21/06/2024 - 21/06/2029
L’industria alberghiera è una delle più complesse in termini di struttura dei costi. Ogni reparto – ristorazione, spa, housekeeping, servizi accessori – è un centro di costo e, potenzialmente, di profitto. Tuttavia, una delle criticità più diffuse nel settore è l’incapacità di determinare con precisione il costo di impianto e il break-even economico di ciascun servizio.
Questa lacuna non è solo operativa: è una falla di governance che incide direttamente su marginalità, sostenibilità e valore dell’impresa alberghiera.
Molti hotel aprono o mantengono reparti senza una reale comprensione di:
quante ore/uomo sono necessarie per erogare il servizio;
quale volume minimo è richiesto per coprire i costi fissi;
come varia il margine al variare dei volumi.
Il risultato è una gestione basata su percezioni, consuetudini o benchmark generici, anziché su numeri oggettivi.
La ristorazione è il caso più emblematico.
Senza una definizione precisa di:
organico minimo e massimo;
produttività per fascia oraria;
incidenza del costo del lavoro e del food cost;
il reparto tende a operare in perdita strutturale, pur mostrando volumi apparentemente soddisfacenti. In assenza di un conto economico di reparto, il ristorante diventa un centro di assorbimento di margini generati dalle camere.
Anche il comparto spa soffre di errori di impostazione simili. Turnistiche non allineate ai flussi reali, presidio eccessivo o insufficiente, mancata correlazione tra trattamenti venduti e ore di lavoro producono:
costi fissi elevati;
bassa saturazione;
marginalità instabile.
Un reparto spa può generare valore solo se governato come un vero business unit, con KPI chiari e misurabili.
La terziarizzazione di servizi come housekeeping, ristorazione o manutenzione viene spesso adottata senza una reale comparazione economica.
Senza una chiara definizione di volumi, standard e responsabilità, i contratti di appalto:
mascherano costi anziché ridurli;
riducono il controllo operativo;
aumentano il rischio di contenzioso.
Il problema non è l’appalto in sé, ma la mancanza di un modello di costo a monte.
Per superare queste criticità è necessario introdurre un approccio strutturato di controllo di gestione, che includa:
mappatura dei processi per reparto;
definizione dei centri di costo secondo logiche USALI;
analisi dei costi fissi, variabili e semi-variabili;
calcolo del break-even di ciascun servizio;
monitoraggio continuo di KPI operativi ed economici.
Solo così è possibile decidere se un reparto:
genera valore;
è neutro;
oppure distrugge margine.
Un hotel che non conosce il costo reale dei propri reparti non governa l’impresa: la subisce.
Il controllo economico non serve a “tagliare”, ma a decidere consapevolmente.
Nel contesto attuale, la marginalità non si difende aumentando i ricavi, ma governando i costi con precisione industriale.
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