27/11/2023 - 27/11/2029
La storia di Booking ed Expedia non è solo una storia di innovazione tecnologica nel turismo.
È soprattutto la storia di come la distribuzione online sia diventata il vero centro di potere del settore alberghiero.
Nate entrambe nel 1996 come piattaforme di prenotazione, Booking ed Expedia hanno progressivamente superato il ruolo di semplici intermediari, trasformandosi in ecosistemi capaci di influenzare domanda, pricing, visibilità e decisioni di acquisto.
Oggi non competono solo tra loro.
Competono con gli hotel stessi, sul terreno più critico: l’accesso al cliente finale.
La promessa iniziale dell’online travel era la disintermediazione.
Il risultato reale è stato l’opposto: una nuova forma di intermediazione concentrata, con caratteristiche quasi oligopolistiche.
Booking ed Expedia:
controllano la visibilità online
orientano il confronto dei prezzi
influenzano la percezione del valore
governano le recensioni come leva reputazionale
Per molti hotel, soprattutto indipendenti, non essere presenti equivale a non esistere.
Essere presenti, però, significa accettare costi di intermediazione crescenti e una progressiva perdita di controllo commerciale.
Il tema non è la visibilità. Il tema è il costo strategico della visibilità.
Commissioni elevate, politiche promozionali imposte, programmi di “visibilità preferenziale” e dipendenza dalla pubblicità online hanno trasformato le OTA in attori che incidono direttamente su ADR, GOP e sostenibilità economica dell’hotel.
Il risultato è un paradosso diffuso:
hotel pieni
fatturato stabile
marginalità in calo
Non è un problema di occupazione.
È un problema di distribuzione del valore lungo la filiera.
Le recensioni, nate come strumento di trasparenza, sono diventate una variabile strategica di pricing.
Un punteggio più basso:
riduce la conversione
aumenta la pressione sul prezzo
costringe a promozioni più aggressive
Le OTA non si limitano a ospitare le recensioni:
le integrano nei loro algoritmi di visibilità, rendendole uno strumento di selezione e penalizzazione commerciale.
Booking ed Expedia sono tra i principali investitori mondiali in advertising digitale, in particolare su Google.
Acquistano traffico che, in molti casi, intercetta ricerche branded degli stessi hotel, rivendendo poi quella domanda alle strutture sotto forma di prenotazioni commissionate.
Il vero asset non sono le camere.
Sono i dati comportamentali degli utenti:
abitudini di prenotazione
sensibilità al prezzo
timing decisionale
propensione all’acquisto
Chi controlla i dati, controlla la domanda.
L’adozione dell’intelligenza artificiale rappresenta un ulteriore punto di discontinuità.
Le OTA stanno investendo massicciamente in:
sistemi di raccomandazione avanzati
pricing predittivo
personalizzazione estrema dell’offerta
Questo rafforza il loro ruolo di registi del processo di acquisto, aumentando il divario informativo con gli hotel.
Al tempo stesso, l’uso dell’IA apre questioni rilevanti su:
trasparenza algoritmica
utilizzo dei dati
concorrenza e regolamentazione
Temi che avranno impatti diretti sul modello di business delle piattaforme e, di riflesso, sugli operatori alberghieri.
Le grandi OTA operano in strutture societarie complesse e internazionali, spesso oggetto di attenzione da parte delle autorità fiscali e antitrust, Italia inclusa.
Al di là degli esiti dei singoli contenziosi, il tema centrale è chiaro:
il potere economico delle piattaforme ha ormai superato quello di molti operatori locali, rendendo inevitabile un confronto regolatorio nei prossimi anni.
La questione non è se utilizzare Booking o Expedia.
La vera domanda è:
quanto controllo sei disposto a cedere sulla tua domanda, sul tuo pricing e sulla tua relazione con il cliente?
Le OTA non sono “un canale come gli altri”.
Sono un sistema di potere commerciale.
Senza una strategia chiara di distribuzione e marketing, l’hotel diventa un fornitore passivo di inventory.
In HotelMarketingLab lavoriamo con hotel indipendenti e gruppi per ridisegnare il modello di marketing e distribuzione, riducendo la dipendenza dalle OTA e riportando controllo su:
posizionamento
pricing
mix distributivo
relazione diretta con il cliente
Non si tratta di eliminare le OTA, ma di ricollocarle nel loro ruolo corretto, all’interno di una strategia sostenibile.
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