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Nuovi criteri di valutazione alberghiera: il mio intervento all’Ordine degli Ingegneri della provincia di Roma

01/10/2025 - 01/10/2029

La valutazione alberghiera non è un esercizio immobiliare

È un giudizio sulla capacità di generare reddito nel tempo

 

Nel settore alberghiero, uno degli errori più ricorrenti è continuare a trattare l’hotel come un asset prevalentemente immobiliare. Questa impostazione, ancora diffusa nella prassi valutativa e normativa italiana, produce distorsioni rilevanti: valori teorici scollegati dalla redditività reale, investimenti inefficienti, immobilismo e, nei casi peggiori, progressiva desertificazione economica dei territori.

 

Il tema delle valutazioni alberghiere non è quindi tecnico in senso stretto, ma strategico, perché incide direttamente sulle decisioni di investimento, sulle politiche urbanistiche e sulla sostenibilità dell’intero comparto hospitality.


L’azienda alberghiera: un asset ibrido e indivisibile

 

L’impresa alberghiera non è assimilabile a un immobile a reddito tradizionale.
È un asset complesso, in cui convivono e si condizionano reciprocamente:

 

  • la componente immobiliare, fatta di localizzazione, volumetria, layout, stato manutentivo e conformità normativa;

  • la componente gestionale, che determina la capacità dell’asset di produrre flussi di cassa stabili e difendibili.

 

Separare queste due dimensioni nella valutazione significa misurare solo una parte del valore, ignorando il fattore determinante: la qualità e la sostenibilità della gestione.

 

Un hotel ben gestito può valorizzare un immobile ordinario; un immobile eccellente, se mal gestito, distrugge valore.


Il ruolo dell’immobile: da contenitore a infrastruttura produttiva

 

L’immobile alberghiero non è un semplice involucro.
Ogni metro quadrato deve essere funzionale alla produzione di reddito.

 

Nel contesto italiano, caratterizzato da:

 

  • strutture frammentate,

  • edifici datati,

  • layout non più coerenti con la domanda attuale,

 

la vera sfida è ripensare l’organizzazione degli spazi, non solo ristrutturarli.

 

La ristorazione ne è l’esempio più evidente: non più servizio accessorio, ma centro di profitto autonomo, spesso decisivo per l’equilibrio economico dell’hotel. Continuare a progettare e valutare gli hotel con logiche superate significa compromettere il potenziale dell’asset prima ancora dell’avvio della gestione.


 

Vincoli urbanistici e rischio sistemico

 

Un tema centrale, spesso sottovalutato, riguarda i vincoli di destinazione d’uso.
Molti immobili alberghieri si trovano oggi in località che hanno perso attrattività o che non consentono più economie di scala compatibili con il mercato contemporaneo.

 

Il mantenimento rigido dell’uso alberghiero, in assenza di condizioni economiche sostenibili, genera:

 

  • hotel chiusi,

  • patrimonio immobiliare inutilizzato,

  • perdita di valore territoriale.

 

Il rischio non è teorico, ma concreto: la formazione di ghost city, aree un tempo turistiche oggi paralizzate da immobili non riconvertibili.

 

Senza una maggiore flessibilità normativa e una visione di rigenerazione urbana, la valutazione alberghiera rischia di diventare un esercizio sterile, privo di ricadute economiche reali.


Nuovi criteri di valutazione: il reddito come fondamento del valore

 

Un principio deve tornare centrale:

 

Il valore dell’immobile alberghiero è funzione diretta del reddito che una gestione sana è in grado di generare.

 

In questa logica:

 

  • il canone di locazione sostenibile può essere parametrato a circa il 20% del fatturato ottenibile da una gestione equilibrata;

 

  • tale canone deve consentire all’investitore un rendimento coerente, generalmente compreso tra il 5% e il 7%, in funzione del rischio e della tipologia di asset.

 

Qualsiasi valutazione che prescinda da questa relazione è, di fatto, una valutazione teorica, non investibile.


 

Il patrimonio alberghiero italiano è eccessivo, frammentato e in larga parte obsoleto.
La sua rigenerazione non può avvenire attraverso:

 

  • valutazioni immobiliari astratte,

  • vincoli urbanistici rigidi,

  • modelli gestionali non sostenibili.

 

Serve un approccio integrato, in cui gestione, immobile e normativa dialoghino all’interno di una logica economica coerente.

 

Solo così sarà possibile:

  • restituire valore reale agli asset,

  • attrarre capitali consapevoli,

  • riattivare territori oggi bloccati.

 

Nel settore alberghiero, il valore non è ciò che l’immobile è, ma ciò che l’impresa è in grado di generare nel tempo.

 

Roberto Necci

info@robertonecci.it 

 

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