26/08/2025 - 26/08/2029
Questo post nasce da una conversazione estiva a Riccione con Mauro Santinato di Teamwork Hospitality, che partendo dal caso riminese ha evidenziato una criticità in realtà diffusa in gran parte del territorio nazionale.
Il tema è quello del vincolo di destinazione d’uso alberghiero inserito nei piani regolatori comunali e regionali.
Un vincolo pensato per tutelare la vocazione turistica dei territori, ma che oggi, in molti contesti maturi, rischia di produrre l’effetto opposto: bloccare la rigenerazione urbana ed economica.
Una quota significativa di immobili formalmente accatastati come alberghi non è più sostenibile come struttura ricettiva, per ragioni oggettive:
dimensioni insufficienti per garantire economie di scala;
costi di ristrutturazione incompatibili con i potenziali ritorni;
layout obsoleti, incapaci di rispondere agli standard attuali (numero camere, spazi comuni, servizi, tecnologia).
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: hotel chiusi, abbandonati, vandalizzati, che alimentano un vero e proprio cimitero di ex alberghi, con effetti negativi su decoro urbano, sicurezza e valore immobiliare.
I Comuni si trovano intrappolati in una contraddizione strutturale:
da un lato temono che il cambio di destinazione d’uso riduca la capacità ricettiva e l’attrattività turistica;
dall’altro, il mantenimento di immobili inutilizzabili genera degrado, perdita di valore e blocco degli investimenti.
In molti casi, il vincolo non protegge più il turismo, ma congela asset che il mercato non è in grado di riassorbire nella loro funzione originaria.
Nel comparto alberghiero i criteri di competitività evolvono rapidamente.
Ogni 8–10 anni cambiano standard, modelli di offerta, aspettative della domanda. Un immobile che non viene aggiornato perde progressivamente usabilità economica e valore industriale.
Oggi molti ex hotel risultano di fatto invendibili:
perché non trasformabili in strutture moderne e profittevoli;
perché bloccati da vincoli normativi che impediscono qualunque riconversione alternativa.
La soluzione non è una liberalizzazione indiscriminata, ma un approccio tecnico, selettivo e condiviso nell’ambito dei piani regolatori regionali e comunali.
Serve una collaborazione reale tra:
Regioni,
Comuni,
operatori economici,
parti sociali e investitori.
Con l’obiettivo di:
✔ evitare degrado urbano e immobiliare,
✔ favorire sviluppo economico sostenibile,
✔ rigenerare città e territori con logiche di mercato e non solo con vincoli formali.
Il tema del vincolo alberghiero non è ideologico, ma industriale e urbanistico.
Ignorarlo significa rinviare il problema; affrontarlo con metodo significa governare la trasformazione.
La rigenerazione degli asset alberghieri richiede analisi, visione e competenze tecniche.
Hotel Management Group affianca enti pubblici, proprietà e investitori nella valutazione degli immobili alberghieri, nei processi di riconversione e nella definizione di modelli sostenibili di sviluppo urbano e turistico.
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