28/05/2025 - 28/05/2027
La recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, pronunciata il 19 settembre 2024, ha aperto un nuovo scenario per il settore alberghiero europeo. La decisione ha infatti stabilito che le clausole di “parity rate” imposte da Booking.com sono contrarie al diritto della concorrenza europeo, segnando un punto di svolta atteso da anni.
La cosiddetta "parity rate" è una clausola contrattuale che impone agli hotel affiliati alle OTA (Online Travel Agencies) di non offrire, tramite i propri canali diretti (sito web, telefono, email), tariffe inferiori a quelle proposte sulla piattaforma dell’intermediario. Tale vincolo, presente per anni nei contratti di Booking.com, ha ostacolato la libertà commerciale delle strutture alberghiere, impedendo loro di gestire in autonomia la propria strategia di pricing.
La contestazione di queste clausole non è nuova. Diverse autorità antitrust nazionali ne avevano già limitato l’applicazione, ma la sentenza della Corte UE rappresenta ora una conferma vincolante a livello comunitario, con impatti potenzialmente molto rilevanti anche in termini economici e legali.
A seguito della sentenza, HOTREC – la confederazione europea delle imprese alberghiere e della ristorazione – con il supporto diretto di Federalberghi e di altre 25 associazioni nazionali, promuove una azione legale collettiva contro Booking.com per ottenere il risarcimento dei danni subiti dalle strutture alberghiere nel periodo compreso tra il 2004 e il 2024.
Si stima che, attraverso questa azione, gli albergatori possano recuperare fino al 30% delle commissioni pagate, oltre agli interessi maturati.
La particolarità dell’iniziativa è l’impiego dello strumento del litigation funding, che consente di sostenere azioni legali complesse e costose senza che i soggetti danneggiati debbano anticipare denaro. Un operatore specializzato finanzierà integralmente il procedimento (incluse le spese per avvocati, periti economici, eventuali ricorsi), assumendosi tutti i rischi e ottenendo in cambio una percentuale dell’importo riconosciuto in caso di successo.
Questo modello di finanziamento – già ampiamente descritto nel mio articolo Il Litigation Funding: una opportunità di investimento e di sostegno legale – rappresenta un’interessante evoluzione nella tutela dei diritti delle imprese, soprattutto per quelle medio-piccole che, da sole, non potrebbero affrontare contenziosi di questa portata.
Possono partecipare tutti gli hotel italiani, indipendentemente da dimensioni, classificazione o volume d’affari. L’adesione è individuale e volontaria, e avviene tramite la piattaforma web dedicata: www.mybookingclaim.com.
Le fasi previste sono semplici:
Registrazione online
Inserimento dei dati della struttura
Firma elettronica del contratto di adesione
Caricamento delle fatture emesse da Booking.com nel periodo oggetto dell’azione
Il termine ultimo per aderire è il 31 luglio 2025.
Il caso sarà seguito da un team legale ed economico altamente specializzato in diritto della concorrenza, lo stesso che ha condotto la causa sfociata nella storica sentenza del 2024. La natura transnazionale dell’azione, sostenuta da 26 Paesi europei, ne rafforza ulteriormente la solidità e l’efficacia potenziale.
Questa iniziativa rappresenta un passaggio chiave nella difesa della libera concorrenza e nella tutela economica delle imprese alberghiere. Per la prima volta, grazie al litigation funding, anche gli operatori minori hanno la concreta possibilità di ottenere giustizia e recuperare parte delle risorse economiche erose da clausole contrattuali ritenute ora illegittime.
Il consiglio, per tutte le strutture ricettive, è di valutare attentamente l’opportunità e informarsi attraverso i canali ufficiali. Il contenzioso non è più un privilegio per pochi, ma uno strumento accessibile e strategico anche per chi opera nel turismo e nell’hospitality.
Roberto Necci
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