04/01/2026 - 02/01/2028
Nel settore alberghiero la misurazione delle performance è storicamente concentrata su indicatori operativi e reddituali, mentre la componente immobiliare — che rappresenta la quota prevalente del capitale investito — viene spesso governata in modo residuale.
Il presente contributo propone un modello concettuale e operativo basato su KPI strutturali e CAPEX di conservazione, finalizzato alla misurazione del consumo di capitale immobiliare e alla tutela del valore nel medio-lungo periodo. L’obiettivo è superare l’approccio reattivo alla manutenzione e introdurre una logica patrimoniale, indipendente dalla gestione corrente.
La letteratura manageriale alberghiera ha storicamente privilegiato indicatori quali:
ADR
Occupazione
RevPAR
GOP e EBITDA
Tali metriche, pur essenziali per la valutazione della gestione, risultano inadeguate a descrivere la dinamica economica della struttura immobiliare.
Un hotel può presentare performance operative soddisfacenti e, al contempo, subire un progressivo deterioramento del capitale immobilizzato, non intercettato dai conti economici di breve periodo.
Ne deriva un paradosso gestionale:
la redditività corrente può coesistere con la distruzione di valore patrimoniale.
Dal punto di vista economico-finanziario, la struttura immobiliare alberghiera non può essere considerata un bene statico. Essa è:
sottoposta a stress operativo continuo
caratterizzata da componenti con cicli di vita differenziati
soggetta a obsolescenza tecnica e funzionale
Ogni elemento strutturale e impiantistico possiede una vita utile finita, la cui erosione costituisce un vero e proprio consumo di capitale.
Tale consumo non coincide con l’ammortamento contabile, che rappresenta una convenzione fiscale e non una misura reale del degrado tecnico.
Il consumo della struttura immobiliare presenta tre caratteristiche critiche:
Progressività: il degrado è lento e cumulativo
Invisibilità contabile: non emerge se non a interventi rinviati
Asimmetria temporale: i benefici della sotto-manutenzione sono immediati, i costi differiti
Questo meccanismo incentiva comportamenti gestionali orientati al breve termine, soprattutto in contesti ad alta leva finanziaria o con pressione sulla liquidità.
I KPI strutturali hanno la funzione di:
rendere misurabile il consumo di capitale immobiliare
anticipare il rischio prima che diventi irreversibile
separare performance gestionale e tutela patrimoniale
A differenza dei KPI operativi, essi non misurano “quanto rende l’hotel”, ma quanto valore strutturale viene preservato o distrutto.
Tra i principali indicatori:
Indice di vetustà tecnica
Vita utile residua media
Tasso di consumo strutturale annuo
Backlog manutentivo
Incidenza di impianti oltre ciclo di vita
L’integrazione di tali indicatori consente di costruire una lettura patrimoniale dinamica dell’asset.
Il CAPEX di conservazione rappresenta l’investimento minimo necessario a:
mantenere invariato il valore reale dell’immobile
garantire la continuità funzionale dell’asset
evitare obsolescenza tecnica e degrado anticipato
È fondamentale distinguere tra:
CAPEX di conservazione
CAPEX di adeguamento
CAPEX di miglioramento
Solo il primo ha una funzione difensiva del capitale. La sua omissione equivale economicamente a una distribuzione implicita di patrimonio, non rilevata dal bilancio.
Un errore concettuale ricorrente consiste nel subordinare il CAPEX al risultato economico annuale.
In realtà, in un modello patrimonialmente corretto:
il CAPEX di conservazione è vincolo tecnico
l’utile è variabile residuale
la gestione opera entro limiti strutturali predefiniti
Questo approccio introduce una vera governance dell’asset, riducendo l’asimmetria informativa tra proprietà e gestione.
La presenza di KPI strutturali e di un piano CAPEX coerente produce effetti diretti su:
valore di mercato dell’immobile
percezione del rischio da parte di banche e investitori
sostenibilità finanziaria nel lungo periodo
Un asset con CAPEX sistematicamente insufficiente presenta un valore economico solo apparente, destinato a ridursi al manifestarsi di interventi straordinari non più rinviabili.
Il governo dell’asset immobiliare alberghiero richiede un cambio di paradigma:
dalla gestione orientata al risultato di breve periodo a una logica patrimoniale di conservazione del capitale.
L’introduzione di KPI strutturali e del CAPEX di conservazione consente di:
rendere misurabile il consumo dell’asset
anticipare il rischio
ridurre l’incertezza decisionale della proprietà
preservare il valore economico nel tempo
In assenza di tali strumenti, la redditività corrente rischia di trasformarsi in una illusione contabile costruita a scapito del futuro dell’asset.
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Un hotel non perde valore quando invecchia,
ma quando il suo consumo strutturale non viene misurato.
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