuffia può rappresentare una misura prudenziale, soprattutto per chi ha capelli lunghi.

 

Ma la cuffia non può diventare l’alibi con cui trasferire sull’utente una responsabilità che deve essere affrontata innanzitutto attraverso:

 

  • progettazione corretta dell’impianto;

  • protezione dei punti di aspirazione;

  • verifica dell’integrità delle griglie;

  • manutenzione documentata;

  • controllo delle portate;

  • disponibilità di sistemi di arresto facilmente identificabili;

  • preparazione del personale.

 

La sicurezza deve essere incorporata nell’impianto e nel modello di gestione.

 

Non può dipendere esclusivamente dal comportamento perfetto dell’ospite.

 

Gli otto controlli che ogni hotel con piscina dovrebbe effettuare

 

1. Nominare un responsabile effettivo

Deve essere individuata una persona che risponda concretamente del funzionamento della piscina, dei controlli, della sicurezza dei frequentatori e dell’aggiornamento delle procedure.

Il nominativo deve essere conosciuto dalla direzione e dal personale.

Una responsabilità attribuita genericamente “alla manutenzione” rischia di non appartenere realmente a nessuno.

 

2. Effettuare un audit tecnico indipendente

Il fatto che la piscina abbia funzionato per molti anni senza incidenti non dimostra che sia sicura.

Un controllo tecnico dovrebbe comprendere almeno:

  • griglie e bocchettoni;

  • pompe e circuiti di aspirazione;

  • sistemi di filtraggio;

  • arresto degli impianti;

  • pavimentazioni;

  • illuminazione;

  • profondità e pendenze;

  • barriere di accesso;

  • dotazioni di salvataggio;

  • segnaletica;

  • documentazione delle manutenzioni.

L’audit dovrebbe essere ripetuto periodicamente e dopo ogni modifica dell’impianto.

 

3. Controllare la piscina prima di ogni apertura

Il controllo giornaliero non dovrebbe limitarsi a cloro, pH e qualità dell’acqua.

Prima dell’apertura occorre verificare anche l’integrità visibile delle griglie, la presenza delle dotazioni di emergenza, la funzionalità degli allarmi, la visibilità della vasca e l’accessibilità dei dispositivi di arresto.

Ogni verifica dovrebbe essere registrata con data, ora e firma dell’addetto.

 

4. Proteggere realmente l’accesso dei bambini

La piscina non dovrebbe essere raggiungibile liberamente da una sala giochi, da un giardino, da un corridoio o dalle camere.

La direzione deve analizzare i percorsi reali seguiti dagli ospiti, non soltanto quelli previsti nel progetto.

Cancelli, chiusure, barriere, segnaletica e modalità di accompagnamento dei minori devono costituire un sistema coerente.

Un cartello non corregge un accesso progettato male.

5. Distinguere la vigilanza dalle altre mansioni

 

Chi è incaricato della sorveglianza non dovrebbe essere contemporaneamente assorbito da telefonate, check-in, servizio bar o interventi di manutenzione.

Quando l’organizzazione prevede un controllo da remoto, devono essere definiti i tempi massimi di intervento e la persona responsabile della postazione.

 

6. Formare tutto il personale

Anche quando è presente un assistente bagnanti, gli altri dipendenti devono sapere:

  • chi chiamare;

  • come attivare il 112;

  • dove sono le dotazioni di salvataggio;

  • dove si trova il defibrillatore;

  • come arrestare gli impianti;

  • come consentire l’accesso dell’ambulanza;

  • chi coordina l’emergenza.

La normativa dell’Emilia-Romagna prevede, per le strutture turistico-ricettive, che le prestazioni di primo soccorso siano assicurate durante tutto l’orario di funzionamento della piscina da personale adeguatamente formato. 

 

7. Simulare le emergenze

Una procedura conservata in un raccoglitore non garantisce che il personale sappia applicarla.

L’hotel dovrebbe effettuare esercitazioni periodiche simulando almeno:

  • bambino caduto in acqua;

  • ospite privo di sensi;

  • persona intrappolata da un sistema di aspirazione;

  • arresto delle pompe;

  • chiamata dei soccorsi;

  • utilizzo del defibrillatore;

  • accesso dell’ambulanza.

Durante un’emergenza non deve essere necessario cercare una chiave, individuare un interruttore o decidere chi debba telefonare.

 

8. Registrare anche i quasi incidenti

Un cancello trovato aperto, un bambino entrato senza accompagnatore, una griglia allentata o un allarme non percepito sono segnali che devono essere registrati e analizzati.

Il quasi incidente è un’informazione preziosa.

Permette di correggere una criticità prima che diventi una tragedia.

 

La sicurezza della piscina incide sul valore dell’hotel

 

La sicurezza non è separata dalla redditività e dal valore dell’asset.

 

Una piscina non correttamente governata può determinare:

 

  • sospensione del servizio;

  • interventi urgenti;

  • contenziosi;

  • problemi assicurativi;

  • danni reputazionali;

  • cancellazioni;

  • perdita di fiducia da parte degli ospiti;

  • responsabilità per proprietà e gestore;

  • riduzione del valore dell’investimento.

 

Chi acquista, finanzia o assume la gestione di un hotel dovrebbe inserire la piscina nella due diligence tecnica e operativa.

 

La verifica deve riguardare non soltanto la conformità formale dell’impianto, ma anche contratti di manutenzione, registri, incidenti precedenti, piano di autocontrollo, formazione del personale, assicurazioni e reale modello di vigilanza.

 

Su InvestHotel.it e InvestimentiAlberghieri.it analizziamo come i rischi tecnici, organizzativi e gestionali possano incidere sulla sostenibilità e sul valore di un investimento alberghiero.

 

La sicurezza dovrebbe essere valutata prima dell’acquisto, non dopo la firma del contratto.

 

Esternalizzare la manutenzione non significa trasferire ogni responsabilità

 

Molti hotel affidano manutenzione, pulizia, assistenza o gestione della piscina a società esterne.

L’esternalizzazione può essere utile, ma non sostituisce il controllo della proprietà e della direzione.

 

Il contratto con il fornitore dovrebbe stabilire chiaramente:

 

  • attività da svolgere;

  • frequenza dei controlli;

  • qualifiche richieste;

  • documentazione da consegnare;

  • tempi di intervento;

  • obblighi di segnalazione;

  • responsabilità operative;

  • procedure da seguire in caso di pericolo.

 

La direzione deve inoltre verificare che quanto previsto dal contratto venga realmente eseguito.

 

È un principio centrale anche nel modello di gestione alberghiera descritto su NecciHotels.it: delegare un’attività non significa rinunciare al controllo.

 

La sicurezza è una funzione di governance alberghiera

 

Le tragedie di Milano Marittima e Sestri Levante non devono essere utilizzate per emettere sentenze mediatiche.

Devono però obbligare ogni proprietà alberghiera a rispondere ad alcune domande:

Chi controlla quotidianamente la piscina?

Un bambino può raggiungere la vasca senza incontrare una barriera?

Chi osserva le telecamere?

Quanto tempo occorre per raggiungere l’acqua?

Chi può fermare le pompe?

Il personale ha mai simulato un’emergenza?

Le manutenzioni sono realmente documentate?

 

Il piano di autocontrollo descrive ciò che avviene ogni giorno oppure ciò che dovrebbe avvenire soltanto sulla carta?

 

Su RobertoNecci.it la gestione alberghiera viene affrontata come un sistema nel quale redditività, continuità operativa, reputazione, manutenzione e sicurezza non possono essere separate.

 

Un hotel ben gestito non è soltanto quello che aumenta l’occupazione o il GOP.

 

È quello che individua i rischi prima che diventino emergenze.


 

Il tuo hotel ha una piscina? Verifica oggi ciò che potrebbe essere contestato domani

 

Hotel Management Group supporta proprietà, investitori e gestori nell’analisi dei rischi operativi, delle responsabilità organizzative, dei contratti di manutenzione, delle procedure di controllo e della continuità aziendale.

 

Un check-up può individuare:

 

  • responsabilità non chiaramente attribuite;

  • procedure incomplete;

  • controlli non documentati;

  • criticità nei contratti con i fornitori;

  • carenze nella vigilanza;

  • tempi di intervento incompatibili con un’emergenza;

  • rischi capaci di compromettere il valore e la reputazione dell’hotel.

 

Non aspettare che siano un incidente, un’indagine o una compagnia assicurativa a chiedere la documentazione.

 

Scrivi ora a r.necci@robertonecci.it indicando nell’oggetto “CHECK-UP SICUREZZA HOTEL”.

 

Il costo di una verifica preventiva è marginale. Il costo di una sicurezza soltanto formale può essere irreversibile.



Maggiori informazioni, sulle nostre attività consulenziali sono disponibili sul sito www.neccihotels.it , relativamente alla finanza di impresa ed all'assistenza in situazioni speciali www.investhotel.it


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