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Cosa sapere davvero prima di fare un investimento alberghiero

02/01/2026 - 02/01/2028

Investire in un hotel non significa acquistare un immobile che produce reddito.
Significa entrare in un sistema complesso, nel quale si sovrappongono dimensione immobiliare, gestione operativa, finanza, mercato e governance.

 

Molti investimenti alberghieri falliscono non per eventi straordinari, ma per errori di impostazione a monte, spesso commessi prima ancora di firmare il contratto di acquisto.

 

Questo articolo affronta, in modo tecnico ma discorsivo, ciò che è indispensabile comprendere prima di investire in hotellerie.

 

1. L’hotel non è un immobile “passivo”

 

Il primo errore concettuale è assimilare l’hotel a un asset immobiliare tradizionale.

 

Un hotel è:

 

  • un immobile

 

  • un’azienda operativa

 

  • un’organizzazione di persone

 

  • un brand (o dipendente da un brand)

 

Il valore non dipende solo da:

 

  • metri quadri

 

  • posizione

 

  • stato manutentivo

 

ma soprattutto da:

 

  • capacità di generare flussi di cassa

 

  • qualità della gestione

 

  • sostenibilità del modello operativo

 

Un ottimo immobile con una gestione mediocre distrugge valore nel tempo.

 

2. Redditività operativa ≠ valore dell’investimento

 

ADR, occupazione e RevPAR sono indicatori fondamentali, ma non bastano per valutare un investimento.

 

Ciò che conta davvero è:

 

  • la marginalità strutturale (GOP, EBITDA)

 

  • la stabilità dei flussi

 

  • la capacità di assorbire shock di mercato

 

  • il rapporto tra risultato operativo e capitale investito

 

Un hotel può avere buone performance commerciali ed essere, allo stesso tempo, un pessimo investimento finanziario.

 

3. Il Business Plan non è una formalità

 

Ogni investimento alberghiero dovrebbe partire da un Business Plan rigoroso, non promozionale.

Un piano credibile deve:

 

  • distinguere tra scenario realistico e scenario ottimistico

 

  • separare costi fissi e costi variabili

 

  • stimare correttamente il fabbisogno di capitale circolante

 

  • includere CAPEX ricorrenti e straordinari

 

  • misurare la reale capacità di servizio del debito

 

Senza questo livello di analisi, il rischio non è calcolato: è solo rimandato.

 

4. Attenzione alla struttura dei costi

 

Nel settore alberghiero i costi non sono neutri.

 

In particolare:

 

  • il costo del personale ha soglie di sostenibilità precise

 

  • le locazioni e i canoni incidono direttamente sulla marginalità

 

  • l’esternalizzazione non elimina il costo, lo sposta

 

  • l’inefficienza operativa si manifesta lentamente, ma in modo cumulativo

 

Molti investimenti entrano in crisi non per mancanza di ricavi, ma per strutture di costo incompatibili con il fatturato potenziale.

 

5. Il CAPEX è parte integrante del rendimento

 

Un hotel consuma capitale.

 

Manutenzione, rinnovo camere, impianti, FF&E, tecnologia, adeguamenti normativi:
tutto questo non è opzionale.

 

Un investimento che non prevede:

 

  • CAPEX di mantenimento

 

  • riserve per interventi straordinari

 

  • cicli di rinnovamento coerenti con il posizionamento

 

mostra utili apparenti nel breve periodo, ma erode valore patrimoniale nel medio-lungo.

 

6. Gestione, governance e controllo

 

Investire in un hotel significa decidere chi governa cosa.

 

È essenziale chiarire:

 

  • separazione tra proprietà e gestione

 

  • poteri decisionali

 

  • sistemi di reporting

 

  • controllo dei centri di costo

 

  • obiettivi di breve vs lungo periodo

 

Molti investimenti falliscono non per il mercato, ma per assenza di governance.

 

7. Finanza e leva: opportunità o trappola

 

La leva finanziaria può migliorare il rendimento, ma amplifica il rischio.

 

Prima di investire è necessario valutare:

 

  • sostenibilità del debito in scenari avversi

 

  • rigidità dei covenant

 

  • durata e struttura dei finanziamenti

 

  • capacità di rifinanziamento

 

Un investimento che funziona solo in condizioni ideali non è un investimento, è una scommessa.

 

8. Uscita dall’investimento: pensarci prima di entrare

 

Ogni investimento dovrebbe avere chiaro come e quando uscire.

 

Domande fondamentali:

 

  • a chi può interessare l’asset in futuro?

 

  • il valore dipende dalla gestione attuale o è trasferibile?

 

  • l’hotel è appetibile per investitori, operatori o fondi?

 

Chi entra senza una logica di exit spesso si trova prigioniero dell’asset.

 

9. La specificità del settore alberghiero

 

L’hotellerie è un settore:

 

  • ciclico

 

  • sensibile al contesto macroeconomico

 

  • dipendente da fattori esterni (turismo, eventi, destinazione)

 

  • ad alta intensità gestionale

 

Per questo richiede competenze dedicate.
Applicare schemi generici di real estate o di finanza tradizionale porta spesso a valutazioni distorte.

 

Un investimento alberghiero ben fatto non nasce dall’entusiasmo, ma dalla comprensione profonda della complessità.

 

Chi investe deve sapere che:

 

  • il valore non è statico

 

  • la gestione è determinante

 

  • il capitale va protetto, non solo remunerato

 

Investire in hotellerie può generare rendimenti significativi, ma solo per chi affronta l’operazione con metodo, visione e consapevolezza.

 

Ed è proprio questa differenza – tra acquisto e investimento – che separa le operazioni di successo da quelle destinate a creare problemi nel tempo.



Maggiori informazioni, sulle nostre attività consulenziali sono disponibili sul sito www.neccihotels.it , relativamente alla finanza di impresa ed all'assistenza in situazioni speciali www.investhotel.it


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