06/01/2026 - 06/01/2028
Nel processo di trasformazione del settore alberghiero italiano, il ruolo dei servicer di crediti deteriorati ha assunto una centralità crescente e spesso sottovalutata.
Tra questi operatori, doValue rappresenta uno degli attori più rilevanti nel mercato europeo della gestione dei crediti non performing, con un impatto indiretto ma sostanziale anche sul comparto immobiliare–alberghiero.
Questo contributo analizza il ruolo dei servicer NPL nel settore hospitality, superando la narrazione riduttiva che li descrive come meri esecutori tecnici della volontà bancaria. Nel contesto attuale, i servicer sono diventati snodi decisionali tra credito, capitale e asset reale, influenzando tempistiche, strategie e risultati delle operazioni su hotel in tensione finanziaria.
I servicer NPL nascono come strumenti di esternalizzazione della gestione del credito deteriorato, con l’obiettivo di:
migliorare l’efficienza operativa delle banche
ridurre il carico gestionale interno
accelerare il recupero del valore
Nel tempo, tuttavia, il loro ruolo si è ampliato.
Il servicer non gestisce più soltanto il credito, ma orchestra il processo di valorizzazione o dismissione dell’asset sottostante, soprattutto quando il credito è assistito da garanzie immobiliari complesse, come nel caso degli hotel.
Nel comparto alberghiero, il servicer diventa un intermediario tra mondi diversi:
finanza regolamentata
real estate specializzato
impresa operativa
I servicer NPL operano secondo modelli industriali strutturati, basati su:
gestione per portafogli
obiettivi di recupero temporizzati
segmentazione del rischio
Nel settore alberghiero, tuttavia, il modello standard incontra limiti evidenti:
l’asset è unico e non fungibile
la continuità operativa è essenziale
il valore dipende dalla gestione e non solo dall’immobile
Di conseguenza, i servicer più evoluti hanno progressivamente integrato:
competenze immobiliari
capacità di lettura industriale
relazioni con operatori e investitori specializzati
Questo passaggio segna la trasformazione del servicer da gestore di credito a attore di sistema.
Nel panorama dei servicer, DoValue si distingue per:
dimensione dei portafogli gestiti
presenza internazionale
capacità di operare su asset complessi
Nel contesto italiano, il gruppo ha progressivamente assunto un ruolo centrale nella gestione di crediti garantiti da immobili a destinazione turistico–ricettiva.
Il posizionamento di DoValue non è neutro:
opera per conto di banche e investitori istituzionali
risponde a logiche di mandato e rendimento
agisce entro vincoli regolamentari stringenti
Questo significa che, nel settore alberghiero, le decisioni non sono mai puramente industriali, ma il risultato di un equilibrio tra:
recupero del credito
tutela del valore della garanzia
tempi imposti dal mandato
Con l’aumento delle cessioni di NPL e UTP, il servicer si colloca al centro di una relazione triangolare:
la banca origina e cede il rischio
il fondo acquista il credito o l’asset
il servicer gestisce il processo
Nel comparto alberghiero, questa struttura produce effetti rilevanti:
la proprietà perde progressivamente il controllo del timing
le decisioni si spostano fuori dall’impresa
il focus si concentra sull’asset, non sulla continuità imprenditoriale
Il servicer diventa così un decisore di fatto, pur non essendo né proprietario né gestore operativo.
Quando il credito è garantito da un hotel, la gestione non può limitarsi al recupero finanziario.
Il servicer deve confrontarsi con:
stato dell’immobile
posizionamento competitivo
fabbisogno di CAPEX
attrattività per il mercato
In questa fase, il credito perde centralità e l’asset diventa il vero oggetto della decisione.
Il passaggio da:
“quanto recupero dal credito”
a
“come massimizzo il valore dell’asset”
rappresenta il punto di svolta del processo.
Nel comparto hospitality, l’azione dei servicer produce effetti strutturali:
aumento delle operazioni su hotel in tensione
anticipazione delle fasi di dismissione
ingresso di investitori specializzati
Per l’impresa alberghiera, ciò comporta:
riduzione dei margini decisionali
accelerazione dei tempi
necessità di dialogare con interlocutori altamente strutturati
L’asimmetria informativa tra proprietà e servicer è spesso uno dei fattori più critici.
Il servicer opera su base industriale e portafogli. L’hotel, invece, è un asset singolo, con storia, mercato e specificità proprie.
Questa differenza genera:
rischio di valutazioni standardizzate
sottostima del potenziale di rilancio
sovrastima del valore di liquidazione
Per questo motivo, molte operazioni nel settore alberghiero subiscono una distruzione di valore evitabile, dovuta non alla crisi dell’asset, ma alla rigidità del processo.
Negli ultimi anni si osserva una progressiva evoluzione:
maggiore attenzione al progetto industriale
utilizzo di advisor settoriali
apertura a soluzioni ibride (gestione temporanea, affitto, riposizionamento)
Questo indica che il ruolo del servicer nel comparto alberghiero non è statico, ma in fase di maturazione.
Tuttavia, la direzione resta chiara: il servicer non tornerà a essere un semplice gestore amministrativo del credito.
Nel medio periodo, è plausibile attendersi:
un consolidamento del mercato dei servicer
una maggiore specializzazione per asset class
un ruolo crescente nella governance degli hotel in tensione
Per investitori e proprietà, ciò implica una conclusione netta:
comprendere il funzionamento dei servicer è oggi una competenza strategica, non opzionale
Nel settore alberghiero, i servicer NPL rappresentano una cerniera tra finanza e asset reale.
Non sono attori neutri, né antagonisti dell’impresa: sono gestori di processi di riallocazione del capitale.
Ignorarne il ruolo significa subire le decisioni. Comprenderlo significa poterle anticipare, negoziare o governare.
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