08/08/2023 - 08/08/2029
Negli ultimi mesi è cresciuta l’attenzione sul tema dei crediti deteriorati (NPL) e sulle iniziative normative volte a fornire aiuto a imprese e cittadini in difficoltà con i debiti bancari, anche attraverso strumenti quali il saldo e stralcio. La questione è al centro del dibattito pubblico e tecnico perché riguarda non solo aspetti bancari, ma anche la gestione reale delle posizioni debitorie nel sistema produttivo italiano.
Nel corso del 2025 e all’inizio del 2026 continuano a svilupparsi diversi filoni normativi e di mercato che incidono sulla disciplina degli NPL in Italia:
Le autorità italiane hanno implementato la Direttiva UE sul mercato secondario dei crediti in sofferenza (SMD Directive), con un regime di autorizzazione e controllo per i credit servicers (gestori di crediti deteriorati), introducendo un sistema più strutturato e trasparente per la gestione e il recupero dei crediti acquisiti, con regole di segregazione degli asset e supervisione da parte della Banca d’Italia.
Secondo stime di mercato per il 2026, gli NPL netti sono attesi rimanere sotto il 2 % del totale dei prestiti bancari, segnando una stabilizzazione del mercato e confermando una transizione verso operazioni più tecniche, con attenzione alla qualità dei dati e alla governance dei processi.
In parallelo, nel quadro più ampio del diritto delle riscossioni, sono state introdotte misure come la rottamazione-quinquies e nuove regole sul discarico automatico delle cartelle esattoriali inesigibili dal 2026, che vanno a completare l’ecosistema delle agevolazioni verso i debitori.
Sul fronte specifico della proposta di decreto “Omnibus” per permettere al debitore di riacquistare il proprio debito deteriorato ceduto a società specializzate con una maggiorazione predeterminata (ad esempio +20 % rispetto al prezzo di acquisto), l’iniziativa è ancora in fase di elaborazione e non è stata ancora convertita in una legge operativa, motivo per cui il quadro normativo resta potenziale e non ancora vincolante.
I crediti deteriorati rappresentano per le banche uno strumento di alleggerimento del bilancio, poiché preferiscono cederli a soggetti specializzati piuttosto che mantenerli, con impatto negativo sui ratio patrimoniali. Questi crediti vengono acquistati a sconto (spesso tra il 5 % e il 30 % del valore nominale) e gestiti nei mercati secondari. Il margine delle società acquirenti deriva principalmente dalla differenza tra prezzo di acquisto e recupero finale del credito.
In questo contesto, gli strumenti di saldo e stralcio — ovvero la possibilità, in via volontaria, di concordare con il cessionario un’estinzione del debito a condizioni agevolate — non sono ancora sempre accessibili. Molto dipende dalla disponibilità delle società NPL a negoziare condizioni, dalla struttura contrattuale originale e dalla qualità dell’attivo sottostante.
La disciplina dei crediti deteriorati non riguarda solo i bilanci bancari: essa è cruciale per le imprese in crisi o in difficoltà finanziaria, in particolare nei settori in cui il credito è frutto di cicli produttivi lunghi o richiede investimenti significativi. Una gestione stragiudiziale e negoziale dei rapporti debitori-creditori può infatti essere più efficiente di un percorso giudiziale lungo e oneroso, specie quando si tratta di asset industriali con valore in esercizio.
Nel settore alberghiero o immobiliare, ad esempio, un approccio strutturato alla gestione dei rapporti con creditori può trasformare una posizione compromessa in un’opportunità di rilancio, preservando valore d’impresa e relazioni commerciali con fornitori, istituti di credito e partner strategici.
Per le imprese che si trovano in una fase di ristrutturazione dei debiti o valutano operazioni di turnaround, è fondamentale:
dotarsi di governance societaria trasparente e processi di decisione chiari;
implementare un controllo di gestione robusto e reporting affidabile;
adottare modelli di negoziazione con creditori basati su dati, previsione dei flussi e soluzioni stragiudiziali;
comprendere correttamente i profili di rischio e rendimento legati a possibili saldi di posizione con sconti o maggiorazioni.
Questa preparazione è essenziale non solo per ottenere condizioni negoziali migliori, ma anche per attrarre investitori e partner industriali interessati a partecipare a piani di ricapitalizzazione o di rilancio operativo.
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Roberto Necci
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