03/12/2025 - 26/11/2027
Nella maggior parte dei casi, le crisi alberghiere non esplodono da un giorno all’altro. Sono il risultato di anni in cui segnali operativi, finanziari e strategici vengono ignorati o sottovalutati. Il deterioramento è graduale, ma diventa evidente solo quando il margine operativo si restringe e la liquidità si esaurisce.
Il primo fattore è il personale sovradimensionato o non misurato con KPI chiari. Senza una struttura efficiente, il costo del lavoro cresce più velocemente dei ricavi e si trasforma in un peso difficile da correggere a posteriori. A questo si aggiunge l’assenza di controllo dei costi: senza budget, forecast e confronto periodico, l’hotel naviga senza strumenti.
Un’altra causa critiche è la mancata coerenza tra pricing e posizionamento. Prezzi fissati “a sensazione”, senza analisi della domanda o benchmark, generano perdite occulte e distruggono valore nel lungo periodo. Parallelamente, molte strutture dipendono quasi esclusivamente dalle OTA: ciò comporta commissioni elevate, scarsa fidelizzazione e vulnerabilità nelle fasi di calo della domanda.
Infine, una parte rilevante delle crisi nasce da un debito contratto senza un adeguato supporto operativo. I finanziamenti hanno senso solo quando si innestano su un modello gestionale solido, capace di generare flussi costanti; altrimenti non fanno che accelerare la caduta.
La crisi di un hotel è quindi un processo, non un evento improvviso. Riconoscere prima questi pattern è ciò che consente di intervenire tempestivamente e salvaguardare valore economico, reputazionale e patrimoniale.
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