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I crediti deteriorati un problema da gestire ora

19/04/2021 - 19/04/2023

Ancora novità sul fronte crediti deteriorati, un tema che già dalle prossime settimane diventerà sempre più caldo. Un tema che interessa particolarmente il comparto alberghiero che sarà, suo malgrado, particolarmente rappresentato in questa tipologia di crediti.

 

Un anno di mancati incassi, un orizzonte incerto per le riaperture, rendono ancora più difficile il futuro per le aziende alberghiere e le loro esposizioni con il comparto bancario.

 

Esposizioni, magari ora silenti, in virtù di moratoria, ma che presto o tardi dovranno essere affrontate e con decisione.

 

Ma andiamo con ordine.

 

A fine marzo la Commissione Bilancio e Politiche UE del Senato nell'ambito dei lavori sul Recovery Plan sollecitava un trattamento preferenziale per i crediti deteriorati a causa della pandemia.

 

Sostanzialmente la Commissione riconosceva che i crediti divenuti deteriorati con il Covid non potevano essere paragonati a quelli deteriorati in periodo non Covid; si riconosceva insomma che a causa della gravità della crisi si sono deteriorate anche posizioni che erano in perfetta salute.

 

Come spesso accade fra legislatori nazionali ed europei non c'è però sintonia.

 

Il servizio studi del Parlamento europeo nei sui lavori indicava invece una strada diametralmente opposta, ovvero considerare tutti i crediti deteriorati a prescindere dal periodo in cui si sono manifestati, per quello che sono ovvero crediti difficilmente rimborsabili invitando quindi le banche a farli emergere velocemente dai loro bilanci con il fine di gestirli ( ovvero provare a trovare accordi con i debitori ) oppure cederli direttamente ad altri soggetti specializzati, al fine di evitare che si accumulino nei bilanci, minando la loro stessa solidità.

 

Il Centro Studi del parlamento europeo indica che in tempi di crisi ci sarà una selezione naturale e l'atteggiamento delle banche che tende invece rimandare il problema più a lungo possibile va scongiurato.

 

Bisogna secondo l'Europa intervenire rapidamente per evitare maggiori problemi in futuro.

 

Una parola fa particolarmente effetto: zombie lending, il finanziamento ad imprese decotte, che secondo il citato centro studi è da evitare. 

 

In realtà si dà anche una altra indicazione: ristrutturare le posizioni, si auspica quindi una maggior collaborazione banche / imprese per trovare vie d'uscita a situazioni critiche. 

 

Si aprono quindi due scenari diametralmente opposti: da una parte un invito a " ristrutturare le posizioni " dall'altro a cedere velocemente gli NPL , i crediti problematici appunto, al fine di liberare i bilanci delle banche e magari agevolare la nascita di un mercato secondaio con soggetti specializzati. 

 

Quale sarà l'impatto sull'economia è molto difficile da comprendere al giorno d'oggi.

 

Il turismo è stato il comparto maggiormente colpito dalla crisi, l'alberghiero nell'ambito della filiera degli attori, quello che ha subito impatti più evidenti ed è anche quello che ha il primato della maggior mole di esposizioni verso le banche.

 

E' altresi evidente che non sempre le aziende alberghiere sono state reattive nell'affrontare questo genere di situazioni rimandandole al futuro, alla ripresa della normalità.

 

Purtroppo alcune aziende rischiano di essere fuori tempo massimo, business plan, modelli organizzativi, piano di ristrutturazioni vanno pensati ora, domani potrebbe essere troppo tardi.

 

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