03/07/2018 - 31/12/2029
Nelle aziende alberghiere, la componente labour rappresenta strutturalmente la voce di costo a più alta incidenza sul conto economico. Non si tratta di una criticità contingente, ma di un elemento intrinseco al modello industriale dell’hôtellerie, dove l’accoglienza e il servizio costituiscono il core del prodotto.
Il riferimento empirico a un’incidenza del 30% del costo del lavoro sui ricavi totali è spesso indicato come benchmark operativo. Tuttavia, nel contesto italiano, tale soglia risulta sempre più complessa da rispettare a causa dell’elevato cuneo fiscale e contributivo. Il tema, quindi, non è il rispetto meccanico di una percentuale, ma la coerenza tra costo del lavoro, produttività e posizionamento dell’hotel.
Un errore frequente nei processi di risanamento alberghiero è trattare il costo del lavoro esclusivamente come una variabile da comprimere. In realtà, un costo del lavoro inefficiente non dipende tanto dal livello assoluto, quanto dalla mancanza di correlazione con i ricavi e con la qualità del servizio offerto.
Personale non formato, demotivato o non più allineato alle esigenze del mercato genera:
inefficienze operative;
deterioramento dell’esperienza cliente;
perdita di competitività commerciale;
distruzione di valore dell’asset nel medio periodo.
In questi casi, la riduzione lineare del personale non risolve il problema: lo sposta.
In ogni piano serio di risanamento o efficientamento, la verifica dell’incidenza del costo del lavoro sui ricavi rappresenta uno dei primi passaggi obbligati, ma deve essere letta in chiave dinamica.
L’analisi corretta prevede:
verifica della correlazione tra fatturato e costo del lavoro;
scomposizione del personale per funzione e reparto;
valutazione della produttività per unità operativa;
confronto con benchmark coerenti per categoria, dimensione e mercato.
Solo in questo modo è possibile distinguere tra:
costo fisiologico;
costo inefficiente;
costo strutturalmente incompatibile con il modello di business.
Alcune funzioni aziendali devono essere inserite all’interno di un piano organizzativo strutturato, che definisca in modo chiaro:
attività svolte;
carichi di lavoro;
tempi standard (minutaggi);
copertura dei picchi stagionali.
L’assenza di una pianificazione operativa porta a un utilizzo distorto della forza lavoro, con ricorso eccessivo a straordinari, inefficienze di turnazione e aumento del costo unitario per servizio reso.
Una valutazione credibile del costo del lavoro non può prescindere dall’analisi di:
assenze e assenteismo;
ferie e permessi;
straordinari;
rigidità contrattuali.
Queste variabili incidono in modo significativo sulla produttività reale e spesso spiegano perché il costo del lavoro risulti insostenibile anche in presenza di organici apparentemente corretti.
Il costo del lavoro si compone di:
componenti dirette: retribuzione mensile e differita, premi, bonus, TFR;
componenti indirette: contributi previdenziali, premi assicurativi ed enti di riferimento.
Anche in presenza di scatti di anzianità, il principio guida deve essere chiaro:
a un maggior costo deve corrispondere una maggiore efficienza o produttività.
In assenza di questa correlazione, emergono inevitabilmente elementi di criticità strutturale.
Il legislatore mette a disposizione diversi strumenti di flessibilità:
part-time, lavoro intermittente, tempo determinato;
appalto e somministrazione;
contratti di solidarietà, cassa integrazione;
tirocini e percorsi formativi.
Questi strumenti non sono soluzioni in sé, ma funzionano solo se inseriti all’interno di un piano organizzativo e industriale coerente. Utilizzati in modo reattivo o emergenziale, producono effetti temporanei e spesso peggiorativi.
Il costo del lavoro non è una variabile contabile da comprimere, ma una leva strategica di governo dell’hotel.
Quando il costo non è allineabile ai ricavi e alla produttività attesa, il problema non è il personale, ma il modello operativo e di governance.
Un intervento efficace sul labour richiede visione, metodo e capacità di integrazione con la strategia complessiva dell’asset.
La gestione del costo del lavoro negli hotel non può essere affrontata con interventi isolati o soluzioni standard. Richiede una lettura integrata di organizzazione, produttività, modello operativo e sostenibilità economica.
Hotel Management Group affianca proprietà e investitori nella revisione strutturale dei modelli di gestione alberghiera, supportando processi di efficientamento, risanamento e riposizionamento orientati alla creazione di valore nel medio-lungo periodo.
👉 Approfondisci l’approccio alla gestione e all’efficientamento delle aziende alberghiere
Maggiori informazioni, sulle nostre attività consulenziali sono disponibili sul sito www.neccihotels.it , relativamente alla finanza di impresa ed all'assistenza in situazioni speciali www.investhotel.it