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Bilanci approvati, valore distrutto: come è possibile

13/01/2026 - 21/12/2028

Nel settore alberghiero la presenza di bilanci regolarmente approvati viene spesso interpretata come un indicatore di buona gestione. In realtà, questa lettura è parziale e talvolta fuorviante. La correttezza contabile non coincide automaticamente con la creazione di valore economico, né garantisce la sostenibilità del modello gestionale nel medio-lungo periodo.

 

Il bilancio civilistico assolve a una funzione di rendicontazione verso soci, creditori e istituzioni, ma non nasce come strumento di governo dell’impresa. Registra gli effetti delle decisioni, non le logiche che le hanno generate. Per questo motivo, un hotel può presentare conti formalmente in ordine e allo stesso tempo vedere erodersi progressivamente la propria capacità di generare valore.

 

La distruzione di valore in ambito alberghiero raramente si manifesta in modo improvviso. È più spesso il risultato di una serie di scelte operative che, singolarmente, appaiono razionali ma che nel loro insieme producono effetti negativi sulla redditività e sul posizionamento dell’asset. Politiche tariffarie orientate esclusivamente all’occupazione, compressione dei margini per sostenere i volumi, crescita dei costi fissi non allineata al posizionamento della struttura, investimenti non valutati in termini di ritorno economico sono tutti elementi che il bilancio, da solo, fatica a rendere evidenti.

 

Uno dei limiti più rilevanti risiede nel fatto che, in molte realtà alberghiere, la governance si esaurisce nel momento dell’approvazione dei conti. Il controllo diventa così un esercizio ex post, che interviene quando le decisioni sono già state prese e il mercato ha già reagito. In un settore ad alta intensità operativa e competitiva come l’hotellerie, questo approccio rende il controllo tardivo e poco efficace.

 

Il valore di un hotel non si misura esclusivamente nel risultato d’esercizio, ma nella sua capacità di generare flussi economici sostenibili nel tempo, di mantenere un posizionamento competitivo coerente e di preservare l’attrattività dell’asset per investitori e operatori. Un’impresa alberghiera può “funzionare” dal punto di vista operativo e allo stesso tempo compromettere il proprio valore strategico.

 

Il vero nodo non è quindi la correttezza del bilancio, ma l’assenza di strumenti di governo adeguati. Senza un reporting gestionale strutturato, senza indicatori coerenti con la natura dell’asset e senza un chiaro collegamento tra strategia, operatività e risultati economici, la governance resta formale e la distruzione di valore diventa difficilmente individuabile.

 

Bilanci approvati e valore distrutto non rappresentano una contraddizione, ma l’effetto di una governance che confonde il rispetto delle regole con il governo consapevole dell’impresa alberghiera. In un contesto sempre più complesso, la creazione e la protezione del valore richiedono strumenti di lettura e controllo più evoluti, capaci di andare oltre la semplice rendicontazione contabile.

 

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